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giovedì 16 marzo 2017

CALCIO SERIE A:10°GIORNATA (24/11 11/12/1996)

Di Giampaolo Carboni.

BOLOGNA-ATALANTA 3-1

Bologna:

Atalanta:

Arbitro:Stafoggia di Pesaro.

Reti:24'[Autorete] D.Fortunato 55'Kolyvanov 58'Bresciani 73'F.Inzaghi.

Espulso:Herrera (61').

Note:Al 70' Pinato ha parato un calcio di rigore tirato da Scapolo.

Esordio in Serie A da titolare per l'attaccante uruguaiano dell'Atalanta Federico Magallanes arrivato in estate dal Penarol.

CAGLIARI-NAPOLI 1-1

Cagliari:

Napoli:

Arbitro:

Reti:

FIORENTINA-PIACENZA 1-1

Fiorentina:

Piacenza:

Arbitro:

Reti:

LAZIO-SAMPDORIA 1-1

Lazio:

Sampdoria:

Arbitro:

Reti:

Espulso:Pesaresi (79') per doppia ammonizione.


Di testa. Torsione mirabile, su traversone di Laigle, gesto aggraziato, folgorante. Resta annichilito Chamot, arrancante sulle spalle dell' avversario gia' lontano. Vola inutilmente Marchegiani. Mancini libera cosi' , dopo sei minuti, un talento creativo pari alla sua tendenza autodistruttiva. Che si materializza piu' tardi: di sinistro. Sul filo del fuorigioco, saltando Marchegiani in dribbling, mancando la porta per eccessivo decentramento. E che conclude la sua parabola nel finale, attraverso l' altro piede, il destro, che liscia il pallone nel momento del rinvio determinante, come l' ultimo dei calciatori improvvisati, e consegna a Negro la possibilita' del pareggio. Mancini e' l' inizio ed e' la fine, il capo e la coda. In mezzo, pero' , all' interno di questo lungo segmento, ci sono due squadre precarie e bizzarre, una partita appassionante per quantita' di occasioni costruite e poi sprecate, per due terzi dalla Lazio e per il resto dalla Sampdoria. C' e' una squadra, quella di Zeman, che si salva con un difensore solo a nove minuti dalla chiusura, dopo aver schiantato il suo muso contro un portiere inaccessibile, travestito da saltimbanco paratutto. E c' e' un avversario condensato in uno schema elementare, attesa e contropiede, difficile comunque da decifrare, che sciala senza ritegno, le mani bucate e il rimpianto dietro l' angolo. Il disegno di Eriksson, quello indipendente dalle evoluzioni istantanee di Mancini, poggia le basi su un centrocampo molto coperto e le corsie laterali bloccate. Temendo la potenza offensiva laziale, il tecnico della Sampdoria chiama Iacopino e Carparelli alla consegna permanente sulle fasce, mentre gli altri tre della linea mediana (Veron, Franceschetti e Laigle) misurano i propositi poco ispirati di Fuser, Baronio (all' esordio dal primo minuto in questo campionato con la maglia biancoceleste) e dell' acciaccato Nedved. Ma in larga parte i timori di Eriksson vengono smentiti dal campo. Negro si riscatta solo nel periodo conclusivo, Favalli e' inesistente e a sinistra fa male quanto un moscerino, Rambaudi e' disastroso (esce tra un mare di fischi a meta' ripresa per fare posto a Buso), Nedved e Fuser sono intermittenti (meglio comunque il primo del secondo), Baronio poco autoritario, per quanto in possesso di qualita' tecniche di prim' ordine. Cosi' la Samp ha gioco quasi facile, ma non riesce a soffocare gli umori straripanti di Signori e Casiraghi in attacco. La lotta tra questi due con l' intera difesa blucerchiata riassume il senso della gara, consumatasi nell' inseguimento laziale non agile, anzi parecchio contorto, eppure categorico, sfrontato. Ferron fa miracoli, si supera in due circostanze, inventando interventi assolutamente mostruosi su Casiraghi (appoggio al volo su cross di Signori nel primo tempo, colpo di testa mirato nella ripresa) ed esaltando Balleri, Mihajlovic e Mannini, autori di prestazioni ben al di sopra della media sampdoriana. Il pareggio realizzato da Negro alla fine e' giusto, ma e' pure inutile per tutti. Arriva, tra l' altro, con la Sampdoria in inferiorita' numerica per l' espulsione di Pesaresi, Sampdoria vanamente risistemata da Eriksson in quel breve lasso di tempo (dal 34' al 36' ) con Carparelli immediatamente sostituito da un piu' robusto Sacchetti. Perche' e' la capacita' di distruzione di Mancini ("mi sono addormentato", confessera' il capitano durante "Novantesimo minuto") a chiudere il cerchio. Imprevedibilmente.

