Di Redazione.
Per il cardinale Angelo Becciu (NELLA FOTO IN ALTO) il Promotore di giustizia, Alessandro Diddi ha chiesto il massimo della pena edittale prevista (mentre il contrario è avvenuto per gli altri imputati, per alcuni dei quali sono stati riconosciuti anche le diminuenti per aver collaborato con gli investigatori). "Questa richiesta potrebbe essere rivista nella sentenza. Per Becciu inoltre c’è la questione dei cinquecento settantacinque mila euro confluiti nella seconda parte del 2018 sui conti dell’esperta di intelligence Cecilia Marogna, bonifici inoltre non autorizzati da Becciu, ma dal suo successore e non ce l’ha prova, secondo la stessa Apsa (avvocato Flick), che avesse avuto la consapevolezza fin dall’inizio che la donna li avesse utilizzati in parte per acquisti personali. Nell’arringa difensiva in favore del finanziere Raffaele Mincione, l’avvocato Giandomenico Caiazza ha ribadito più volte che nei contratti per l’acquisto di quote del suo fondo di investimento (che controllava il palazzo di Londra) era scritto a chiare lettere che si trattava di un investimento molto rischioso in cui non solo non si garantivano utili, ma addirittura era segnalata la possibilità di perdere anche tutto l’investimento. E che in ogni caso l’allora sostituto Becciu aveva già firmato nell’estate del 2011 (appena arrivato in Segreteria di Stato, molto prima di conoscere Mincione) due dichiarazioni in favore di Credit Suisse in cui qualificava la Segreteria di Stato come investitore professionale che poteva perciò operare su investimenti a rischio. Per gli avvocati Cataldo Intrieri e Massimo Bassi, è provato che l’ex dipendente della Sds, Fabrizio Tirabassi (per cui l’accusa ha chiesto tredici anni e tre mesi di carcere, cioè la pena più alta) aveva un ruolo secondario e chi decideva tutto era monsignor Alberto Perlasca, capo dell’ufficio amministrativo, che è stato il testimone chiave del processo, e nei cui confronti è stato emesso un decreto di archiviazione delle accuse, dopo che a fine agosto del 2020 ha iniziato a collaborare con il Promotore di Giustizia, invitando anche un Memoriale anche al Papa Tirabassi, ad esempio, era contrario all’operazione Carige per utilizzare nell’estate 2018 il fondo d’investimento per la scalata di Mincione alla banca genovese. La difesa di Tirabassi e anche di Mincione hanno ricordato che tutte le difese non hanno potuto leggere i cento ventisei messaggi whatsapp intercorsi tra l’amica di Perlasca, Genoveffa Ciferri e Francesca Chaouqui, in cui si sospetta un condizionamento della testimonianza di Perlasca. L’avvocato Carlo Panella per Enrico Crasso (per trent’anni gestore delle finanze della Segreteria di stato) ha respinto le accuse di peculato perchè a Crasso , a suo avviso, non si può attribuire la qualifica di pubblico ufficiale essendo stato solo un consulente esterno. Per quanto riguarda il coinvolgimento dell’allora vertice dell’Aif (la intelligence unit vaticana) nella vicenda della liquidazione di quindici milioni al broker Torzi (intervenuto nella fase finale dell’acquisizione del palazzo) la difesa dello svizzero Rene Bruelhart ha affermato che il suo intervento era stato richiesto personalmente da Papa ("dia una mano alla Segreteria di Stato")e all’epoca l’allora Presidente non aveva alcun potere di firma".
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