Di A.Le.
Sui treni sardi le polemiche viaggiano sempre ad alta velocità. L'ultima strigliata a Governo e Regione arriva dalla Cisl Trasporti, che lancia un nuovo allarme ferrovie nell'Isola denunciando «gli annunci bugiardi di Renzi» e criticando «il silenzio imbarazzante del presidente Pigliaru».
L'ACCUSA DELLA CISL «In occasione dell'inaugurazione spot del nuovo ospedale a Olbia», ricorda il segretario regionale Valerio Zoccheddu, «Renzi dichiarava il suo ritorno in settembre con una borsa piena di milioni, necessari ad adeguare la linea ferroviaria agli standard di un paese civile». Cioè, garantire il raccordo con i tre aeroporti sardi «con tempi di percorrenza che consentano di realizzare una rete di collegamenti veloci con le principali città della Sardegna e restituire ai sardi la dignità di cittadini italiani». Invece «ottobre volge al termine» e il premier, «forse mal consigliato dai suoi collaboratori, ha fatto proclami senza conoscere la materia». E la Giunta regionale, attacca la Cisl, non è esente da colpe: «Ci lascia sconcertati il silenzio imbarazzato del presidente Pigliaru che, sicuramente informato dall'assessore ai Trasporti Massimo Deiana, ha ben chiaro che il progetto annunciato da Renzi necessita di un investimento che supera 1,5 miliardi di euro». Una somma più che consistente, indispensabile «per le varianti di tracciato al nord-Sardegna, il raddoppio della linea da Cagliari a Oristano, i raccordi ferroviari per gli aeroporti di Alghero e Olbia». Ma l'annuncio di Renzi «è una bufala e ha avuto una certificazione incontestabile con l'audizione alla commissione Trasporti della Camera dell'ad del gruppo Ferrovie dello Stato, Michele Elia». Il piano di investimenti delle Fs per la rete italiana fino al 2018 «prevede per la Sardegna risorse per 180 milioni a fronte di un dichiarato fabbisogno finanziario di 607 milioni». Se poi si aggiunge, avverte Zoccheddu, che «nel silenzio dei politici nostrani l'Isola è stata tagliata fuori dal piano di investimenti europeo da diverse decine di miliardi fino al 2020», si ha la conferma «che i sardi per l'ennesima volta sono stati bellamente raggirati». Un'ulteriore dimostrazione che la Sardegna «per il governo italiano rimane una lontana colonia dell'impero».
(Da "L'Unione Sarda")
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