Di Giampaolo Carboni.
Anche i medici si sono mobilitati contro i tagli della manovra:davanti alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio,proprio quando il presidente del Consiglio parlava ad un’aula semideserta chiedendo la fiducia per la giornata di domani,hanno infatti protestato tutti i 25 sindacati medici confederali ed autonomi, dipendenti e convenzionati autori di una grande manifestazione dallo slogan univoco e forte «La sanità non si tocca». Circa un migliaio i medici in camice bianco che hanno preso parte alla manifestazione. «Questo Governo – spiega Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici – dopo averci insultato con il ministro Brunetta, definendoci macellai e fannulloni, ci ha colpito 16 volte: taglio delle risorse per la sanità, congelamento della retribuzione, blocco del contratto e delle convenzioni, stop al turn over, precari dimezzati, spesa per la formazione al 50%, precarietà degli incarichi, pensioni posticipate e allungamento dei requisiti di età, pensione a 65 anni per le donne, TFR dopo due anni e poi diluito in tre…». Non bastasse, l’esecutivo ha anche proposto «la rottamazione per chi ha 40 anni di contributi, i trasferimenti regionali unilaterali, il prelievo forzoso oltre i 90 mila euro, la decurtazione per malattia, la limitazione al diritto al part time, l’aumento dell’Iva a carico dei medici di famiglia».
Anche i medici si sono mobilitati contro i tagli della manovra:davanti alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio,proprio quando il presidente del Consiglio parlava ad un’aula semideserta chiedendo la fiducia per la giornata di domani,hanno infatti protestato tutti i 25 sindacati medici confederali ed autonomi, dipendenti e convenzionati autori di una grande manifestazione dallo slogan univoco e forte «La sanità non si tocca». Circa un migliaio i medici in camice bianco che hanno preso parte alla manifestazione. «Questo Governo – spiega Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici – dopo averci insultato con il ministro Brunetta, definendoci macellai e fannulloni, ci ha colpito 16 volte: taglio delle risorse per la sanità, congelamento della retribuzione, blocco del contratto e delle convenzioni, stop al turn over, precari dimezzati, spesa per la formazione al 50%, precarietà degli incarichi, pensioni posticipate e allungamento dei requisiti di età, pensione a 65 anni per le donne, TFR dopo due anni e poi diluito in tre…». Non bastasse, l’esecutivo ha anche proposto «la rottamazione per chi ha 40 anni di contributi, i trasferimenti regionali unilaterali, il prelievo forzoso oltre i 90 mila euro, la decurtazione per malattia, la limitazione al diritto al part time, l’aumento dell’Iva a carico dei medici di famiglia».
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