giovedì 19 giugno 2014

INCORONAZIONE DI FELIPE E LETIZIA COME NUOVI REALI DI SPAGNA (19/06/2014)

Di Giampaolo Carboni.
L’incoronazione di Felipe VI circondato dalle donne del re, Letizia in primis ovviamente ma anche l’erede al trono Leonor, l’Infanta Sofia e mamma Sofia (che gli manda un bacio dalla tribuna d’onore) e pure la sorella Elena (VEDI FOTO) ? Un compromesso tra lo sfarzo (e il costo di una decina di milioni di euro) di quella di Guglielmo Alessandro d’Olanda nell’aprile dell'anno scorso dopo l’abdicazione della regina Beatrice (che seguiva ben due altre abdicazioni nella storia del ‘900 del Paese: quella di Giuliana nel 1980 e quella di Guglielmina nel 1948). E quella assai austera di Filippo del Belgio, lo scorso luglio dopo l’abdicazione di re Alberto II. In effetti, quest’ultima era stata una cerimonia nel segno di una sobrietà di rigore, il 21 di luglio, giorno della festa nazionale del Belgio (cosi’ come a Madrid il 19 era giorno festivo): appena duecento invitati perlopiù diplomatici accreditati in Belgio e gli esponenti politici del Paese. E nessun ricevimento sfarzoso, unica solennità quella del Te Deum che alle nove di mattina aveva aperto la giornata molto particolare per il nuovo «re dei Belgi» come dice la Costituzione, alla cattedrale di Bruxelles. Te Deum al quale aveva seguito l’atto di abdicazione nelle stanze del palazzo reale e il discorso di accettazione dell’incarico da parte di Filippo alla Camera. Nessuna messa invece per Felipe di Spagna, cattolicissimo ma deciso a rispettare la laicità del Paese. Tornando in Belgio, per completare il quadro di solennità asciutta, priva di concessioni al glamour e allo spreco, il nuovo re Filippo (o meglio Philippe, non più Filip o Philippe come era stato per tutti gli anni di attesa del trono) aveva acconsentito a pagare le tasse sul suo appannaggio. La regia dell’operazione era stata del premier Elio Di Rupo che aveva chiamato un comitato ristretto dell’esecutivo per prendere la decisione. Risultato: quegli 11,5 milioni di euro, la medesima somma che era spettata al padre, in realtà per Filippo e Mathilde ogni anno vengono adesso decurtati di un 8% circa. Quanto all’incoronazione di Guglielmo Alessandro d’Olanda, il figlio di colei che e’ stata la sovrana forse più danarosa del Gotha, solo pochi mesi prima non aveva invece rinunciato a quella che a Londra chiamano Pomp and circumstance, insomma a tutti i crismi della formalità più glamour, a partire dallo sfoggio di un manto di ermellino. Con ricevimento e personalità a salutare l’ascesa al trono del nuovo re. 
Sfarzo sì ma nessuna concessione alla tradizionale ritualità dell’incoronazione. Perché già per mamma Beatrice l’incoronazione in realtà aveva fatto a meno della corona. Un semplice passaggio di potere insomma, un’investitura molto laica e irrituale contraddistingue infatti la casa di Orange, che fa a meno del più classico simbolo della monarchia al momento della cerimonia di passaggio dei poteri. Simbolo che invece, assieme allo scettro, per l’incoronazione di Felipe c’era eccome. Anche se la Corona di Felipe risale a dopo il Franchismo (così come gran parte dei servizi di porcellana usati per i ricevimenti di Stato sono copie riprodotte sul modello originale). Anche Guglielmo Alessandro, come Filippo del Belgio ha dovuto però rinunciare a qualcosa: mamma Beatrice, abile donna d’affari oltreché appassionata di pittura, amava guidare o comunque dare il suo impulso al processo di formazione del governo. Non è più permesso al figlio, che deve accontentarsi di guardare da spettatore, o comunque dal palazzo, il lavoro del parlamento. Anche per Felipe e Letizia come per Maxima e Guglielmo Alexandro, dopo il giuramento e’ stata la volta della sfilata lungo le vie della capitale. Ma per Felipe e Letizia il successivo ricevimento per 2 mila persone e’ stato pensato come momento aggregante della societa’ spagnola, non come occasione mondana di incontro per il Gotha. «Sono orgoglioso degli spagnoli e voglio che loro lo siano del loro Rey», ha detto. Una promessa. Che fa il paio con l’impegno a diventare «modello di onestà ed etica». Guardando al futuro infine, Felipe potrà dirsi più che soddisfatto se, pochi mesi dopo aver ricevuto la corona di Spagna potrà vantare, come Guglielmo Alessandro d’Olanda, un tasso di popolarità dell’80%. Con la principessa Maxima che addirittura sfiora l’83% e nel dicembre scorso è stata nominata reggente della primogenita erede al trono, Amalia di nove anni. Una reggenza che, come Emma nel 1890 per conto della giovanissima Guglielmina, Maxima non eserciterà mai se non per in caso di una prematura scomparsa del re Guglielmo Alessandro. Ma una reggenza che dice quanto abile sia stata Maxima nel conquistarsi le simpatie e la fiducia di un popolo. Lei che all’inizio della love story con l’erede al trono degli Orange Nassau era stata guardata con sospetto per le sue origini argentine. Una lezione per Letizia: la diffidenza iniziale può tramutarsi in passione, la passione della gente per una nuova «regina dei cuori». Un traguardo che, complici le due piccole Leonor e Sofia al suo fianco per tutta la cerimonia di incoronazione, ha già in parte raggiunto. La sua mano che - dolce e leggera - sfiorava i capelli dell’Infanta, le parole sussurrate alla Principessa di Asturie Leonor, hanno conquistato gli spagnoli ma anche il mondo intero.

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