martedì 1 novembre 2011

CALCIOSCOMMESSE:QUAGLIARELLA SENTITO A NAPOLI (01/11/2011)

Di Giampaolo Carboni.


Ultimamente (purtroppo per lui) fa parlare di sé stesso più fuori dal campo che sul rettangolo di gioco dove Antonio Conte non concede a lui alcuna possibiità in una Juventus capolista col vento in poppa ed a gonfie vele.Oggi Fabio Quagliarella (NELLA FOTO) è stato sentito dalla procura di Napoli in merito alla partita Napoli-Parma 2-3 dell’aprile 2010 valida per il campionato di Serie A e facente parte dell’inchiesta sul calcioscommesse legato alle organizzazioni criminali ed ancora di più alla camorra.Gli hanno chiesto dei rapporti con Paolo Carolei, esponente di spicco della camorra stabiese, ma anche della decisione della società azzurra di venderlo alla Juventus a poche settimane dall’inizio del campionato scorso.
Il calciatore è arrivato in anticipo ed ha varcato la soglia della Procura di Napoli prima delle nove fissate presentandosi come potenziale testimone dinanzi agli inquirenti. Assente invece il mister del Genoa Alberto Malesani, ex coach del Bologna. Quagliarella, dunque. Si parte da una domanda: perché è stato venduto alla Juventus? Perché il Napoli si è affrettato a cedere l’attaccante strappato un anno prima all’Udinese? C’erano problemi ambientali che hanno spinto i vertici societari a rivedere le proprie strategie di mercato? Domande a cui Quagliarella ha risposto in modo deciso: non conosco esponenti della camorra stabiese, la cessione è avvenuta per questioni tecniche, per divergenze nate per motivi che nulla hanno a che vedere con questioni di natura «ambientale».
Inchiesta condotta dalla Dda di Napoli, fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa. La storia è nota: si parte dalle mosse di alcuni prestanome della camorra dei D’Alessandro e da un enorme giro di scommesse che sarebbe stato gestito proprio dalla camorra di Castellammare e dei Monti Lattari. Nessun accostamento tra Quagliarella e il tessuto criminale del napoletano - è bene chiarirlo - in uno scenario per molti versi ancora da mettere a fuoco.
Ma non poteva mancar,come già detto,l'approfondimento su quel Napoli-Parma,partita discussa in cui viene immortalato il boss di Secondigliano Salvatore Lo Russo mentre osserva a bordo campo, con tanto di pettorina da giardiniere, il tracollo napoletano da parte degli emiliani; è la partita in cui si sarebbe registrato un flusso anomalo di scommesse tra il primo e il secondo tempo (il Napoli era in vantaggio per uno a zero); ma è anche il match in cui Quagliarella viene espulso al termine di un raptus di nervosismo per motivi agonistici.
Su quella partita, Quagliarella ha detto poco, limitandosi a un accenno di carattere personale: sono stato espulso - ha fatto capire - ma la società non ha mai intentato un ricorso, come pure avrebbe dovuto. Il resto è storia di interpretazioni. Perché il presidente De Laurentiis, alla fine dell’agosto del 2010, affermò che avrebbe puntato a costruire una squadra di sudamericani e non più di napoletani? Perché vendere un giocatore dai natali a Napoli?
Indagine condotta dai carabinieri del capitano Alessandro Amadei, in forza al reparto investigativo di Torre Annunziata, si parte da Stabia connection per puntare in alto. Ci sono almeno una trentina di partite sotto i riflettori, si spazia dalla Lega pro alle serie maggiori. Non solo campionati nostrani, ci sono anche i tornei internazionali. Non è un caso che sono in corso richieste di rogatoria (per interrogare ad esempio Hector Cuper, allenatore in forza alla liga spagnola), ma anche contatti con alti dirigenti Uefa. Obiettivo dichiarato, mettere a fuoco il ruolo di colletti bianchi del crimine, gente in grado di riciclare, ripulire ma anche di scommettere. E di vincere, magari grazie ai contatti giusti.

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