Di Giampaolo Carboni.
Finisce presto, in tempo per calare le fregole nel brodetto di pesce del pranzo della domenica tipico del capoluogo sardo, perché l’Italia è più forte di questa Russia priva di stelle e degna di una discreta serie C, mandata in Sardegna come vittima sacrificale del dream team che intasca la quarta Federation Cup in cinque finali. Il punto del 3-0 è poco più di una formalità affidata alla racchetta della numero uno azzurra, Sara Errani, che impiega due set (6-1 6-1) per domare le docili ambizioni della Kleybanova, preferita da capitan Tarpishev alla Panova, sfinita dalle tre ore abbondanti del corpo a corpo della giornata di ieri contro Roberta Vinci (NELLA FOTO TUTTA LA GIOIA DELLE AZZURRE DOPO LA CONQUISTA DELLA FED CUP 2013). Ma la vittoria (scontata ma comunque da conquistare) era stata edificata nei primi due singolari, come da programma, quando Errani e Vinci avevano fatto valere tutto il loro peso sulle riserve russe, mettendo in chiaro le intenzioni da subito. Finisce presto, in tempo per calare le fregole nel brodetto di pesce del pranzo della domenica, perché l’Italia è più forte di questa Russia di serie C, mandata in Sardegna come vittima sacrificale del dream team che intasca la quarta Federation Cup in cinque finali. Il punto del 3-0 è poco più di una formalità affidata alla racchetta della numero uno azzurra, Sara Errani, che impiega due set (6-1 6-1) per domare le docili ambizioni della Kleybanova, preferita da capitan Tarpishev alla Panova, sfinita dalle tre ore abbondanti del corpo a corpo di sabato con Roberta Vinci. Ma la vittoria (scontata ma comunque da conquistare) era stata edificata nei primi due singolari, come da programma, quando Errani e Vinci avevano fatto valere tutto il loro peso sulle riserve russe, mettendo in chiaro le intenzioni da subito.
Questo nuovo successo delle azzurre del tennis corona un ciclo: è l’onda lunga di una rincorsa cominciata nel 2006 in Belgio e impreziosita dai successi in singolare delle ragazze - Schiavone regina di Parigi 2010, Pennetta prima italiana nelle top-10, Errani numero 7 del mondo e numero uno in doppio con l’amica Roberta Vinci -, una generazione di piccole fenomene alla quale davvero non si poteva chiedere di più. ORGOGLIO BARAZZUTTI - “Queste ragazze hanno riscritto la storia del tennis italiano” dice capitan Barazzutti senza paura di esagerare, ma ha ragione perché, alla faccia di chi pensa che la Fed Cup non valga la Davis (un vecchio stereotipo duro da abbattere), era importante farsi trovare al posto giusto nel momento giusto: a Charleroi nel 2006 con il Belgio, a Reggio Calabria nel 2009 con gli Usa e ancora nel 2010 in trasferta a San Diego e quest’anno a Cagliari, il trionfo casalingo ha sempre un sapore speciale e peggio per le altre nazioni se le big (Serena Williams, Sharapova) snobbano la coppa. Dopo la festa, lo spumante, i gavettoni, i complimenti del presidente del Coni Malagò, gli abbracci e le lacrime, finalmente è vacanza per tutte. Ma le ritroveremo, eccome se le ritroveremo le splendide ragazze del tennis italiano, campionesse del mondo per la quarta volta, e mai per caso.corona un ciclo: è l’onda lunga di una rincorsa cominciata nel 2006 in Belgio e impreziosita dai successi in singolare delle ragazze - Schiavone regina di Parigi 2010, Pennetta prima italiana nelle top-10, Errani numero 7 del mondo e numero uno in doppio con l’amica Roberta Vinci -, una generazione di piccole fenomene alla quale davvero non si poteva chiedere di più.
“Queste ragazze hanno riscritto la storia del tennis italiano” dice capitan Barazzutti senza paura di esagerare, ma ha ragione perché, alla faccia di chi pensa che la Fed Cup non valga la Davis (un vecchio stereotipo duro da abbattere), era importante farsi trovare al posto giusto nel momento giusto: a Charleroi nel 2006 con il Belgio, a Reggio Calabria nel 2009 con gli Usa e ancora nel 2010 in trasferta a San Diego e quest’anno a Cagliari, il trionfo casalingo ha sempre un sapore speciale e peggio per le altre nazioni se le big (Serena Williams, Sharapova) snobbano la coppa. Dopo la festa, lo spumante, i gavettoni, i complimenti del presidente del Coni Malagò, gli abbracci e le lacrime, finalmente è vacanza per tutte. Ma le ritroveremo, eccome se le ritroveremo le splendide ragazze del tennis italiano, campionesse del mondo per la quarta volta negli ultimi otto anni ripeto,ed un evento del genere di sicuro non può capitare mai per caso.
ITALIA-RUSSIA 4-0 (CAGLIARI)
Errani-Panova 6-1 6-1
Pennetta/Knapp-Krhomacheva/Gasparyan 4-6 6-2 10-4
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