Di Redazione.
Nove colpi di pistola. Uno, definitivo, alla tempia. Un’esecuzione stamattina per Vincenzo Beniamino Marongiu, ucciso a cinquantadue anni in Piazza Roma ad Arzana, il suo paese natale. Il killer, forse spalleggiato da un complice, ha atteso che la sua vittima uscisse da un bar con un caffè da asporto, poi è entrato in azione sparando sette volte alle spalle con una pistola a tamburo per poi premere il grilletto un’ultima volta mirando alla testa e scomparendo nel nulla (NELLA FOTO IN ALTO IL LUOGO DELL'OMICIDIO CON LE FORZE DELL'ORDINE A LAVORO). In attesa dell’autopsia disposta dalla Procura di Lanusei, gli inquirenti lavorano incessantemente per risalire a movente e autori del delitto. E non si esclude, anche alla luce dei precedenti della vittima, che quest’omicidio compiuto alle nove di una mattina d'estate sia saldamente intrecciato con le vicende della criminalità ogliastrina che, negli ultimi anni, ha fatto segnare l’omicidio di Mosè Cao, sparito il 18 settembre del 2021 e ritrovato morto il 22 novembre successivo, ed il tentato omicidio (16 settembre 2021) di Sandro Arzu, compaesano di Marongiu, ed irreperibile dall’8 marzo del 2023.
Una storia criminale lunga e composta da tanti tasselli. Così è trascorsa la vita di Vincenzo Beniamino Marongiu che per sé stesso ha scritto un curriculum criminale lungo quasi tre decenni. Traffico e furto d’armi, spaccio di droga, furto e vendita di gioielli e di reperti archeologici. Sono solo alcuni dei reati per i quali è stato condannato o indagato.
Nel 1997 Beniamino Marongiu venne condannato per il furto di bombe ed esplosivo militare dal deposito dell’Esercito a Campomela, nel Sassarese, una notevole quantità di mine antiuomo e anticarro.
Nell'ottobre del 2016 venne sorpreso, con altri tre, in un casolare abbandonato nel centro di Arzana, in cui c’era un deposito di cannabis. Marongiu, con gli altri, cercò di scappare sui tetti, ma venne arrestato. Nella perquisizione fatta nella sua abitazione vengono sequestrate una pistola Beretta modello quattrocento diciotto con la matricola cancellata ed un caricatore privo di colpi, e una carabina Weihrauch Hw 977 calibro quattro e cinque.
Nel dicembre del 2018 fu coinvolto in un traffico d’armi in Ogliastra con cinque persone sono destinatarie di altrettante ordinanze restrittive per associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico illecito di armi ed esplosivo militare. La sua è la posizione più grave in quanto accusato, tra le altre cose, di detenzione di armi da guerra. Una pistola mitragliatrice Mp-40 ed una mitragliatrice Sten (peraltro non rinvenute durante le indagini). Ma secondo gli inquirenti appartengono a lui anche le trenta mine antiuomo ritrovate nell’ottobre dello stesso anno nelle campagne di Arzana.
Dal 2016 al 2021 Marongiu fu indagato nell’inchiesta Dea Madre, con altre trentatré persone. L’accusa, a vario titolo, è quella di associazione per delinquere finalizzata all’esportazione di beni appartenenti allo Stato, ricerca archeologica senza concessione, contraffazione di opere d’arte, ricettazione, furto aggravato ed estorsione. I reperti archeologici, recuperati con scavi abusivi nei nuraghi, venivano venduti e spediti in Francia.
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