AIUTA SCRIVOQUANDOVOGLIO Fare blog costa basta un caffé

mercoledì 17 maggio 2017

CALCIO:AMICHEVOLE TRA CLUB (17/05/1988)

Di Giampaolo Carboni.

MANCHESTER UNITED-MILAN 2-3 (VEDI QUI LA SINTESI DELLA GARA.NELLA FOTO IN ALTO LO 0-2 DI BORGHI)

Manchester United:Turner,Andersson (46'Blackmore),Gibson,Bruce,McGrath,Duxbury (62'Martin),Robson,Strachan,McClair,Davenport,Olsen.Allenatore:Ferguson.

Milan:G.Galli (46'Nuciari),Mussi,P.Maldini,Ancelotti (77'Bortolazzi),Tassotti,F.Baresi, Massaro (9'An.Colombo),Borghi (72'Donadoni),Van Basten,Gullit (46'Virdis),Evani. Allenatore:Sacchi.

Arbitro:Lood (Inghilterra).

Reti:46'Virdis [Rigore] 59'Borghi 67'Borghi 79'Olsen 92'McClair.

Note:37392 spettatori.


All’arrivo a Manchester è Bobby Charlton, direttore generale dello United, ad accogliere i rossoneri e Sacchi non manca di elogiarlo: “Lei è stato uno dei giocatori che ho apprezzato maggiormente. Un uomo che capiva un secondo prima quel che succedeva in campo. E il Milan ho cercato di ispirarlo proprio al suo tipo di gioco: un gioco che privilegia l’azione collettiva a scapito di quella individuale”. Approfitteranno dell’occasione per salutare vecchi amici gli ex Ray Wilkins, che si presenta all’albergo Ramada ammettendo di avere nostalgia dell’Italia (“Avrei fatto meglio a trasferirmi al Cesena“), e Joe Jordan. Il breve viaggio in Inghilterra è l’occasione ideale per Claudio Borghi. L’argentino vive una situazione particolare: adorato da Berlusconi, che l’ha acquistato l’estate precedente per cinque miliardi di lire, è stato parcheggiato a Como a causa delle regole che prevedono un massimo di due stranieri per squadra, ma né Agroppi né Burgnich gli hanno dato spazio. Riportato a Milano a stagione in corso per ridurre i tempi di ambientamento, si allena e si interroga sul suo futuro: “Voglio sapere cosa mi succederà l’anno prossimo. Ho diritto di saperlo per mia moglie, che aspetta un bambino, e per il mio manager, che deve potersi muovere per cercarmi un’altra squadra. Lo so, sono garantito da un contratto di cinque anni. Ma io non sono venuto qui per prendere i soldi senza far niente. Io voglio giocare“. Sacchi, però, vuole approfittare della nuova possibilità di schierare tre stranieri per acquistare Rijkaard ed è abbastanza esplicito durante il viaggio aereo per Manchester: “Il mio punto di vista su Borghi l’ho già espresso in società. Ora non ne voglio più parlare. Ma occorre gente che sappia impegnarsi in un gruppo, sia tecnicamente che umanamente. E quando un giocatore non mi serve, io non lo voglio“. Con il numero otto sulle spalle, l’argentino scende in campo dal primo minuto in una squadra che non si discosta troppo da quella titolare: Galli in porta, Mussi e Maldini terzini, Baresi e Tassotti al centro della difesa, Evani e Massaro sulle fasce, Ancelotti in mezzo al campo col Bichi, Gullit e Van Basten in avanti. La partita, trasmessa in differita su Italia 1 a partire dalle ventuno e trenta, con tanto di introduzione di Bettega, si svolse su un campo che non ha nulla della perfezione degli odierni campi di Premier League: qualche giorno prima si è svolto un torneo di rugby e, come da stereotipo, è un giorno di pioggia. Il timore che i rossoneri possano pagare i bagordi delle ultime ore, passate tra il centro fieristico della Fininvest a farsi premiare da Paolo Berlusconi ed il pranzo con il sindaco a Palazzo Marino, svanisce immediatamente. Dopo pochi minuti Massaro viene atterrato in area di rigore: l’arbitro fa finta di niente, ma intanto Sacchi deve ricorrere alla panchina e far entrare Angelo Colombo. Con la cronaca di Sandro Piccinini, che nell’arco dei novanta minuti pronuncia per nove volte il termine ‘sciabolata‘, edd il commento tecnico di Fabio Capello, che non può essere imparziale e fa continuamente notare il pressing del Milan,anche i telespettatori italiani assistono ad una partita decisamente vivace. Il Milan regala spettacolo, attaccando, ma concedendo anche qualcosa anche agli inglesi (non sempre la trappola del fuorigioco riesce alla perfezione). Il primo tempo è tutto di Ruud Gullit, il giocatore più atteso alla vigilia, ma all’intervallo si è ancora sullo zero a zero. Nella ripresa entrano Nuciari e Virdis per Galli e il Tulipano Nero, mentre Borghi sale in cattedra. Da lui parte l’azione per il rigore dell’uno a zero, guadagnato da Van Basten e trasformato da Virdis, da lui arrivano i due gol successivi. Nel secondo Virdis avanza sulla destra e mette in mezzo, velo di Ancelotti e gol dell’argentino; azione simile per il tre a zero, con Virdis ancora sulla destra e palla al centro per Van Basten, che tocca indietro per l’accorrente Borghi, autore di una conclusione di rara eleganza. Verrebbe voglia, a vedere solo quella partita, di dare ragione a Berlusconi sull’ex Argentinos Juniors, nettamente il migliore in campo, salutato dagli applausi di Old Trafford mentre lascia il campo per Donadoni. Tra finezze di Van Basten, colpi di tacco e l’ingresso di Bortolazzi, il Manchester United riesce a trovare il gol con il danese Jesper Olsen, servito da Steve Bruce (ma per La Stampa è in fuorigioco) e, a tempo ormai scaduto, con McClair. Finisce tre a due ed è un successo da non sottovalutare, degno di essere festeggiato dai milanisti presenti a Old Trafford: nella stagione 1987-1988 lo United aveva perso in casa soltanto una volta, con il Southampton. I quotidiani del giorno dopo parlano di un ‘Milan da applausi’, che fa ‘impazzire il pubblico inglese’. Bobby Charlton in persona, a fine partita, va a complimentarsi con Sacchi: “Incredibile: all’inizio non pensavo neppure che fosse una squadra italiana. Aggressiva, rapida, atleticamente forte. Giocava come fosse davanti al proprio pubblico. Davvero un bello spettacolo“. 

© Riproduzione riservata.

Nessun commento:

Posta un commento