Di Giampaolo Carboni.
Supermartedì (Supertuesday) è un termine che indica il giorno, appunto il martedì, in cui in gran parte degli stati federati degli Stati Uniti, l'elettorato è chiamato a recarsi alle primarie o ai caucuses, indetti da Democratici e Repubblicani, per nominare il candidato presidente dei rispettivi movimenti. Solitamente, in tale giorno, si comincia ad avere un'idea piuttosto chiara di chi sarà il candidato Presidente, che sarà poi nominato in estate durante le convention dei delegati.
Ed in questo appuntamento non c'è stata nessuna sorpresa nel Super Tuesday. A Hillary Clinton (NELLA FOTO IN ALTO) vanno sette Stati,lo stesso numero di quelli guadagnati da Donald Trump. Il repubblicano Cruz vince in tre Stati,nel suo Texas,in Oklahoma ed in Alaska. Il democratico Sanders,vince nel suo Vermont,in Oklahoma,Minnesota e Colorado. Vero sconfitto Rubio, che si aggiudica il solo Minnesota. "Questa campagna è per cambiare l'America",esulta il rivale di Hillary Clinton, Sanders, mentre Cruz, che si ritaglia il ruolo di anti-Trump dice: "Sono l'unico che può batterlo". Nei dodici Stati erano in palio cinquecentonovantacinque delegati per i repubblicani, quasi la metà dei milleduecentotrentasette necessari per la nomination, e ottocentosessantacinque per i democratici, un terzo dei duemilatrecentottantatré per la nomination. Dunque la sfida in vista della volata finale verso la Casa Bianca è sempre più tra l'ex first lady ed il tycoon newyorchese "Invece di costruire muri, noi abbatteremo barriere", non permetteremo di far dividere l'America tra noi e 'loro',ha detto Hillary Clinton nel suo quartiere generale di Miami,avendo ormai nel mirino solo lui, Donald Trump, che replica a pochi passi da Palm Beach: "Quello che ha fatto Hillary è un atto criminale", attacca riferendosi allo scandalo delle email. Tutti attendono ora la sfida del prossimo 15 marzo in Florida, dove si assegneranno molti delegati.
Ed in questo appuntamento non c'è stata nessuna sorpresa nel Super Tuesday. A Hillary Clinton (NELLA FOTO IN ALTO) vanno sette Stati,lo stesso numero di quelli guadagnati da Donald Trump. Il repubblicano Cruz vince in tre Stati,nel suo Texas,in Oklahoma ed in Alaska. Il democratico Sanders,vince nel suo Vermont,in Oklahoma,Minnesota e Colorado. Vero sconfitto Rubio, che si aggiudica il solo Minnesota. "Questa campagna è per cambiare l'America",esulta il rivale di Hillary Clinton, Sanders, mentre Cruz, che si ritaglia il ruolo di anti-Trump dice: "Sono l'unico che può batterlo". Nei dodici Stati erano in palio cinquecentonovantacinque delegati per i repubblicani, quasi la metà dei milleduecentotrentasette necessari per la nomination, e ottocentosessantacinque per i democratici, un terzo dei duemilatrecentottantatré per la nomination. Dunque la sfida in vista della volata finale verso la Casa Bianca è sempre più tra l'ex first lady ed il tycoon newyorchese "Invece di costruire muri, noi abbatteremo barriere", non permetteremo di far dividere l'America tra noi e 'loro',ha detto Hillary Clinton nel suo quartiere generale di Miami,avendo ormai nel mirino solo lui, Donald Trump, che replica a pochi passi da Palm Beach: "Quello che ha fatto Hillary è un atto criminale", attacca riferendosi allo scandalo delle email. Tutti attendono ora la sfida del prossimo 15 marzo in Florida, dove si assegneranno molti delegati.
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