giovedì 22 dicembre 2011

LA RIVINCITA DELLA DONNA LASCIATA FUORI DALLA BANCA:IL DIRETTORE CHIEDE SCUSA (21/12/2011)

Di Daniela Scano.


Dopo due giorni di silenzio imbarazzato, le scuse sono arrivate a domicilio insieme a un libro. A porgerle a Elisabetta Turra è stato proprio il direttore che lunedì mattina le aveva impedito di entrare nei locali della filiale 9 del Banco di Sardegna.  Si è conclusa così, ieri pomeriggio, la vicenda della impiegata sassarese respinta dall'istituto di credito perché le sue protesi d'acciaio venivano rilevate dal metal detector che faceva scattare l'allarme.  Giuseppe Calaresu, il funzionario di banca che non aveva voluto sentire ragioni nonostante l'intervento della polizia (un agente si è dovuto disarmare per entrare negli uffici a fare opera di mediazione), ieri mattina ha telefonato a Elisabetta.  «Si è scusato per quanto accaduto - racconta la donna - e mi ha chiesto se poteva venire a trovarmi a casa insieme con un alto dirigente della banca». Poco dopo le 17, i due uomini hanno varcato la soglia dell'appartamento della donna. «È stato un colloquio sereno - spiega Elisabetta -. Del resto, quello che c'era da dire era già stato detto al telefono. E io ho accettato le scuse, è ovvio».  Insieme alle scuse, il Banco di Sardegna ha riservato alla impiegata sassarese un trattamento di favore per ripagarla dello sgradevole incidente di due giorni prima. Giuseppe Calaresu si è improvvisato cassiere a domicilio e ha cambiato l'assegno che lunedì Elisabetta Turra avrebbe voluto cambiare negli uffici di piazza Santa Maria. Si tratta di 200 euro del contributo «Ore preziose» che Elisabetta, che è mamma di due bambini piccoli, percepisce per le rette dell'asilo. Elisabetta Turra ha chiesto scherzando al direttore se le aveva portato i soldi a casa solo perché, se si fosse ripresentata nella sua filiale, non l'avrebbe fatta entrare. «No - ha assicurato l'altro dirigente - non si ripeterà più». Incidente chiuso, quindi.  Quando i due funzionari di banca sono arrivati a casa, ad assistere all'incontro c'erano i due figli della impiegata. Tra qualche anno la mamma spiegherà ai due bambini che quando erano piccoli, una mattina qualche giorno prima di Natale ha dovuto subire una mortificazione pesante solo a causa di quei pezzi di metallo che le consentono di camminare.  Due protesi di acciaio che la bella signora sassarese porta da quattro anni, dopo dolorosi interventi chirurgici. Grazie a quei supporti Elisabetta cammina bene, ma lunedì la presenza del metallo non è sfuggita al metal detector. L'allarme ha suonato ripetutamente e la donna ha cercato inutilmente di farsi aprire dal personale. Il direttore è stato irremovibile nel fare rispettare il regolamento. Ma le critiche provocate dal suo rifiuto potrebbero avere intaccato le sue granitiche certezze. E ieri si è scusato.


(Da "La nuova Sardegna")

Nessun commento:

Posta un commento

Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato

Any anonymous or linked comments will NOT be published