giovedì 22 settembre 2011

MILANESE E' SALVO:LA CAMERA RESPINGE LA RICHIESTA D'ARRESTO (22/09/2011)

Di Giampaolo Carboni.


















La Camera dei deputati con 312 voti contrari e 306 favorevoli,respinge la richiesta d'arresto per Marco Milanese (NELLA FOTO),ex ufficiale delle Fiamme Gialle,accusato di corruzione ed associazione per delinquere dalla procura di Napoli ed inchiodato dalle dichiarazioni dell'imprenditore campano Paolo Viscione.Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è soddisfatto e si fa scappare solo un «sì, non rilascio dichiarazioni» davanti ai cronisti che gli chiedono se l'esito dello scrutinio lo soddisfi. Ai suoi spiega che il test è l'ennesima prova di una maggioranza salda nei numeri. «Andremo avanti fino alla fine della legislatura».Subito dopo arriva anche il commento di Umberto Bossi. «Abbiamo dimostrato di essere alleati leali. Se lo sarà fino al 2013? Questo lo vedremo giorno per giorno» come in una sorta di monito al Pdl a non cullarsi su voti come questo. 
A conti fatti il Governo si salva per soli sette voti di scarto, anche se in Aula, a votazione conclusa, Enrico Letta del Pd chiede lumi. «Io ho votato regolarmente, ma nel tabulato della votazione non appare il mio voto. Presidente,che è successo?», dice rivolgendosi a Gianfranco Fini. I sì all'arresto sono quindi 306, aggiunge Letta, ma cambia poco per Milanese. Anche se, a bocce ferme, sono 7 i franchi tiratori della maggioranza che hanno votato con le opposizioni per il suo arresto: i deputati dell'opposizione erano 299 mentre il sì alle manette è stato autorizzato da 306 deputati (considerando anche il voto di Letta). 
Milanese incassa comunque il salvataggio (a differenza di quanto avvenne a luglio con Papa quando i maroniani fecero spaccare la maggioranza coalizione di governo) e dopo lo scrutinio si infila nella sala riservata al Governo dove ad attenderlo c'è proprio lui,il capo del governo Silvio Berlusconi.Mentre nell'emiciclo Roberto Maroni si avvicina a Umberto Bossi e i due parlottano nei banchi del Governo: l'accordo per il no alle manette, siglato ieri a Montecitorio tra cerchio magico e maroniani, ha retto nonostante le frizioni delle ultime settimane e una base che certo faticherà a digerire l'ennesima sponda offerta dal Senatur al Cavaliere.Ieri va ricordato che lo stesso Maroni aveva incontrato il segretario del principale partito d'opposizione,il Partito Democratico,Pierluigi Bersani in quanto la figura del ministro dell'interno è una delle più apprezzate dalle opposizioni per un governo tecnico post-Berlusconi che conduca il paese in questa fase delicata e sino alle elezioni del 2012.




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