Di Giampaolo Carboni.
Il deficit della nostra nazione,dell'Italia,si fermerà al 3% del Prodotto interno lordo nel 2013, senza sforare quindi il limite previsto dai Trattati europei, e poi calerà nei prossimi due anni, secondo quanto indica la Commissione Ue nelle previsioni economiche di autunno. Rispetto alle previsioni pubblicate a maggio, Bruxelles rivede leggermente al rialzo il deficit italiano del 2013, stimato inizialmente al 2,9% del Pil. Quanto agli anni successivi, nel 2014 il deficit è ora stimato al 2,7% del Pil (a maggio si prevedeva invece il 2,5% nel 2014), e la prima previsione per il 2015 indica un deficit al 2,5%.
Inoltre nel 2014 vi sarà un nuovo picco della disoccupazione in Italia che, secondo la previsione della Commissione Ue, salirà dal 12,2% di quest’anno al 12,4%. Un leggero calo si dovrebbe verificare nel 2015 (12,1% secondo la stima). Sull’occupazione "che continua a scendere pesa la profonda e protratta recessione", spiega l'Europa. E un nuovo record - sempre secondo le previsioni della Commissione Ue - si registrerà anche per il debito pubblico italiano, che dall'attuale 133% è destinato a toccare quota 134% nel 2014 "anche a causa del pagamento dei debiti della p.a.". Una "leggera discesa" al 133,1% è attesa solo nel 2015. Peggiorano, poi, le stime Ue sulla crescita Italiana del 2013: dal -1,3% previsto in primavera passa a -1,8%, mentre resta invariata a 0,7% la stima del pil del 2014. Tra i fattori indicati dalla Commissione europea come più determinanti nello spiegare la revisione al ribasso delle stime sul Pil italiano figura il rafforzamento dell’euro. "La recessione potrebbe essere al punto di svolta. Dopo una nuova forte contrazione nel 2012-13 l’attività si riprenderà gradualmente nel 2014-15 - scrive però Bruxelles -. Gli indicatori disponibili suggeriscono che la recessione potrebbe essere vicina a un punto di svolta. La produzione industriale è scesa a luglio e agosto, indicando una nuova moderata contrazione nei risultati nel terzo trimestre. Ma la migliorata fiducia delle imprese dalla scorsa estate, guidata soprattutto da una valutazione positiva degli ordini degli export, lascia prevedere una moderata e graduale ripresa a partire dal quarto trimestre del 2013". E nel 2014, grazie alle "banche che miglioreranno i loro bilanci dopo la revisione della qualità degli attivi della Bce, le condizioni del credito miglioreranno e porteranno a una espansione del pil".
"C’è ancora un grande bisogno di consolidamento dei conti in Italia", ha spiegato il commissario Ue agli affari economici Olli Rehn (NELLA FOTO) presentando le previsioni economiche di autunno e aggiungendo che in Italia e Spagna "restano ancora ampie necessità di aggiustamento". Il commissario ha parlato di Spagna e Italia insieme, sottolineando che la crescita economica in Spagna è già ripartita nel terzo trimestre del 2013, mentre in Italia è prevista nel quarto trimestre. Per Rehn ci sono "segnali crescenti che l’economia europea ha raggiunto un punto di svolta", ma "è troppo presto per cantare vittoria” perché "la disoccupazione resta a livelli inaccettabilmente alti". "Le previsioni sul deficit comprendono le misure della legge di stabilità", ha detto ancora il commissario europeo - quindi "confido che le autorità italiane assicureranno che qualunque cambiamento dovessero fare alle legge sarà finanziato in modo credibile".
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