lunedì 27 dicembre 2021

LA MORTE DI MAURIZIO BURATTI PER TUTTI MAURO DA MANTOVA (27/12/2021)

Di Redazione.


Attorno alle ventidue è venuto a mancare all'età di sessantadue anni (era nato il 27 aprile del 1959) Maurizio Buratti (NELLA FOTO IN ALTO) per tutti i tantissimi ascoltatori de "La Zanzara" di Giuseppe Cruciani e David Parenzo semplicemente Mauro da Mantova probabilmente l'interventista per eccezione della storia del programma radiofonico insieme all'altro compianto Donato da Varese venuto a mancare sempre in questo 2021 oramai agli sgoccioli. In questo caso il Covid è stato purtroppo (e sottolineiamo purtroppo) più forte di chi lo negava, sia per l'esistenza dello stesso che per i rimedi esistenti come il vaccino. Chi vi scrive è un assiduo fan della prima ora del programma in onda sulla radio della Confindustria uno che segue la trasmissione sin da quando Cruciani la conduceva da solo con un tono più serio o quando è stata nelle mani di Corrado Formigli e non era ciò che è attualmente (fortunatamente aggiungo perché La Zanzara è cresciuta e continuerà a crescere nel tempo). 



COME LA STAMPA ITALIANA COME AL SOLITO SERVA DEL POTERE HA TRATTATO IN MANIERA DELINQUENZIALE MAURO DA MANTOVA

COSI' FILIPPO FACCI (NOTO PER ESSERE PIU' BELLO CHE INTELLIGENTE) SCRISSE SENZA ALCUN FONDAMENTO SCIENTIFICO SU COME STESSE ANDANDO LA PANDEMIA IL 14 DICEMBRE 2021 SU LIBERO SALVO POI FARE L'AGNELLINO IL 29 A MORTE AVVENUTA


GAZZETTA DI MANTOVA (IN PRIMA PAGINA)

IL GIORNALE (A FIRMA MANILA ALFANO FAMOSA PER IL CELEBBERIMO LIBRO SEMBRAVA IMPOSSIBILE SEMBRAVA IMPOSSIBILE ANCHE LEGGERE TANTA IPOCRISIA IN UN SOLO ARTICOLO MA GIUDICATE VOI)

Aveva trovato il suo momento di celebrità partecipando al programma radiofonico la «Zanzara» per le sue posizioni no vax verso quel Covid di cui è stato negazionista fino alla fine e contro cui non ha mai voluto farsi vaccinare. Lunedì, dopo 22 giorni in terapia intensiva è morto all'ospedale di Borgo Trento di Verona Maurizio Buratti, il carrozziere sessantunenne di Curtatone, meglio conosciuto dagli ascoltatori di Radio24 come «Mauro da Mantova». L'uomo era diventato famoso per le sue incursioni radiofoniche nella trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani, dove interveniva spesso in diretta per lanciare le sue provocazioni, non ultime quelle contro il vaccino e negazioniste del Covid. «Mauro non c'è più - ha scritto sui social Cruciani dopo avere appreso la notizia della sua morte -. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura e quella maledetta settimana è stata fatale». Una delle ultime incursioni radiofoniche del carrozziere mantovano, pasionario no vax, risaliva a pochi giorni prima del ricovero in ospedale, quando si era vantato di avere fatto «l'untore» in un supermercato della zona. Dopo pochi giorni in casa con la febbre la situazione era precipitata ma nonostante le condizioni di salute sempre più precarie Mauro da Mantova si rifiutava di andare in ospedale. Era stato lo stesso Giuseppe Cruciani a convincerlo ma l'uomo era arrivato all'ospedale di Verona, non a Mantova «perché ci sono i comunisti», in condizioni «già disperate», come ha raccontato Enrico Polati, direttore della Terapia intensiva all'ospedale di Borgo Trento. Nonostante il suo stato di salute si era comunque rifiutato in un primo momento di farsi intubare ma la polmonite bilaterale aveva già aggredito i suoi polmoni e Mauro da Mantova non si è più ripreso. Adesso a ricordarlo è l'intera community de La Zanzara, oltre ai conduttori, oltre a Cruciani anche David Parenzo che si è augurato come la sua «triste storia serva da esempio a tutti coloro che ancora alimentano dubbi sull'efficacia dei vaccini». Storie tristi dal finale tragico e terribile. Persone talmente convinte di poter sconfiggere la malattia da rifiutare spesso anche le cure in ospedale. Non ha vinto la battaglia neppure l'ex senatore M5S Bartolomeo Pepe no vax convinto, morto il 23 dicembre nel giro di una settimana all'ospedale Cotugno di Napoli. Ha commosso la storia di Frederic Sinistra, campione no-vax di kickboxing, di origine belga, si era mostrato sui social intubato e con dati polmonari preoccupanti, morto il 16 dicembre a quarantuno anni. «Non avrebbe accettato mai che la sua morte fosse usata per diffondere la paura» ha scritto la moglie. E dopo venti giorni di ricovero in ospedale, è morto anche Ottorino Casagrande, dj Otto, sessantadue anni, che non si era vaccinato. Tra i tanti messaggi di cordoglio anche quello del virologo Roberto Burioni: «Con la salute non si scherza. Se si fosse vaccinato sarebbe vivo». Stesso drammatico epilogo anche per Anna Caruso, sessantaquattrenne operatrice socio-sanitaria di Acqui Terme, sospesa per non essersi voluta vaccinare contro il coronavirus, morta per questa patologia l'11 dicembre 2021 nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Tortona. Circa quaranta giorni prima, il 3 novembre, aveva «sfidato» il covid in un video su Facebook. «Piuttosto che morire strisciando - aveva detto - mi auguro di farlo in piedi. E allora, a questo punto, preferisco prendermelo questo virus».

