martedì 17 marzo 2015

LA SCOMPARSA DI MIRELLA GREGORI (07/05/1983)

Di Giampaolo Carboni.


Roma,un sabato pomeriggio. Mirella Gregori (NELLA FOTO IN ALTO,nata nella Capitale il 7 ottobre del 1967), ragazza quindicenne,lascia il bar dei suoi in Via Volturno a Roma per uscire con un amico:non rientrerà mai più a casa. Sequestrata probabilmente per ricattare lo stato italiano nella questione della figlia del funzionario del Vaticano Emanuela Orlandi. "Faremo riavere il corpo" promisero i presunti sequestratori al telefono,ma di esso non si ebbe mai notizia. Proviamo a ricostruire quel poco di chiaro che c'è in questa vicenda,al pari di quella della scomparsa della Orlandi:ad oggi non si può dire con certezza che le due ragazze siano decedute la loro giovane età permetterebbe loro di essere ancora in vita da qualche parte. Secondo la testimonianza di Mehmet Ali Ağca, la scomparsa delle due ragazze, insieme a quella del giornalista sovietico Oleg G. Bitov il 9 settembre dello stesso anno dal Festival del Cinema di Venezia, sarebbero strettamente legate. In diversi comunicati del 1983-1984 l'organizzazione di estrema destra turca dei Lupi grigi dichiarò di custodire entrambe le ragazze. In realtà la vicenda è più complessa. Secondo quanto dichiarato dall'ex ufficiale della Stasi, il servizio segreto della Germania Est, Günter Bohnsack ad un giornalista del quotidiano la Repubblica, sarebbero stati i servizi della Germania Est, assieme a quelli bulgari e ai sovietici del Kgb, a servirsi del caso Orlandi (al quale quello Gregori è stato collegato) confezionando falsi comunicati provenienti da sigle diverse (tra cui il Fronte Turkesh, collegabile ai Lupi Grigi) proprio per deviare le indagini parallele sulla "pista bulgara" per l'attentato a Giovanni Paolo II. In realtà, non sono mai emersi elementi concreti che potessero avvalorare un qualsivoglia legame tra la sparizione di Mirella e quella di Emanuela Orlandi, né è mai stato - peraltro - appurato se dietro alla sparizione della Orlandi vi fosse la regia di terze persone, tantomeno legate al terrorismo. Le due ragazze, pur essendo coetanee, non si conoscevano né avevano frequentazioni in comune. Mirella Gregori, figlia minore dei titolari di un bar sito in Via Volturno a Roma, all'epoca aveva quindici anni, era descritta da tutti come una ragazza assolutamente normale e studiava con profitto presso un istituto tecnico della capitale. Il giorno della scomparsa, la ragazza si recò regolarmente a scuola e tornò a casa attorno alle quattordici, dopo essersi intrattenuta qualche tempo in un bar vicino casa assieme ad un'amica. Quest'ultima dichiarò che lei e Mirella avevano parlato del più e del meno e non seppe fornire altre informazioni. Tornata a casa, Mirella fu chiamata al citofono da un sedicente amico, tal "Sandro", alle cui richieste di uscire avrebbe esclamato "se non mi dici chi sei non scendo" per poi prendere tempo e proporre di vedersi attorno alle quindici. 
A quell'ora, la ragazza effettivamente uscì, dicendo alla madre che "aveva un appuntamento" presso il monumento al bersagliere di Porta Pia con un vecchio compagno di classe, il quale, peraltro, quel pomeriggio era impegnato altrove. Da quel momento la famiglia non ha più avuto notizie della ragazza. Sembra che, poco tempo prima di sparire, Mirella si fosse vantata con la madre di essere in grado di trovare il denaro necessario all'acquisto di un appartamento che i genitori non si potevano permettere; tuttavia, tale uscita fu liquidata come una spacconeria adolescenziale. La madre di Mirella, durante una visita del Papa in una parrocchia romana il 15 dicembre 1985, riconobbe in un uomo della Vigilanza vaticana facente parte della scorta, Raoul Bonarelli, una persona che spesso si intratteneva con la figlia ed una sua amica in un bar vicino casa.

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