mercoledì 18 gennaio 2012

TASSE AI DIPORTISTI:SCONTI IN BANCHINA (18/01/2012)

Di U.A.



Prime contromisure della Rete dei porti della Sardegna alla tassa di stazionamento, che da maggio graverà sulle barche oltre i 10 metri e da subito potrebbe azzerare il turismo nautico. Confermato il ricorso alla Commissione Europea, il consorzio ha pensato di frenare l’emorragia sia sul fronte straniero che quello interno. Turisti stranieri. L’idea della Rete è accollarsi la futura tassa di stazionamento e liberare quest’estate dalla gabella il traffico forestiero di yacht a motore e a vela. Sarà una sorta di sconto, per evitare il dirottamento del 90 per cento delle presenze straniere, secondo le stime sulle possibili disdette, verso i porti francesi, spagnoli e dell’isola di Malta, che non sono penalizzati dall’imposizione contenuta nel decreto «Salva-Italia». Bisognerà vedere se le casse dei porti riusciranno a resistere. L’idea dello sconto sarà presentata al prossimo salone della nautica di Dusseldorf, 21-29 gennaio, per tranquillizzare il mercato estero. Diportisti interni. L’ipotesi, in questo caso, è sfruttare la parte del decreto che esenta dal pagamento le imbarcazioni a terra. La Rete dei porti ha in mente di ridurre al massimo i costi di rimessaggio e alaggio fino a svuotare i posti barca a mare, proprio perché la tassa è calcolata solo sullo specchio acqueo occupato. Cioè, le stesse imbarcazioni resterebbero «parcheggiate» sui piazzali fino al momento del loro utilizzo e il che vorrebbe dire: la tassa da annuale diventerebbe giornaliera e dunque i diportisti la pagherebbero solo quando mettono la barca in mare ed escono dal porto. L’ingresso del gruppo Molinas. Confermata l’unione d’intenti con le associazioni nautiche del Tirreno e dell’Adriatico, anche loro scatenate contro lo stazionamento, la Rete da ieri è ancora più forte. Nel consorzio sono entrati i porti (Rotondo, Karalis, Bosa, Punta Marana e Cala Bitta) di proprietà della famiglia Molinas. A questo punto la Rete rappresenta il 60 per cento dei porti turistici isolani. 


(Da "La nuova Sardegna")

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