Di Redazione.
Nel pomeriggio di due giorni fa sono capitata, come non succedeva da diversi anni, nel tratto di spiaggia che si trova tra il chiosco Malibù e Oasi. Immediatamente ci si rende conto di come quel tratto di litorale sia notevolmente più sporco se messo a confronto con tutti gli altri del Poetto. Il quantitativo di mozziconi di sigaretta che si tirano fuori dalla sabbia nel momento in cui si tenta di piantare l'ombrellone è a dir poco imbarazzante, senza contare che l'area fumatori era occupata da una comitiva di ragazzi che, non essendo in possesso di un ombrellone, hanno deciso di utilizzare quella zona recintata come fosse un solarium privato. Ma lo scempio è emerso ancor di più solo verso le diciannove, quando le varie comitive di adolescenti (e non solo) sono andate via. La spiaggia era un vero e proprio immondezzaio (credo di non avere mai visto nemmeno una discarica in quelle condizioni). Bottiglie di plastica abbandonate a perdita d'occhio, palloni scoppiati, mozziconi di sigaretta, interi pacchetti di sigarette vuoti, pezzi di ombrellone, bottiglie di birra in vetro, lattine di alluminio, buste di patatine e di cibi vari che diventavano preda di piccioni e gabbiani. Queste sono solo alcune delle cose viste quando verso le venti ho deciso di tornare a casa (anche perché i bagni pubblici che vi sono accanto alla passerella di ingresso in spiaggia erano a dir poco inagibili), scioccata e rattristata di come un così bel litorale sia vittima di cotanta inciviltà e degrado.
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