LA REPUBBLICA (ARTICOLO A FIRMA LUCIA LANDONI CHE NON CREDIAMO DIRIGERA' MAI UN GIORNALE PER FORTUNA DEGLI STESSI LEGGETE IL DELIRIO DI QUESTA RAFFINATA PENNA)

È morto all'ospedale di Borgo Trento a Verona, dove era ricoverato da qualche settimana, Maurizio Buratti, il No Vax sessantunenne di Curtatone (nel Mantovano), noto per le sue partecipazioni sopra le righe alla trasmissione di Radio 24 La Zanzara. Per la community degli ascoltatori del programma era semplicemente "Mauro da Mantova". A tradire il carrozziere è stato proprio quel Covid di cui aveva sempre negato l'esistenza, vantandosi anche di "aver fatto l'untore" entrando in un supermercato mantovano con trentotto di febbre e la mascherina abbassata. Era stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale veronese in gravi condizioni, ma non aveva mai fatto marcia indietro sulle sue convinzioni. Buratti sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria aveva abbracciato varie teorie complottiste, fino a diventare un convinto No Vax. Nemmeno una polmonite bilaterale da Covid-19 era servita a mutare il suo atteggiamento di profondo scetticismo nei confronti della pandemia. Si era convinto a farsi ricoverare - ma non a Mantova, perché diceva che "lì ci sono i comunisti" - solo dopo le ripetute insistenze di Giuseppe Cruciani, il conduttore de "La Zanzara", e i numerosi messaggi ricevuti sul web da chi gli si era affezionato pur non condividendone le posizioni.

