Di Redazione.
Scrive Enrico Pilia "Dove nasce la vittoria di Malaga? Quando comincia a camminare la squadra che ieri alle venti e sei ha riportato in Italia il titolo mondiale di tennis? Un indizio c'è, lo ha fornito durante la festa sul campo il numero uno della Federtennis (e padel) Angelo Binaghi, cagliaritano cresciuto sulla terra rossa di Monte Urpinu a pane e tennis "Nel 2005 eravamo retrocessi in serie C, ci volevano linciare e invece il Presidente del Coni di allora ci difese e ci lasciò lavorare". Binaghi ha messo le basi, ha ricostruito una federazione che sbandava, l'organizzazione tecnica ha trovato e plasmato sul campo i giocatori con cui disegnare un percorso. Il tennis italiano ci ha messo quasi mezzo secolo a riportare la Coppa Davis nel nostro Paese, dove il tennis sta diventando un fenomeno sociale grazie a un ragazzo, si chiama Jannik Sinner ed è lui il vero fenomeno sociale nazionale. Planetario, modello positivo e unico. Nel 1976 gli eroi si chiamavano Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, oggi hanno altre facce, storie, percorsi. Il trionfo di ieri sera, oltre il nome di Sinner per cui è difficile trovare altri aggettivi, porta quelli del capitano Volandri, dei giocatori Sonego, Musetti e Bolelli, ai quali aggiungere Berrettini che presto, speriamo, rivedremo ad alti livelli. L'Italia sotto rete è un Paese straordinario, dove il padel è più di una moda passeggera e il tennis oggi ha i volti giusti per trascinare i ragazzini in campo. Da Torino a Malaga, sono stati giorni straordinari, indimenticabili, nel segno di un'imbattibile ragazzo dai capelli rossi. E adesso, per favore, non fermatevi più".
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