Da "La nuova Sardegna".
Girare nel Nuorese con un fucile illegale nascosto nell’auto, e l’esplosivo davanti alla casa di famiglia, può costare una condanna a 8 anni di carcere. È successo ieri a uno degli imputati, Giampietro Mangia, orunese. Il suo compaesano Martino Moreddu ,presunto compagno di scorribanda noto per essere stato il vivandiere del sequestro di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi, è stato invece assolto da ogni accusa. Assolto «perché il fatto non sussiste», come poco prima aveva argomentato con forza il suo avvocato, Pasqualino Federici, citando persino Domenico Modugno e la sua celebre canzone «Siamo rimasti in tre». «Moreddu non c’entra nulla, quel giorno stava andando a incontrare un conoscente per parlare di fotovoltaico. Lo provano i testi e ha pure un alibi», ha detto il legale. Il terzo era Antonio Luigi Podda, già giudicato in abbreviato, difeso da Francesco Lai e Sebastiano Cocco. Erano stati arrestati il 12 luglio 2009: nella Bmw di Podda c’era un fucile a canne mozze con la matricola abrasa. Poi sul marciapiede davanti a casa di Mangia, era stato trovato un involucro pieno di esplosivo. I tre briganti, per l’accusa, erano impegnati in una spedizione punitiva contro Massimiliano Mascia, la persona offesa che ha detto: volevano 4mila euro di interessi per un prestito di 5mila.
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