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giovedì 27 aprile 2017

UDIENZA DEL PROCESSO SULL'OMICIDIO DI ANGELO MARIA PIRAS A LULA (27/04/2017)

Di Giampaolo Carboni.

Sono stati sentiti quest'oggi gli ultimi testi del processo presso la Corte d'Assise per l'omicidio di Angelo Maria Piras il quarantenne allevatore di Lula ucciso a fucilate nelle campagne del paese e per il quale sono indagati il fratello Nico e la moglie Alice Flore. Si è assistito ad un udienza tecnica nel corso della quale il perito dell'Innova Giordano Chimera ha risposto alle domande del pubblico ministero Andrea Ghironi e degli avvocati della difesa Angelo Manconi e Mario Lai,in merito alla richiesta di determinare il margine di errore in metri,dalla posizione dell'auto dell'imputata (rilevata tramite dispositivo di localizzazione installato nella stessa nel periodo temporale 8.14-8.17 ed in particolare dal minuto uno e quattro secondi al minuto uno e quattordici secondi del progressivo quattromilasessanta del 25 gennaio 2015). Secondo l'accusa infatti l'auto di Alice Flore in quell'arco temporale si trovava davanti al casolare in via Garibaldi dove i carabinieri avevano trovato le scarpe che Nico Piras avrebbe indossato al momento dell'omicidio del fratello. "La tecnica di geolocalizzazione del sistema Gps ha una precisione che dipende dal numero di satelliti agganciati e dalla potenza del segnale ricevuto dagli stessi. Nel caso specifico il Gps ha agganciato dieci satelliti,raggiungendo quindi un valore ottimale per ottenere la massima precisione delle posizioni rilevate che si assesta su un margine di errore di cinque metri. In particolare nell'intervallo di tempo indicato sono state acquisite tre posizioni. Alle 8.16.23 la velocità del mezzo registrata dall'accelerometro è di zero chilometri orari quindi l'auto in quel momento era ferma" ha dichiarato in aula l'esperto.
Durante il controesame l'avvocato Lai ha posto l'attenzione su alcuni punti della relazione del consulente del tribunale ed in particolar modo su aspetti riguardanti la morfologia del territorio di Lula che potrebbero aver causato il cosiddetto effetto "canyoning" per via della presenza del Montalbo sul rilevamento dei dati. Quesiti bollati come "nocivi" dall'avvocato di parte civile Giovanni Colli che ha sottolineato come il perito abbia fatto riferiento a mappe attendibili e preciso. Contro la perizia dell'Innova anche la relazione, successivamente depositata agli atti, del consulente della difesa Walter Marcialis che ha sottolineato l'inattendibilità dei software usati per la raccolta e la lettura dei dati. "Era a nostra disposizione solo una parte dei dati rilevati dal software dell'Innova né tantomeno i dati Nmea per poter analizzare i tracciati. Dal prospetto riportato nella relazione della ditta Innova si evince che il veicolo non si è mai fermato dinanzi al casolare diroccato ma il veicolo era in movimento. Dai dati offerti non è però possibile accertare ,al contrario, se l'orario riferito ed indicato sia quello satellitare o quello delle reti cellulari ma è possibile evidenziare delle anomalie. E' certo invece che si è in presenza di due differenti progressivi mentre dall'Innova si ricava un solo tracciato" ha detto il consulente. Infine è stato sentito un maresciallo del Ris che ha analizzato i video della palestra e di un'abitazione privata in via Gramsci sul retro dell'abitazione degli imputati "Ai fini investigativi non è stato rilevato nulla di importante. Tra le quattro e trenta e le sette e trenta non è transitata nessuna persona a piedi mentre sono passate venti macchine" ha detto il maresciallo.

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