sabato 5 marzo 2016

I QUATTRO VERSO LA LIBERTA' E POI GLI SPARI (05/03/2016)

Da "La Nuova Sardegna".

I quattro italiani viaggiavano insieme, ma su due colonne di veicoli diverse, verso la libertà dopo otto mesi di prigionia in Libia. I rapitori, sotto pressione, avevano deciso di rilasciarli. Ma qualcosa è andato storto in una zona, quella di Sabrata, dove le milizie fedeli a Tripoli hanno lanciato un’offensiva contro i gruppi jihadisti e dell’Isis. C’è uno scontro a fuoco, forse un tentativo di ‘furto’ degli ostaggi. Due vengono uccisi l’altro ieri, gli altri due sono stati liberati oggi, non è ancora chiaro se con un blitz oppure siano stati semplicemente abbandonati dai sequestratori in fuga. Questo lo scenario, con ancora diversi punti oscuri, secondo fonti di intelligence. Il team con uomini del Ros e dell’Aise ha raggiunto Gino Pollicardo e Filippo Calcagno. Ma il ritorno a casa non sarà immediato. Le autorità locali intendono interrogare gli italiani e avere una sorta di ‘riconoscimento’ come interlocutori istituzionali. Il sottosegretario Marco Minniti, ieri in audizione al Copasir, era stato chiaro: l’area di Sabrata, teatro di scontri sanguinosi tra gruppi jihadisti, milizie e Isis, è nel caos. Difficile distinguere i ‘buoni’ dai ‘cattivi’ e tutte le ricostruzioni che arrivano da lì su quanto accaduto in questi giorni vanno presi con le pinze, comprese quelle del ‘Sabratha Media Center’ e del Consiglio militare di Sabrata. Certezze sui fatti si avranno solo parlando direttamente con Gino Pollicardo e Filippo Calcagno. Ma prima bisogna riportarli a casa. Il dialogo degli 007 italiani è ben avviato con le forze di polizia della città – vicine al Governo di Tripoli – che hanno in consegna i due. Ma in questi casi non è immediata la consegna degli ex ostaggi. Bisogna considerare il contesto del Paese. Il Governo islamico di Tripoli è a caccia di un riconoscimento politico da parte di una comunità internazionale che sembra invece privilegiare il dialogo con Tobruk. Le autorità di Sabrata vogliono essere trattate come interlocutori di pari grado dagli italiani, svolgere le normali e lunghe pratiche amministrative e gli interrogatori di rito per l’inchiesta sugli scontri dei giorni scorsi. Ed è utile ricordare il caso di Ignazio Scaravilli, il medico catanese sequestrato in Libia lo scorso anno. Liberato l’8 giugno con il concorso delle autorità di Tripoli, l’uomo è potuto rientrare in Italia solo cinque giorni dopo. L’umore non è dei migliori tra gli uomini dell’intelligence. Il caso sembrava vicino ad una soluzione positiva, invece si sono perse due vite. E le responsabilità sono tutte da capire, comprese quelle delle milizie del Consiglio militare di Sabrata. A quanto sembra, l’altro ieri le milizie cittadine hanno ucciso la ‘mente’ del gruppo dei sequestratori ed i suoi più stretti collaboratori. Se Failla e Piano siano caduti sotto il fuoco ‘amico’ dei miliziani che li avevano scambiati per uomini dell’Isis oppure siano stati giustiziati da altri non è ancora chiaro. Pollicardo e Calcagno, invece, pare fossero nelle mani delle ‘seconde file’ dei sequestratori, gente che forse è stata presa dal panico perchè gli ostaggi ‘scottavano’ e li ha abbandonati. Gli 007 italiani puntano a riportare in patria anche i cadaveri di Failla e Piano per le autopsie.

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