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martedì 14 febbraio 2017

AGGRESSIONE A TONI E' SEMPRE LA SOLITA COMMEDIA ITALIANA (14/02/2017)

Di Malcom Pagani.

Il solito indecente far west nella terra di nessuno, la solita cronaca del dopo, il senno del poi pelosamente anteposto alla prevenzione del prima. La vicenda dell’aggressione subita dal presidente del Verona Maurizio Setti e dal suo dirigente Luca Toni in pericoloso avvicinamento allo stadio Partenio di Avellino ha purtroppo il sapore delle storiacce su cui troppe inutili tavole rotonde si sono già arrovellate invano. La scena è un déjà-vu che coniuga le pagine peggiori di una costante guerriglia a intensità variabile intorno al pallone animata dalla solita teppaglia che utilizza il calcio come pretesto per le proprie scorribande. Più in là, tra farsa e tragedia, come sempre, tracce di commedia all’italiana, di ‘lei non sa chi sono io’, di prese di posizione puntute e risentite. A sentirla raccontarla da Toni, in realtà, vista la cronaca, ci sarebbe poco da ridere. Una fila di macchine, gli pseudotifosi che si avvicinano all’auto dei veronesi, il riconoscimento del ‘nemico’, i vetri spaccati, la fuga improvvisa di un autista rapido di ingegno e di piede, le parole sgomente del presidente Setti: “Attimi di puro terrore”e dell’ex attaccante della Nazionale. “Ce la siamo vista brutta –ha detto Toni –c’erano due vigili urbani a pochi metri ma si sono girati dall’altra parte”. Apriti cielo. Il comandante dei vigili urbani di Avellino, Michele Armonio, si è incazzato, ha negato con forza e ha minacciato querela. “Ricostruzione totalmente infondata”ha dettato alle agenzie e quindi –nonostante a un primo rapido sguardo abbiano perso tutti –la partita promette di continuare in tribunale. Setti (che ha preso sul ventre una bottiglia di birra scagliatagli addosso attraverso i vetri infranti della sua auto) si dice: “par ticolarmente amareggiato soprattutto dalla reazione del Comandante dei Vigili Urbani”. In Federazione tacciono. Qualcuno, più ottimista di altri, continua a discutere di abbattimento delle barriere tra campo e tifoseria.

(Da "Il Fatto Quotidiano")

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