mercoledì 25 gennaio 2012

"IL PIANO CASA E' INCOSTITUZIONALE" (24/01/2012)

Di Giuseppe Meloni.



Cambiano i governi, ma per le leggi regionali tira sempre brutta aria: secondo il Consiglio dei ministri, il piano casa sardo è incostituzionale. Almeno in alcune delle sue parti principali. Perché prevede eccezioni alle norme generali di tutela ambientale, che sono di competenza esclusiva dello Stato. E così, su proposta del ministero per gli Affari regionali, il governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale contro la legge votata nel novembre scorso dal Consiglio regionale. È la seconda bocciatura pesante in due mesi, da parte di Palazzo Chigi, dopo quella del provvedimento sul turismo golfistico. Quest'ultimo testo, tra l'altro, stabilisce il curioso record di una doppia impugnazione in pochi giorni, dato che il ricorso contro il piano casa colpisce anche un articolo che modifica la legge sul golf. 


LE DEROGHE I principali motivi di incostituzionalità, secondo la delibera pubblicata sul sito del ministero delle Regioni, stanno nell'articolo 7 della legge. Il comma 1, lettera f, fa riferimento agli interventi di ampliamento, demolizione o ricostruzione degli edifici esistenti (compresi quelli pubblici, quelli in zona agricola e quelli a finalità turistica), già ammessi dal primo piano casa sardo, del 2009. La nuova norma sancisce che quegli interventi sono realizzati «in deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici comunali vigenti, e in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali». Questo, afferma il Governo, rappresenta «un'incostituzionale riduzione della tutela paesaggistica», perché consente deroghe generiche che non tengono conto del cosiddetto Codice Urbani: cioè l'insieme di norme per la tutela del paesaggio che sono considerate «diretta attuazione» della Costituzione, la quale lascia al legislatore statale la potestà esclusiva in materia di tutela ambientale. Un altro motivo di illegittimità nasce dal fatto che quelle deroghe non contemplano il rispetto delle regole su altezze e distanze degli edifici, considerate «principio inderogabile». Andrebbe oltre la competenza regionale anche l'articolo 18 del piano casa, che autorizza la Giunta a individuare «ulteriori forme di semplificazione del procedimento di autorizzazione paesaggistica». 


CASE MOBILI Terzo articolo contestato dal Governo, il 20: che di fatto esclude la necessità di autorizzazione paesaggistica per gli «allestimenti mobili di pernottamento», come tende, roulotte, caravan, case mobili e così via. «Non spetta alla normativa regionale qualificare alcuni interventi come paesaggisticamente irrilevanti», scrivono i tecnici ministeriali: anche perché quegli insediamenti riguardano zone di pregio turistico, e quindi comportano «seri problemi di impatto paesaggistico». Sul punto la Consulta si sarebbe dovuta pronunciare comunque, dopo che un giudice oristanese ha sospeso - in attesa del parere di costituzionalità sulla norma - il procedimento per il presunto abuso edilizio relativo alle case mobili di Is Arutas. L'ultimo rilievo del Governo riguarda appunto l'articolo 23, sul golf: che autorizza la Giunta ad adeguare il Ppr per consentire «nuove strutture ricettive connesse ai campi» nella fascia costiera, entro i mille metri dal mare. Anche in questo caso, non essendo previsto alcun intervento dell'amministrazione statale nella procedura, si viola il Codice Urbani. 


REAZIONI «È l'ennesimo scivolone della Giunta Cappellacci, a questo punto il piano casa è carta straccia», attacca Gianvalerio Sanna (Pd), assessore all'Urbanistica ai tempi del Ppr soriano. Durante la discussione in aula della legge, Sanna e il resto dell'opposizione avevano sollevato molti dubbi di costituzionalità del testo. «Forte soddisfazione» per il ricorso esprimono le associazioni ecologiste Gruppo d'intervento giuridico, Amici della terra e Lega per l'abolizione della caccia. «Il piano casa è pienamente operativo», ribatte l'assessore all'Urbanistica Nicola Rassu: «Siamo convinti del corretto operare della Giunta e del Consiglio regionale, e aspettiamo con serenità la decisione della Corte costituzionale».


(Da "L'Unione Sarda")

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