Di Giuseppe Centore.
L'ex direttore dell’Unione Sarda Antonangelo Liori è stato nuovamente arrestato ieri pomeriggio dal nucleo regionale di Polizia tributaria della Guardia di finanza per il crac del call center Vol2 . L’ordinanza di custodia cautelare è stata disposta dal Gip Giorgio Altieri su richiesta del pm Andrea Massidda. Con Liori è stato arrestato anche il fratello Sebastiano e l’amministratore della società Claudio Marcello Massa. Quest’ultimo è stato individuato dai finanzieri dello speciale Nucleo Valutario di Milano in una clinica dove Massa si trovava a seguito di un intervento. Sebastiano Liori ha varcato il portone di Buoncammino verso le 17, mentre l’ex giornalista è stato colto da malore appena ha saputo di dover finire in carcere. Antonangelo Liori quindi è stato prima accompagnato nella caserma della Finanza, poi sottoposto a visita e a successivi accertamenti medici all’Ospedale San Giovanni di Dio. Solo a tarda sera Liori è entrato in carcere dove, per precauzione, la direzione ha disposto il suo ricovero nella infermeria. Non è escluso che nei prossimi giorni Antonangelo Liori venga sottoposto a ulteriori accertamenti per verificare la compatibilità con il regime detentivo. Le accuse. Nei confronti dell’ex giornalista, a seguito di precedenti condanne Liori era stato radiato dall’Ordine, i capi di imputazione sono dello stesso tenore di quelli che il 9 luglio di due anni fa lo portarono in cella: bancarotta fraudolenta e una serie di reati ad essa collegati per il crac di Vol2, l’azienda legata al gruppo Agile-Eutelia, riguardo al cui crac i due Liori vennero fermati nel 2010. Allora Vol2 rimase fuori dall’inchiesta, che si fermò all’ambito nazionale delle scatole cinesi del gruppo che comprendeva a cascata Eutelia, Agile, Omega e Libeccio; quest’ultima controllava Vol2. Secondo i magistrati ci sarebbero prove che i due, padroni occulti della società, avrebbero volutamente provocato un buco da 26 milioni di euro, dei quali 7 di stipendi (per 473 dipendenti) non pagati, 4 di Iva evasa e 9 rivendicati da Equitalia. Sarebbe questa la «voragine» che ha ingoiato Vol2, rinata sotto altro nome da pochi mesi per l’intervento di altri imprenditori a seguito della mediazione della Regione. Vol2 venne dichiarata fallito il 23 dicembre 2010. Ai due Liori e al commercialista ligure Massa e ad altri cinque imputati minori il pm contesta il reato di bancarotta per distrazione e documentale. La verifica. Ad inchiodare i veri titolari di Vol 2, i documenti sequestrati dalla Finanza durante una verifica fiscale. Nelle mani degli inquirenti, come è trapelato dal palazzo di giustizia, a differenza di quanto accadde nell’indagine Agile-Eutelia sarebbero così rimaste le prove documentali dell’azione di svuotamento della società ad opera dei fratelli Liori e di Massa. A convincere i magistrati ad emettere le ordinanze di custodia cautelare in carcere, il rischio della reiterazione del reato. Secondo il pm c’era la possibilità che gli indagati ripetessero l’operazione fatta con Vol2 ai danni di altre società, mettendo in atto procedure ben collaudate mediante le quali trasferivano i fondi della società «vittima» ad altre loro aziende e forse anche il pericolo di fuga. Liori infatti ha avviato attività imprenditoriali in altri Paesi non europei, dai quali il procedimento di estradizione per reati fiscali risulta complesso se non quasi impossibile. La volta scorsa Liori aveva comunicato ai legali di voler un vocabolario di greco in carcere per tradurre i classici. Non si sa se analoga richiesta verrà fatta in questa circostanza. Nè si conosce quale autore dell’antichità questa volta l’ex direttore dell’Unione Sarda vorrà tradurre.
(Da "La nuova Sardegna")
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