Arrivano i deferimenti per due società di serie A (Atalanta e Chievo Verona),tre di B (Ascoli,Sassuolo e Verona),undici di Lega Pro (Alessandria,Benevento,Cremonese,Piacenza,Portogruaro,Ravenna,Reggiana,Spezia,Taranto,Viareggio e Virtus Entella) e due della Lega Dilettanti (Cus Chieti di calcio a 5 e Pino Di Matteo). Tutte sono state deferite alla Disciplinare dal procuratore federale Stefano Palazzi sulla base degli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica di Cremona e della successiva attività istruttoria in sede disciplinare.
Oltre ai diciotto club,deferiti per responsabilità diretta,oggettiva o per responsabilità presunta,a seconda dei casi,sono stati deferiti anche 26 tesserati per differenti violazioni:sono Antonio Bellavista,Stefano Bettarini,Mauro Bressan,Buffone,Ciriello, Deoma,Cristiano Doni, Massimo Erodiani,Fabbrini,Furlan,Gervasoni,Gibellini,Thomas Manfredini,Vittorio Micolucci,Marco Paoloni,Parlato,Daniele Quadrini, Rossi,Santoni,Saverino,Beppe Signori,Vincenzo Sommese,Tisci, Tuccella,Veltroni,Zaccanti.
“Associazione finalizzata alla commissione di illeciti”. Questa l'accusa per Paoloni e Signori nel dispositivo Figc sui deferimenti. Stessa accusa per altre nove persone:Bellavista,Bressan,Buffone,Erodiani,Gervasoni, Micolucci,Parlato,Sommese e Tuccella.
Cristiano Doni,capitano dell'Atalanta,è stato invece deferito per “illecito sportivo” in relazione alla gara Atalanta-Piacenza (19/03/2011). Deferiti con la stessa accusa Bellavista,Erodiani, Gervasoni,Paoloni,Parlato, Santoni e Signori.Atalanta deferita per responsabilità oggettiva e presunta.
Tra le società deferite solo per Ravenna ed Alessandria si parla di responsabilità diretta nel dispositivo Figc.
Penalizzazione (scenario molto probabile) o esclusione dal campionato di competenza.Questo è ciò che rischia l'Atalanta in seguito all'illecito di suoi tesserati secondo il codice di giustizia sportiva (responsabilità oggettiva o presunta,art.7.4 e 4.2).Tra gli altri club che rischiano grosso c'è l'Ascoli,sempre per illecito sportivo di suoi tesserati. Lieve invece la posizione del Chievo Verona (mancata lealtà sportiva di Bettarini, tesserato della società gialloblù all'epoca dei fatti).
Cristiano Doni e tutti gli altri deferiti per illecito rischiano tre anni di squalifica.
Non deferiti tra le società il Siena e tra i calciatori l'attaccante del Lecce Daniele Corvia. Il presidente della società toscana Massimo Mezzaroma dice “Siamo soddisfatti,ci eravamo dichiarati da subito estranei ad ogni fatto e siamo sempre stati sicuri che la procura federale avrebbe escluso con la massima chiarezza ogni nostro coinvolgimento”. Il presidente bianconero ricorda anche chi “frettolosamente ci ha condannato gettando inutile fango sulla nostra società e su una promozione cristallina conquistata sul campo”. Soddisfatto anche il direttore sportivo del Siena Perinetti “Ancora una volta estranei ai fatti”.
Questo è invece il comunicato ufficiale del Chievo Verona: “In seguito al comunicato ufficiale della Procura Federale emanato in data odierna che rende noti i nomi di società e giocatori deferiti nell'ambito dell' inchiesta sul calcio scommesse,l'A.C. Chievo Verona ,deferita per responsabilità oggettiva,tiene a precisare e spiegare ai suoi sostenitori i motivi di tale deferimento. La società,infatti,è stata deferita per responsabilità oggettiva di Stefano Bettarini,tesserato dal club gialloblù nel 2010 e accusato di mancanza di lealtà sportiva per aver scommesso, da quanto si legge nelle pagine del documento,su due partite (Atalanta-Piacenza ed Inter-Lecce).L' A.C. Chievo Verona precisa che l'ex difensore della Sampdoria era stato tesserato nell'ottobre 2010 per una possibile futura operazione promozionale che a livello di immagine prevedeva,tra le varie idee,l'utilizzo di Bettarini in qualche finale di partita o altre attività. Un progetto,comunque,che è rimasto teorico,senza un riscontro oggettivo”.
Trapela comunque soddisfazione per la conferma dell'estraneità alla vicenda del capitano Sergio Pellissier,che era stato ascoltato durante l' inchiesta.
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