sabato 21 gennaio 2012

LIBERALIZZAZIONI:AUTHORITY PER I TAXI CINQUEMILA NUOVE FARMACIE (20/01/2012)

Di Maria Rosa Tomasello.

Dopo l’incontro di Palazzo Chigi che aveva acceso le loro speranze, i tassisti dagiorni sul piede di guerra portano a casa solo un contentino. Per i parafarmacisti il decreto sulle liberalizzazioni segna l’inizio di una stagione di proteste. Nell’elenco dei vincitori e dei vinti sono questi i grandi perdenti. Le auto bianche avevano bocciato l’ipotesi di un’Authority nazionale, detto no al cumulo delle autorizzazioni e alla doppia licenza, no all’extraterritorialità, ma il governo, alla fine, accetta una sola delle loro proposte: viene stralciata «la possibilità di concentrazione di licenze in mano a un unico soggetto» spiega il sottosegretario Antonio Catricalà, «perché non è nell’ottica della concorrenza e quindi lanormaè stata cancellata». Nasce, dunque, l’Autorità nazionale per le reti, a cui sarà affidato il compito, eseguita «un’analisi dei fabbisogni città per città e sentiti i sindaci» di decidere se serva un aumento o una riduzione delle licenze. Nel caso si decidesse per un aumento, questo avverrà con «compensazioni tangibili» per gli attuali titolari. Viene consentita l’extra- territorialità, ovvero la mobilità da una città all’altra, ma sulla base di regole fissate dall’Autorità, e sempre d’accordo con i sindaci. I tassisti, inoltre potranno avere una licenza part-time, in modo da «usare part-time un autista in possesso di altra licenza » nei periodi in cui non usano il proprio mezzo. Se Federfarma definisce «incoerente » il decreto, i parafarmacisti, dal canto loro, parlano di «beffa». Dal decreto scompare infatti la norma che avrebbe consentito la vendita nelle parafarmacie italiane e nei corner della grande distribuzione delle medicine di fascia C (con obbligo di ricetta, ma interamente a carico dei cittadini), provvedimento inizialmente inserito nel decreto Salva-Italia e quindi tagliato durante la conversione in legge. Apparso nel dl liberalizzazioni, sparisce di nuovo nel susseguirsi delle bozze preparatorie l’articolo che prevedeva questa possibilità nelle regioni in cui, alla data dell’1 marzo 2013, non fosse stato assegnato almeno l’80% delle sedi messe a concorso ». «Ragioni di carattere tecnico ci hanno sconsigliato di seguire questa strada» chiarisce il ministro della Salute Renato Balduzzi, «resta una scelta molto forte per dare apertura e respiro a un sistema regolamentato attraverso un nuovo grande concorso per 5mila nuove farmacie». Il concorso straordinario annunciato dal ministro, considerato dai parafarmacisti l’uraganoche spazzerà via la categoria, consentirà di rendere ancora più capillare il sistema di vendita dei farmaci: sarà destinato a farmacisti non titolari e potranno parteciparvi, vedendo riconosciuto il punteggio maturato, «anche farmacisti che lavorano in un ambito diverso da quello delle farmacie». Per favorire i più giovani sarà possibile inoltre concorrere all’apertura delle nuove farmacie anche attraverso la gestione associata, sommando quindi i requisiti posseduti. Inizialmente, ha spiegato il ministro, la possibilità di vendere i farmaci di fasciaCfuori dalla farmacie era stata ipotizzata nel caso in cui i tempi per l’ampliamento della pianta organica non fossero stati rispettati, ma il governo ha scelto di seguire – se necessario – la via dei poteri sostitutivi. Tra le novità, annuncia Balduzzi, anche incentivi per coprire le farmacie di 841 posti vacanti nei piccolissimi centri e una norma che stabilisce che nelle farmacie di maggior fatturato sia presente un certo numero di farmacisti «a garanzia del cittadino ». Saranno infine previsti sconti anche per i farmaci di fascia A, a carico del cittadino, e una maggiore flessibilità degli orari. Ma tassisti e farmacisti non sono le uniche categorie a uscire sconfitte dalla giornata campale delle liberalizzazioni: l’Eni perde la Snam, i commercianti si vedono liberalizzare gli orari di apertura, con effetti imprevedibili sui piccoli negozi, i petrolieri perdono il diritto di esclusiva con i gestori degli impianti di distribuzione, i professionisti devonofare i conticon l’abolizione delle tariffe. A conquistare i risultati più interessanti sono gliambientalisti, con la cancellazione della norma che abbassava il limite delle trivellazioni petrolifere in mare, e le imprese edili,che salutano una legge che limita tasse e burocrazia.

(Da "La Nuova Sardegna")

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