Di Erminio Ariu.
Gli operai di Alcoa e le loro famiglie hanno cercato di seguire in diretta tutte le fasi dell'incontro al ministero, passando nel giro di poche ore dallo sconforto al sollievo. Lo stabilimento era semivuoto, al minimo tecnico dell'organico, perché due terzi degli operai hanno preferito andare a Roma. L'assembramento ai cancelli della fabbrica, al contrario di altre volte, non c'è stato. «E' un momento difficile - spiegava in mattinata Marco Spiga -,ci aggrappiamo a quel filo di speranza che proviene dall'innata esigenza di vivere in modo decoroso». Ma si avvertiva un senso di rassegnazione in tutti: la multinazionale appariva irraggiungibile e insensibile. «L'errore più marcato - aggiunge il sindaco di Villamassargia Franco Porcu, uno dei pochi che non ha potuto partecipare alla trasferta - è stato quello di cedere alle multinazionali le fabbriche del settore dei metalli non ferrosi. Rock Wool se n’è andata, Eurallumina ha le valigie già pronte e Alcoa se ne lava le mani». Ma alla fine il coraggio degli operai e la fermezza dei sindacalisti hanno avuto la meglio.
(Da "La nuova Sardegna")
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