lunedì 27 novembre 2023

SARDINIAPOST PASSA ALLA SAE SARDEGNA MA L'ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA SARDA VUOLE VEDERCI CHIARO (27/11/2023)

Di Redazione.


Questo il comunicato emesso ieri dall'Associazione della stampa sarda "L’Associazione della Stampa sarda apprende in modo del tutto irrituale il passaggio della testata SardiniaPost, fino a qualche giorno fa edita dalla società Ico 2006 Srl, alla Sae Sardegna Spa, società che edita il quotidiano La Nuova Sardegna. Tale passaggio non è stato comunicato al Cdr della Nuova Sardegna, al cui interno è stato attivato il procedimento per il prepensionamento di alcuni giornalisti ai sensi della legge 416.  Alla preoccupazione manifestata dal Comitato di redazione attraverso interlocuzioni con il management di Sae Sardegna, e contenute in un documento sindacale di seguito riportato, la società editrice precisa che “non vi è stata nessuna acquisizione della testata, bensì sono stati raggiunti con l’amministrazione di Ico 2006 srl accordi, aventi ad oggetto il solo affitto del ramo d’azienda afferente la testata SardiniaPost per 5 mesi”. Va quindi detto che, attraverso la risposta dell’editore,  si apprende che la testata SardiniaPost è stata presa in affitto da  Sae Sardegna Spa per 5 mesi; se ne deduce, di conseguenza, con un contratto di affittanza che pone SardinaPost sotto il controllo di Sae Sardegna Spa, come dimostra la gerenza di SardiniaPost, in tutto e per tutto sovrapponibile a quella della Nuova Sardegna, eccezion fatta per il direttore responsabile. L’Associazione della Stampa, nel sottolineare la necessità che questi passaggi avvengano nella più completa chiarezza anche sul piano della comunicazione con gli organismi sindacali, passaggi sui quali intende vigilare, nel ribadire il sostegno al Cdr, auspica che la societa Sae Sardegna, al di là delle generiche affermazioni contenute nella risposta dell’editore, espliciti in modo esaustivo i termini degli accordi anche sotto il profilo economico e il loro impatto sulla Nuova Sardegna dove, come già ricordato, è in atto una procedura che, attraverso il riconoscimento di esuberi del personale giornalistico, è finalizzata al prepensionamento di alcuni colleghi".

Pronta la replica dell'editore "Spiace constatare, leggendo la nota dell'Associazione della Stampa sarda, che non siano state comprese le parole della nostra replica dl Cdr pubblicata ieri. La nota dell'Associazione della Stampa sarda arriva, peraltro, alla vigilia di un incontro tra azienda e comitato di redazione, contesto funzionalmente deputato proprio a garantire l'auspicato confronto interno sul contenuto e le finalità dell'accordo tra Sae Sardegna Spa e Ico 2006 Srl. Intesa che, lo ribadiamo, è stata raggiunta anche con il fine di dare sostegno alla pluralità dell'informazione regionale e continuità all'attività editoriale di un altra testata sarda, come SardiniaPost, supportando in tale contesto una strategia di salvaguardia dei livelli occupazionali. Il tutto, come già illustrato, dopo un accurata analisi sulla proficuità e sostenibilità economica dell'operazione, nonché sulla non sovrapponibilità strategica delle aree di influenza delle due diverse testate. L'intervento dell'Associazione della Stampa sarda, glissando su tali profili di analisi dell'operazione, sembra voler ignorare valori ed obiettivi generali la cui salvaguardia dovrebbe invece rappresentarne obiettivo peculiare. Per completezza informativa, va sottolineato anche il fatto che la procedura di prepensionamento arrivata in riferimento al quotidiano La Nuova Sardegna nasce ai sensi dell'articolo 37 legge 416/81 (come ampiamente discusso con le Oo.Ss di categoria negli ultimi cinque mesi) per attenuare l'effetto delle eccedenze giornalistiche createsi a causa del calo delle copie cartacee distribuite in edicola, fenomeno che si aggrava di anno in anno, e del calo del fatturato rinveniente dal mercato pubblicitario".

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