MILAN-INTER 1-1

Milan:

Inter:

Arbitro:

Reti:


Milan e Inter si incontrano per la decima di campionato in notturna, per esigenze di pay-tv. Dopo anni i nerazzurri si presentano in classifica davanti al Milan (l'Inter è prima con diciotto punti, il Milan è a quota quattordici). Sono presenti oltre ottantamila spettatori per un incasso di tre miliardi e mezzo. La serata è molto fredda. Al 3' il Milan è già in vantaggio con un delizioso tocco di Roberto Baggio che supera Pagliuca. Neanche dieci minuti e l'Inter pareggia con un rigore del francese Djorkaeff, assegnato per fallo di Paolo Maldini su Zamorano, scattato probabilmente in fuorigioco. Per ben tre volte i rossoneri hanno l'occasione di far loro il risultato; due volte Baggio, nel primo tempo, solo davanti al portiere, mette incredibilmente a lato e nei minuti finali Boban, con tiro debole a porta vuota, permette il recupero in extremis sulla linea di Paganin. Il risultato di parità è bugiardo. Il Milan domina la partita dall'inizio alla fine: diciamolo, francamente meritava la vittoria.

PARMA-ROMA 0-0

Parma:

Roma:

Arbitro:


La Roma funziona? Ma siamo impazziti? Cioè, vogliamo dire che contro il Parma la Roma ha giocato bene? Ok, se vogliamo che la gente creda questo, diciamolo pure, diciamo che la Roma vista a Parma è stata la migliore di ogni tempo, un gioco mai visto prima con duecento palle gol, con degli schemi studiati nei minimi particolari in allenamento e a tavolino. Diciamolo e facciamo contenti quei tifosi che non sono andati in trasferta a vedere uno squallore mai visto prima. La verità è che Carlos Bianchi negli spogliatoi ha spostato i pedoni, ha tolto l'alfiere ed il cavallo e ha fatto il più classico degli arrocchi, peccato che quello però è un altro sport. In questo sport, invece, si dovrebbe scendere in campo e cercare non dico di vincere la partita, ma almeno giocare a pallone, perché non è possibile che una squadra come la Roma nell'arco di tutta la partita non sia riuscita a fare neanche un tiro in porta e sull'unica incursione offensiva Statuto è stato atterrato in area. Certo, ora attacchiamoci come sempre al fatto che gli arbitri ce l'hanno con noi, che non ci danno un rigore neanche se ci sparano, certo, diciamo così, almeno i tifosi saranno calmi per un pò e non si accorgeranno invece che in campo sono scese ventidue persone che passeggiavano e si scambiavano saluti amichevoli. Già, perché anche il Parma non è che abbia fatto chissà che cosa, anche i gialloblu hanno creato una sola occasione da gol al novantaduesimo su cui peraltro Thuram ha sbagliato malamente. In pratica per capire come è andata la partita, basta dire che il momento più emozionante è stato quando al novantatreesimo un tifoso giallorosso ha invaso il campo ed è andato a chiedere (in modo molto cordiale, tra l'altro) di fare almeno un tiro in porta a propri beniamini: più di così. Ha esordito in serie A il giovane Daniele Conti, figlio del grande Bruno: tanti auguri a lui e speriamo che ci faccia sognare come ai tempi del padre. Da "Il Corriere Dello Sport" del 25/11/1996 La Roma funziona:ontrolla bene il Parma, protesta per un rigore negato e festeggia il figlio di Conti: debutto in A. Molto pressing, tanti raddoppi, poche emozioni: nel finale Thuram sciupa a porta vuota. Parma Protesta Roma Rida. Ancelotti reclama due rigori, festosa invasione di un tifoso giallorosso. Tre minuti, un esordio importante. E negli spogliatoi il pianto di papà Bruno al telefono. Daniele Conti cuore in gola. “Quando Bianchi mi ha detto di entrare in campo non ho capito più niente”.

PERUGIA-VERONA 3-1

Perugia:

Verona:

Arbitro:

Reti:

UDINESE-JUVENTUS RINVIATA PER L'IMPEGNO IN COPPA INTERCONTINENTALE DELLA JUVENTUS POI 1-4 (11/12/1996)

Udinese:

Juventus:

Arbitro:

Reti:

VICENZA-REGGIANA 2-0

Vicenza:

Reggiana:

Arbitro:

Reti:

CLASSIFICA:

© Riproduzione riservata.

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