Proprio Cruciani, che continuava a tenere aggiornati gli ascoltatori sulle condizioni dell'uomo - sempre più critiche - ha voluto ricordarlo con un post su Instagram: "Mauro non c'è più. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura, e quella maledetta settimana è stata forse fatale - ha scritto - Aveva deciso di campare in un certo modo, nessuno lo avrebbe fermato e la nostra grande comunità gli voleva bene nonostante le sue storture, le sue teorie, i suoi umori". E ancora: "Conservo nel cuore tutti i tuoi messaggi di insulti, le contumelie e le lunghe conversazioni al telefono quando eri più calmo. Eri Belvaman, volevi essere Re, l'interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ce ne siamo dette di tutti i colori fino alle soglie di un tribunale, ma ci siamo divertiti come mai nella vita. E oggi ho ricevuto un colpo al cuore. Prevale il vuoto, nell'anima, e penso - conclude il conduttore radiofonico - a quello schermo in radio dove non ci sarà più scritto: Mauro da Mantova, vuole intervenire. Ciao Maurone, ovunque tu sia". Anche David Parenzo, che è l'altra voce della Zanzara insieme a Cruciani ed è stato spesso protagonista di accesi scontri con Mauro da Mantova proprio per le posizioni negazioniste espresse dal sessantunenne, ha dedicato a Buratti un pensiero su Twitter: "Riposa in pace ovunque tu sia, vecchio complottista. Spero solo che la tua triste storia serva da esempio a tutti coloro che ancora alimentano dubbi sull'efficacia dei vaccini". Le polemiche che hanno accompagnato tutti gli interventi in radio e anche il ricovero del carrozziere di Curtatone continuano a infiammare i social anche dopo la sua morte: "Ognuno dispone della propria vita come vuole, è il principio della libertà - scrive qualcuno - Se ha scelto così ed è rimasto convinto fino alla fine delle sue idee, giuste o sbagliate, ha esercitato un sacrosanto diritto". Ma molti altri fanno notare che "la sua è una morte che si sarebbe potuta evitare. Purtroppo era convinto delle follie che raccontava. È stato vittima di se stesso" e si domandano: "Si sarebbe comportato così se non avesse avuto tanto spazio sui media, diventando un personaggio?". E c'è chi si augura soprattutto "che non succeda nulla alle persone che potrebbe aver infettato con il suo atteggiamento irresponsabile. Ha scelto di morire, ma poteva scegliere di farlo in un modo meno fanatico".

LA STAMPA (ANCHE NEL PRESTIGIOSO GIORNALE TORINESE HANNO PAURA DI FIRMARE LE SCIOCCHEZZE CHE STAMPANO)

E’ morto all’ospedale di Borgo Trento di Verona, dove era ricoverato da qualche settimana, Maurizio Buratti, il no vax sessantunenne di Mantova, noto per le sue partecipazioni, sopra le righe, alla trasmissione radiofonica di Radio 24 la Zanzara. A tradire il carrozziere quel Covid di cui aveva sempre negato l’esistenza, vantandosi anche di essere entrato in un supermercato di Mantova quando già era preda della malattia. Era stato ricoverato in terapia intensiva dell’ospedale veronese in gravi condizioni, ma non aveva mai fatto marcia indietro sulle sue convinzioni. «Mauro non c’è più. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura, e quella maledetta settimana è stata forse fatale. Aveva deciso di campare in un certo modo, nessuno lo avrebbe fermato e la nostra grande comunità gli voleva bene nonostante le sue storture, le sue teorie, i suoi umori». Così Giuseppe Cruciani, il conduttore de La Zanzara di cui il no vax Maurizio Buratti, noto come “Mauro da Mantova”, era spesso ospite, commenta sul suo profilo Instagram la morte dell’uomo. «Conservo nel cuore tutti i tuoi messaggi di insulti, le contumelie e le lunghe conversazioni al telefono quando eri più calmo. Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ce ne siamo dette di tutti i colori fino alle soglie di un tribunale, ma ci siamo divertiti come mai nella vita. E oggi ho ricevuto un colpo al cuore. Prevale il vuoto, nell’anima, e penso - conclude Cruciani - a quello schermo in radio dove non ci sarà più scritto: Mauro da Mantova, vuole intervenire. Ciao Maurone, ovunque tu sia».

Naturalmente ringraziamo chi nel tempo ci ha permesso di ricostruire, attraverso gli articoli raccolti qua e là, quella montagna di melma che è la stampa italiana oggi (chissà perché le vendite dei quotidiani son in costante calo mah proprio strano) questo post speriamo possa far capire a tanti come la stessa sia, in certe vicende, una messa cantata di fatti raccontati come solidi senza nessuna certezza: come dire che Cristo è morto di freddo. Facciamo infine notare la fatica di queste redazioni che si scordano di metterci la faccia che non si sforzano neanche di cercare immagini differenti l'una dall'altra tanto debbono correre a suonare la campana dell'allarme. Mauro perdonali perché non sanno quello che scrivono (o meglio fanno finta).

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