Di Redazione.
Il primo pontefice proveniente dal Continente Americano, il primo Santo Padre a chiamarsi Francesco, il primo papa gesuita nella storia della Chiesa, ma anche il primo Vescovo di Roma a scrivere un’autobiografia: Spera (Mondadori, 2025, a cura di Carlo Musso, quattrocento pagine, ventidue euro) di Francesco (nato Jorge Mario Bergoglio a Buenos Aires il 17 dicembre 1936). Dal 13 marzo 2013 Francesco è il duecento sessantaseiesimo papa della Chiesa cattolica e Vescovo di Roma, ottavo sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, e la sua autobiografia esce oggi in contemporanea mondiale nelle principali lingue e in più di cento paesi.
Il vero leader globale di questo nostro tormentato Pianeta, che nel 2018 la rivista “Forbes” ha classificato come il sesto uomo più potente del mondo, ha impiegato sei anni per la stesura della sua autobiografia, destinata ad affascinare i lettori di tutto il mondo e a rappresentare un lascito di speranza per le future generazioni, arricchita da fotografie, anche private e inedite, provenienti dalla disponibilità personale di Bergoglio. Spera è un titolo evocativo, perché ricorda che siamo appena entrati nell’anno giubilare, il cui motto è “Pellegrini di speranza”, e già sono tantissimi i fedeli giunti a Roma per attraversare le Porte Sante aperte nella Città Eterna, a cominciare da quella di San Pietro aperta da Francesco la sera del 24 dicembre.
I ricordi di Papa Francesco, nato a Flores, un barrio (quartiere) di Buenos Aires, figlio primogenito di Mario Bergoglio e di Regina María Sívori, emigrati piemontesi di estrazione piccolo-borghese, partono da lontano, dai primi anni del Novecento, dalle radici italiane della famiglia e dall’avventurosa emigrazione in America Latina dei suoi avi. Poi si attraversano tutte le tappe della sua esistenza: l’infanzia con la presenza della nonna paterna, Rosa, la giovinezza, diplomato tecnico chimico prima e poi laureato in filosofia, fino alla scelta vocazionale nel 1963, e poi sacerdote dal 1969, provinciale dei Gesuiti d’Argentina nel 1973, vescovo ausiliare nel 1992, arcivescovo di Buenos Aires nel 1998 e creato cardinale nel 2001; le pagine si chiudono con la maturità e il pontificato. Il romanzo di una vita affronta anche i più importanti e dibattuti temi della nostra contemporaneità: guerra e pace (compresi i conflitti “nella martoriata Ucraina” e in Medio Oriente), migrazioni, crisi ambientale, politica sociale, condizione femminile, sessualità, sviluppo tecnologico e futuro della Chiesa e delle religioni.
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