Di Redazione.
Jägermeister, il rinomato liquore tedesco alle erbe, scommette sull’Italia, che attualmente rappresenta l’undicesimo mercato di riferimento per il brand a livello mondiale e il settimo a livello europeo, con la campagna "Barrel Ageing”. Distribuito nel nostro Paese dal gruppo Montenegro (che ha appena acquistato anche la vodka polacca Maysta), oggi Jägermeister è il liquore alle erbe tra i più amati al mondo (con cento venti milioni e settecentomila bottiglie da zero e sette litri vendute nel 2022) e in Italia si conferma come il terzo marchio più venduto nella categoria amari, l'unico internazionale.
Ma quali sono i segreti del successo globale? «Una storia centenaria, una miscela segreta di cinquantasei erbe botaniche, un gusto valorizzato al meglio se gustato ghiacciato a meno diciotto gradi e l'iconica bottiglia verde, che custodisce un 'messaggio' ante litteram contro gli sprechi sono sicuramente i principali punti di forza» racconta Daniele Uttini, responsabile per l’Italia di Jägermeister.
E quali sono la strategia e i progetti di espansione nel nostro paese? «Sicuramente vogliamo continuare a investire sulla qualità. Jägermeister, è anche un prodotto di grande qualità e per questo è stato sviluppata la nuova campagna “Barrel Ageing”, che mette al centro il tempo e il processo produttivo. Sulla scia di questo obiettivo di crescita qualitativa, 6 anni fa Jägermeister ha dato vita a Manifest, la prima estensione di gamma super premium che aggiunge profili di gusto innovativi alla base di un prodotto come Jägermeister, anticipando la tendenza attuale degli amari super premium. Inoltre, la strategia in Italia punterà ancora sul concept di “Best night of your life” che prende vita all’interno di festival e di serate all’insegna del divertimento, senza dimenticare l’importanza del momento di consumo classico come “amaro”, con l’intento di essere ancora più presenti nelle case degli italiani. Asset strategico sarà inoltre la modalità di consumo Ice cold shots, lo “shot ghiacciato”: per questo il brand investe molto nella distribuzione delle “Tap Machine”, spillatrici che erogano il prodotto a meno diciotto gradi, distribuite nei locali o acquistabili dal consumatore online. C’è poi l’ambito della musica. Da sempre Jägermeister è vicina a questo mondo, in particolare negli ultimi sette anni ha sviluppato un talent di successo per giovani producers e DJ della scena elettronica italiana, lo JägerMusic Lab, in collaborazione con MAT Academy, la prima accademia online per producer» spiega Uttini.
E quali sono gli obiettivi di fatturato e di vendite? «Per Jägermeister è stato un anno positivo. In Italia siamo cresciuti del cinque per cento rispetto all’anno precedente (canale sell-in) e l’obiettivo è sicuramente di proseguire col segno più nel breve e medio-lungo periodo, poiché abbiamo ancora grandi margini di sviluppo» rivela poi il manager.
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