Di Silvia Sanna.
I pastori potranno ricominciare a fare pascolare il bestiame all'interno del poligono di Teulada. E, forse, potranno farlo anche nel Salto di Quirra, limitatamente ad alcune aree dove - secondo il ministero della Difesa - in passato non sarebbero state effettuate esercitazioni. Tutto questo accade tre giorni dopo la scoperta, nelle salme riesumate a Quirra, di torio e cerio (metalli radioattivi) in misura superiore alla norma. E accade quando i familiari delle vittime dell'uranio chiedono la sospensione dell'attività in tutti i poligoni a rischio. La Regione prende tempo, nelle prossime settimane valuterà la proposta del ministero della Difesa. È chiaro che in questa fase non si tratta di una decisione semplice. Le analisi eseguite sulle salme dal fisico Evandro Lodi Rizzini, secondo la procura di Lanusei sarebbero la prova delle attività fuori controllo svolte all'interno del poligono interforze, tra Perdasdefogu e Villaputzu. Venti gli indagati, tra cui docenti universitari, medici, generali e consulenti, più il sindaco di Perdasdefogu Walter Mura. Quest'ultimo, secondo la magistratura, avrebbe diffuso notizie false insieme al medico epidemiologo Pierluigi Cocco, consulente del poligono. Tutti i 20 avrebbero ostacolato la giustizia con l'obiettivo di negare l'inquinamento dell'area: per raggiungere lo scopo, sostiene il pm Fiordalisi, i controlli (come quelli sui radar) sarebbero stati taroccati. In questa situazione estremamente delicata, ieri pomeriggio in Regione si è riunito un tavolo tecnico per valutare l'opportunità di riaprire ai pastori alcune zone del poligono, interdetto un anno fa su ordinanza della procura. Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 29, quando a Perdasdefogu si svolgerà una conferenza di servizi dedicata allo stesso argomento. All'incontro di ieri, coordinato dalla presidenza della giunta, erano presenti tecnici dell'assessorato alla Sanità, dell'Arpas e del gruppo scientifico di cui fa parte anche l'istituto Zooprofilattico. Nel frattempo, su un altro poligono è stata invece presa una decisione. A Capo Teulada i pastori sono riammessi, almeno parzialmente: l'accordo siglato da presidente della Regione Ugo Cappellacci e il generale di corpo d'armata Claudio Terzi, prevede che le bestie possano pascolare nelle aree normalmente interdette perché utilizzate a fini addestrativi. L'intesa sottolinea che le esigenze militari «restano prioritarie», e che a queste i pastori dovranno pertanto adeguarsi accettando una serie di regole. Ma ai pastori, e più in generale alla popolazione che combatte contro una crisi economica che non dà tregua, va bene così: grazie alla disponibilità dei terreni i pastori potranno accedere ai contributi dell'Unione Europea. A non essere d'accordo sull'intesa (e su quelle che potrebbero essere raggiunte nelle prossime settimane, in primo luogo su Quirra) non sarà sicuramente d'accordo l'Anavafaf, l'associazione che riunisce i familiari delle vittime arruolate nelle Forze armate. Il presidente Falco Accame, alla luce dei risultati delle analisi sulle salme di Quirra, ha sollecitato l'estensione degli accertamenti in tutti gli altri poligoni italiani «potenzialmente a rischio per sperimentazioni con missili controcarro Milan». Secondo Accame «le attività devono essere sospese fino a che tutto il personale esposto non sia provvisto di misure di protezione adeguate. Oltre ai rischio di particolato e metalli pesanti, si è presentato anche il rischio del torio, notoriamente associato ai missili Milan». Ecco perché l'Anavafaf sollecita l'allargamento delle indagini ad altre aree militari. Accame fa riferimento in particolare ai poligoni presenti in Puglia e nel Lazio. E poi ricorda che fu proprio l'associazione dei familiari delle vittime a segnalare i primi casi sospetti in Sardegna: a Teulada nel 1994 e a Quirra, nel 1977.
(Da "La nuova Sardegna")
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