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domenica 23 luglio 2017

NUOTO:MONDIALI A MONTREAL (23/07/2005)

Di Giampaolo Carboni.

La mezzanotte era passata da tre minuti. Tania Cagnotto era sul trampolino. Sospesa sull'acqua. Era il salto della vita. L'ultimo salto. E pioveva. Tania era quarta nella classifica provvisoria staccata di un punto e novantacinque dalla svedese Anna Lindberg, la figlia della campionessa olimpica Ulrike Knape. C'era emozione intorno alla vasca. Gli occhi azzurri di Ulrike braccavano la figlia come segugi. Quelli di Giorgio Cagnotto guardavano la figlia sul trampolino. Con la pioggia il frusciare delle preghiere. La gara era stata sospesa al quarto tuffo di finale alle ventitré e quarantatré. Giorgio Cagnotto aveva avuto il tempo per sussurrare: "Mia moglie a Bolzano sarà già svenuta". Guardava di lontano la figlia che stava sotto la tenda avvolta interamente, anche il capo, nella sua tunica azzurra, come un crociato prima della battaglia. Tania aveva appena scoperto di poter vincere una medaglia. Si era affacciata accanto a noi a vedere in tv la classifica complessiva dopo il quarto tuffo e si era scoperta vicinissima al podio. Si era concentrata in silenzio. Poi era andata su per la scala. Lassù le gocce di pioggia la colpivano sul viso, ostili come proiettili. Zeus scagliava il suo fulmine e si udiva il rombo del tuono. In questo scenario, grandioso e duro, Tania ha preso la rincorsa. Doveva eseguire il doppio salto mortale e mezzo rovesciato carpiato. L'asse l'aveva scagliata contro il cielo e lì Tania aveva compiuto rotazioni morbide. Un ricamo nell'aria. Poi era entrata precisa in acqua, sprofondando in un gorgo candido. Papà Giorgio aveva esultato. Nel tuffo della vita, sotto la pioggia, Tania era stata divina. Il punteggio dei giudici era musica: 8.5, 8.5, 8.0, 9.0, 8.5, 9.0, 9.0 per 78.30 complessivo e 591.27 di totale. Anche Tania esultava. Ma sul trampolino c'era già Anna Lindberg, elegante e impavida. Doveva eseguire un salto e mezzo rovesciato con due avvitamenti e mezzo. Tania la vedeva partire a mezzanotte e cinque. Anna era elegante e precisa. Strappava gli applausi. L'attesa era breve, per Tania era interminabile. Poi i punteggi dei giudici rotolavano dolci, musicali verso di lei: 8.0, 8.5, 8.0, 8.5, 8.5, 8.0, 8.0 per 71.34 punti e un totale di 586.26. Tania aveva battuto la bella Anna. Sentivamo il tam-tam del cuore di Tania battere, mentre saltava Yulia Pakhalina, campionessa del mondo di Perth, che aveva solo otto punti di distacco. L'esecuzione di Yulia era eccellente, ma non bastava. Alla mezzanotte e sei minuti Tania era la prima tuffatrice italiana a salire sul podio in una gara olimpica o mondiale. Terza, dietro a due invincibili cinesi: Guo Jingjing (645.54) e Wu Minxia (619.05). La gioia la colpiva come una luce forte e viva. E, finalmente, dopo una giornata di gara, Tania si scioglieva. Abbracciava papà. Si lasciava vincere dalla commozione. Lacrime belle sotto la pioggia. "Mi sono sentito lassù anch'io", diceva Giorgio, che qui a Montreal ventinove anni fa aveva conquistato l'argento olimpico dal trampolino. "Ora davvero Montreal è la città dei Cagnotto", diceva con sense of humour Tania. La sua era un gioia incredibilmente bella, perché veniva dopo il dolore. "Questa è una risurrezione, dopo l'umiliazione della piattaforma", sussurrava. Importa rilevare la qualità altissima della gara. Con l'invincibile Guo Jingjing, campionessa olimpica, al terzo titolo mondiale consecutivo, c'era altre campionesse del mondo come Yulia Pakhalina e Wu Mingxia, insieme con altre tuffatrici di straordinario talento. Ed è bello segnalare lo splendore della metamorfosi di Tania. Nella finale dalla piattaforma, la sua gara, aveva fallito nettamente due tuffi. Qui, sotto la pioggia, ha eseguito tuffi limpidi, armoniosi. Ecco la successione e i punteggi dei suoi cinque tuffi di finale: doppio e mezzo indietro carpiato 75.60, triplo e mezzo avanti raggruppato 68.88, un salto mortale e mezzo rovesciato con due avvitamenti e mezzo 64.38, due e mezzo ritornato raggruppato 69.66, doppio salto mortale e mezzo rovesciato carpiato 78.30. Tania era sesta dopo le semifinali. Ma aveva eseguito bene gli obbligatori (il punteggio si portava in finale) e partiva col quinto punteggio. Al primo tuffo si portava al terzo posto, che difendeva nel secondo. Poi, nel terzo tuffo, si facevano avanti Yulia Pakhalina e Anna Lindberg. Ma Yulia non era precisa nel quarto tuffo e scivolava indietro. Era una sfida a due per la medaglia. E Tania la vinceva in modo superbo. Nel momento della vita realizzava il suo capolavoro. E, noi, flagellati dalla pioggia, ammiravamo la bellezza del miracolo.

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