Di Giampaolo Carboni.
A quarantasei anni dal compianto Simpson il mondiale su strada di ciclismo torna a parlare inglese.Nelle strade danesi di Copenaghen vince e si veste d'iride Mark Cavendish (NELLA FOTO ESULTANTE DOPO LO SPRINT VINCENTE),che nelle vene ha almeno un po' di italianissimo Chianti,vivendo beatamente da alcuni anni in Toscana. Svitato ed eccentrico,spaccone al punto giusto, il giovane british è il più forte sprinter del pianeta da almeno un paio d'anni. Normale e sacrosanto, direi persino doveroso, che vinca ora il Mondiale di categoria, ritagliato apposta sulle misure dei grandi velocisti. Non a caso, alle sue spalle finiscono il canguro Goss e il tedesco Greipel, confermando in pochi attimi le gerarchie di una stagione intera, o meglio di un'epoca intera. Cavendish vince da dominatore spietato. Non c'è storia, non c'è partita: la sua squadra controlla la corsa fino allo scodellamento dello sprint, lui a quel punto rimonta tutti come da soprannome (Cannonball) e quasi li doppia, sfoderando la solita forza dirompente che già gli è valsa la Milano-Sanremo e tante belle tappe nei grandi Giri.
Non è mai facile vincere quando sei il strafavoritissimo ma Cavendish è riuscito ad imporsi e l'impresa sta anche nella forza della personalità.
Negativo il bilancio della spedizione azzurra affidata al commissario tecnico Paolo Bettini.
I nostri oramai possono vincere una valanga di tappe al Giro di Padania, ma buttati al confronto nel grande giro dello sprint con tutto quello che di meglio il mondo a due ruote può proporre è impossibile.
Non ne esce benissimo Bettini. Non perché abbia perso il Mondiale (razionalmente era impossibile),ma per aver sbagliato completamente la valutazione della corsa. Ha parlato di un tracciato selettivo, non ha dato credito a Cavendish. Casualmente, abbiamo qui sotto al naso una media spaventosa e Cavendish campione del mondo. Un ct realista avrebbe detto: è una corsa per velocisti d'altissmo livello, noi ne siamo sprovvisti. Tenteremo il possibile, faremo quello che ci riesce, portando i nostri giovani a fare una bella esperienza. Niente di tutto questo: ambizioni arroganti, nazionale impostata su Bennati, che in vita sua non ha mai vinto una corsissima, e Cavendish giudicato inadatto per un arrivo in leggera pendenza (come no: se non lo fermano, decolla).
E' penoso rinfacciarglielo, ma Bettini torna da Copenhagen senza averne azzeccata una. En plein, percorso netto. Per l'Italia, non entrare nei primi dieci ad un Mondiale è impresa storica,in negativo ma storica. Il ct deve porsi delle domande.E possibilmente darsi pure una risposta convincente.
ORDINE D’ARRIVO
Negativo il bilancio della spedizione azzurra affidata al commissario tecnico Paolo Bettini.
I nostri oramai possono vincere una valanga di tappe al Giro di Padania, ma buttati al confronto nel grande giro dello sprint con tutto quello che di meglio il mondo a due ruote può proporre è impossibile.
Non ne esce benissimo Bettini. Non perché abbia perso il Mondiale (razionalmente era impossibile),ma per aver sbagliato completamente la valutazione della corsa. Ha parlato di un tracciato selettivo, non ha dato credito a Cavendish. Casualmente, abbiamo qui sotto al naso una media spaventosa e Cavendish campione del mondo. Un ct realista avrebbe detto: è una corsa per velocisti d'altissmo livello, noi ne siamo sprovvisti. Tenteremo il possibile, faremo quello che ci riesce, portando i nostri giovani a fare una bella esperienza. Niente di tutto questo: ambizioni arroganti, nazionale impostata su Bennati, che in vita sua non ha mai vinto una corsissima, e Cavendish giudicato inadatto per un arrivo in leggera pendenza (come no: se non lo fermano, decolla).
E' penoso rinfacciarglielo, ma Bettini torna da Copenhagen senza averne azzeccata una. En plein, percorso netto. Per l'Italia, non entrare nei primi dieci ad un Mondiale è impresa storica,in negativo ma storica. Il ct deve porsi delle domande.E possibilmente darsi pure una risposta convincente.
ORDINE D’ARRIVO
1. Mark Cavendish (Ing)
2. Matthew Goss (Aut) 0.00
3 André Greipel (Ger) 0.00
4.Fabian Cancellara (Svi) 0.00
5.Jürgen Roelandts (Bel) 0.00
6.Romain Feillu (Fra) 0.00
7.Borut Bozic (Slo) 0.00
8.Edvald Boasson Hagen (Nor) 0.00
9.Oscar Freire (Spa) 0.00
10.Tyler Farrar (Usa) 0.00
11.Denis Galimzyanov (Rus) 0.00
12.Peter Sagan (Slo) 0.00
13.Anthony Ravard (Fra) 0.00
14.Daniele Bennati (Ita) 0.00
15.Rui Alberto Costa (Por) 0.00
40.Sacha Modolo (Ita) 0.00
77.Francesco Gavazzi (Ita) 0.00
80.Elia Viviani (Ita) 0.00
82.Daniel Oss (Ita) 0.00
103.Quinziato 0.42
104.Tosatto 0.49
106.Luca Paolini 0.52
107.Giovanni Visconti 1.02
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