mercoledì 22 luglio 2015

"NOI NON RESTIAMO MAI A TERRA" (22/07/2015)

Di Michele Ruffi.

«Non trovare posto in aereo? No, a noi non succede mai». In Corsica non si rimane a terra: «Abbiamo quattro aeroporti e sei porti, la continuità territoriale funziona bene». José Bassu è il direttore dei servizi europei dell' Office des transports de la Corse , l'ufficio che controlla i collegamenti aerei e marittimi tra l'Isola e il Continente. «Esiste dal 1982, più o meno da quando è stata creata la Regione della Corsica». 

IL SISTEMA Nell'isola francese la continuità territoriale è strutturata in maniera diversa rispetto alla Sardegna. Innanzitutto i soldi: la “Collectivité territoriale” (l'equivalente della nostra Regione) riceve ogni anno 175 milioni di euro per curare il settore dei trasporti. Cento milioni per le navi, settantacinque per gli aerei. Come si è arrivati ad ottenere tutti questi finanziamenti? «Questo dovete chiederlo ai politici, io non sono un politico. Evidentemente sono stati bravi. Quello dei collegamenti è un problema molto sentito dai corsi. E c'è stata una pressione sulla classe politica, che a sua volta è riuscita a influire sul sistema fino a ottenere tutto questo», racconta Bassu, a Cagliari per partecipare a un convegno sui porti. 

I NUMERI I corsi sono poco più di trecentomila e hanno a disposizione più voli in regime di continuità territoriale rispetto ai sardi. I collegamenti giornalieri con gli aeroporti della terra madre sono 63. Di questi, ben 41 verso le tre destinazioni su cui si incardina il sistema facilitato di trasporti, ottenuto dalla Collettività territoriale ormai vent'anni fa, nel lontano 1995. Il confronto con la Sardegna? Qui i voli in continuità territoriale, in un giorno feriale di luglio sono in tutto 33. Eppure i sardi sono un milione e seicentomila. «Appunto: voi siete fortunati perché avete una domanda maggiore. Le compensazioni per le compagnie aeree dunque sono minori. Noi siamo pochi e per avere garantito un sistema di trasporti come il nostro dobbiamo pagare». Con i soldi dello Stato francese. Invece da noi è l'Isola a finanziare la continuità aerea. «Ma da noi la Regione non ha nessuna competenza sulla fiscalità, che è tutta dello Stato centrale. Da una parte delle imposte raccolte arriva il fondo dedicato alla continuità».

COMPAGNIA AEREA La Regione corsa ha anche il controllo della Air Corsica (è azionista di maggioranza con il 60 per cento), compagnia che gestisce insieme a Air France buona parte dei collegamenti tra l'isola e gli aeroporti di Nizza, Marsiglia e Parigi. «La Collectivité nomina i 3 consiglieri d'amministrazione e il presidente. La gestione della società è comunque separata dalla Regione, nonostante la proprietà sia dell'amministrazione». 

I PREZZI L'unica pecca della continuità aerea corsa riguarda i prezzi: «Sono troppo alti», dice Bassu. Per la tratta tra l'aeroporto di Parigi Orly e la Corsica la tariffa massima fissata per i residenti è di 171 euro, solo andata. Per il collegamento Nizza-Corsica si spendono al massimo 96 euro, per quello tra Marsiglia e l'isola 90 euro. Ma, a differenza di quello che succede in Sardegna con Alitalia, in Corsica le compagnie a volte propongono prezzi promozionali, più bassi rispetto ai tetti stabiliti. Il modello corso può essere copiato dalla Sardegna? «Voi avete delle condizioni di partenza migliori, siete di più. Una continuità come la nostra, esportata nella vostra isola costerebbe di meno. Ma vi assicuro che il sistema corso funziona, in confronto a quello sardo è molto più efficiente».

(Da "L'Unione Sarda")

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