domenica 25 gennaio 2015

L'OMICIDIO DI ANGELO PIRAS A LULA (25/01/2015)

Di Giampaolo Carboni.

Una micidiale scarica di pallettoni ed il colpo di grazia alla testa. E' morto così Angelo Piras noto Pedalino (NELLA FOTO IN ALTO), allevatore di Lula, già coinvolto nell'assalto alla jeep dei carabinieri del 2003. Avrebbe compiuto quarant'anni il prossimo 30 gennaio, e ha trovato la morte alla stessa età del padre Pietro ucciso in modo orribile nel 1986 proprio sotto i suoi occhi di bambino. Piras, assolto in primo grado e condannato in secondo a quattordici anni per l'agguato ai carabinieri era uscito dal carcere la scorsa estate. Stamattina, attorno alle sette, ha lasciato la propria abitazione nel paese dove viveva con la moglie e due figli per raggiungere a piedi l'ovile del suocero situato in località Urghele che si è trasformato nel teatro dell'agguato, una vera e propria esecuzione, a circa tre chilometri dal centro abitato in un viottolo stretto, ideale per eseguire la condanna a morte. Uno o forse due killer lo hanno atteso dietro un macchione, sul costone che domina un lato della stradina. Son state diverse le fucilate sparate che hanno raggiunto Piras in diverse parti del corpo prima del definitivo colpo di grazia. I parenti hanno fatto da corona alla giovane vedova :nessun pianto, nessuna parola e nessun urlo di dolore ma una dignitosa compostezza mentre procedeva il via vai dei carabinieri nel tratto dell'agguato. Parla invece il primo cittadino di Lula Mario Calia "Per tutta la comunità è una giornata molto triste, è stata distrutta una famiglia. Non ci sono parole". Il magistrato ha disposto l'autopsia all'ospedale "San Francesco" di Nuoro dove è stato trasferito il cadavere. Anche l'ex sindaco Maddalena Calia ha commentato la cosa "Questa situazione mi rattrista molto. Scuote tutti, si resta senza parole. E' un ragazzo che ha avuto una vita sfortunata, assolutamente difficile. Ci fa riflettere tutti". Il parroco don Salvatore Goddi pare proprio dar voce ai sentimenti della comunità che amministra religiosamente "Non ci sono parole di fronte a questa tragedia, quello che è successo ci dispiace davvero".

AGGIORNAMENTO DEL 03/11/2021

Un nuovo processo per Nico Piras, quarantuno anni, e sua moglie Alice Flore, di trentotto, assolti in primo grado e condannati in appello a ventiquattro anni ciascuno per l'omicidio del fratello dell'uomo, Angelo Maria Piras, l'allevatore di Lula freddato nelle campagne da una scarica di fucilate il 25 gennaio 2015. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione, annullando così la condanna della Corte d’appello di Sassari e disponendo un nuovo procedimento di secondo grado. E’ stata dunque accolta la richiesta del collegio difensivo degli imputati: i difensori, Francesco Lai e Tito Flagella per Angela Flore, Angelo Manconi e Giuseppe Madia per Nico Piras, avevano sollecitato l'annullamento della sentenza d'appello "perché ha riproposto una tesi alternativa rispetto alla sentenza di CONTINUA A LEGGERE QUI

AGGIORNAMENTO DEL 04/11/2021

Si lascia andare ad un pianto liberatorio, figlio anche di tanta tensione accumulata, Nico Piras dopo aver appreso al telefono che la Corte di Cassazione aveva appena annullato la sua condanna accogliendo le richieste della difesa. E di fronte alle notizie romane non trattiene le lacrime nemmeno la co-imputata Alice Flore. Per entrambi, che all'epoca dei fatti erano anche compagni di vita, questa è stata una delle giornate più trascorse da quando, nel 2015, erano stati accusati di CONTINUA A LEGGERE QUI


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