venerdì 26 settembre 2025

LA MORTE DI CRISTINA PAVESI NELL'ASSALTO AD UN VAGONE POSTALE A BARBARIGA DI VIGONZA (13/12/1990)

Di Redazione.

Il vagone postale del diretto Venezia-Milano è stato preso d'assalto stasera a pochi chilometri dalla stazione di Padova per la precisione a Barbariga di Vigonza. I rapinatori, dopo aver bloccato il treno tirando il freno d'emergenza, hanno usato due cariche d'esplosivo per far saltare il portellone blindato che proteggeva il deposito valori. Le esplosioni hanno causato la morte di una ragazza su un convoglio che procedeva lungo il binario affianco la studentessa ventiduenne Cristina Pavesi (NELLA FOTO IN ALTO). Ci son anche quattordici feriti. La trappola è scattata alle 18,15, quando il diretto Venezia-Milano stava per entrare a Padova. Due banditi, che secondo alcune testimonianze erano a bordo del convoglio fin dalla partenza, hanno tirato il freno d'emergenza bloccando il treno nei pressi di un ponticello dove erano in attesa almeno altre sei-sette complici, mascherati ed armati di mitra il gruppo si è diretto verso il vagone postale, il primo dopo la locomotiva, sparando in aria. Con un megafono i rapinatori hanno avvertito i passeggeri di voler compiere una rapina intimando a chiunque di allontanarsi e agli agenti di scorta di deporre le armi Ma la polizia ha risposto sparando e dopo poco i banditi hanno fatto esplodere due bombe alle porte blindate del vagone postale Proprio allora, sul binario a fianco, stava passando, in senso inverso, un treno carico di studenti universitari, il Bologna-Venezia La deflagrazione ha squarciato la fiancata del convoglio in transito causando il decesso della Pavesi, residente a Conegliano, che è stata investita in pieno morendo sul colpo. Altri quattordici giovani sono rimasti feriti ed, In preda al panico, i passeggeri del treno preso d'assalto sono fuggiti verso le ultime carrozze cercando una via di fuga, mentre il personale di servizio ha spento le luci nel tentativo dì disorientare i rapinatori. I banditi sono riusciti ad impadronirsi soltanto di alcuni pacchi e sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce.

"Stavo parlando con una collega, all'improvviso ho sentilo uno scoppio, seguito da una fiammata gialla. Sono volale schegge dappertutto, pareva che la testa mi esplodesse. La ragazza seduta davanti a me aveva il viso coperto di sangue. Mi sono alzata per aiutarla, respirava appena, stava morendo. Quando sono arrivati i soccorsi hanno tentato di rianimarla. Non respirava più". Silvia Nardelli. impiegala di ventitré anni, racconta ancora sotto choc la terribile morte di Cristina Pavesi, studentessa universitaria ventiduenne residente a Legnare nel Padovano, originaria di Conegliano. La Pavesi è la prima vittima di un sanguinoso assalto al treno nel pressi di Padova. Un'altra studentessa è moribonda. E ci sono ancora tredici feriti, tutti giovani, studenti, militari di leva che viaggiavano sul diretto Bologna-Venezia. Ma il treno assaltato è un altro, in direzione opposta, l'espresso che parte alle diciassette e trentacinque da Venezia per raggiungere Milano. Il convoglio è stato preso di mira da una banda spietata, che mirava ad alcuni sacchi con valori custoditi nel vagone postale. L'assalto è avvenuto In aperta campagna, poco prima di Padova, all'altezza di Barbariga di Vigonza. Erano le diciotto e quindici come già detto in precedenza. Due viaggiatori, uno sui trentacinque anni, l'altro più anziano, saliti a Mestre nella carrozza che precedi; il postale, hanno improvvisamente tirato le maniglie dell'allarme. Mentre il treno frenava bruscamente, arrestandosi sopra il ponte sul canale Tergola. I due hanno sfoderato pistola e mitraglietta. "Indietro, andate indietro!" hanno ordinato agli impauritissimi compagni di viaggio. E li hanno fatti trascolare nella carrozza accanto. Poi sono saltati sui binari, mentre dai cespugli che attorniano in quel punto la linea ferroviaria sbucavano altri sette od otto complici, armati e mascherati Tutti assieme hanno circondato il vagone postale; dentro il quale c'erano due impiegati e due poliziotti di scorta. "È una rapina! Aprite la porta sennò facciamo saltare tutto II treno", ha gridato uno, impugnando un megafono. La saracinesca non si è alzata. Allora i banditi vi hanno collocato una carica esplosiva, probabilmente tritolo, che l'ha divelta. Gli impiegati si sono nascosti tra i sacchi della posta. I due poliziotti sono usciti sparando, ma ad uno si è inceppata quasi subito la mitraglietta. Il conflitto è durato alcuni minuti, violentissimo. I banditi disponevano anche di fucili a pompa, che hanno lasciato sulle assi del vagone buchi di quaranta centimetri dì diametro. Non riuscendo ad avvicinarsi al vagone, un paio di rapinatori lo ha aggirato, ed hanno collocato una seconda carica esplosiva sulla parete esterna opposta. Proprio in quel momento arrivava, sull'altro binario, il Bologna-Venezia, partito dieci minuti prima da Padova. Il macchinista lo ha fermato a fianco del convoglio assito proprio mentre espio-deva il secondo pacco di tritolo. Una carrozza (la numero sei) è stata investita in pieno. I banditi, colti di sorpresa, sono subito scappati, senza essere riusciti a prendere il bottino. A piedi hanno raggiunto alcune auto, tra cui un Alfa 75. parcheggiate in una stradina vicina. Nessuno di loro pare sia rimasto ferito. Illesi anche i poliziotti. Sul Bologna-Venezia, intanto, esplodevano panico e dolore, grida e lamenti dei feriti, mentre arrivavano i primi soccorsi dalle poche case coloniche vicine. Il bilancio finale è pesante. Oltre alla vittima c'è un'altra studentessa in fin di vita nel reparto di rianimazione a Padova. E Sara Perletti, ventenne di Mestre. I feriti hanno prognosi da due settimane a trenta giorni. A Padova sono ricoverati Giuliano Cattain, venticinque anni, di Treviso; Domenico Zuppa, ventuno anni, di Conversano (Bari), Silvia Visentin, venticinque anni, di Mestre, Leonardo Tomaiulo, diciannove anni, di San Giovanni Rotondo (Foggia), Ennio Schiavon, venticinque anni, di Mogllano Veneto (Treviso), Domenico Gambuto, diciannove anni, di Manfredonia, Licia Gazzola. ventisette anni, di Treviso, Silvia Nardelli ventitré anni, di Marghera, Federica Omizzolo diciannovenne di Maserata in provincia di Treviso, il ventiseienne Sergio Fantoni di Mestre. Nell'ospedale di Dolo sono ricoverati Roberto Chiesari, ventuno anni di Roveredo in Piano e la ventunenne di Scorzè Daniela Valvo.

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