lunedì 6 febbraio 2012

"LUCIANO MOGGI DEVE ESSERE PROCESSATO" (09/02/2007)

Da "La nuova Sardegna".


A quasi un anno dall’esplosione di Calciopoli si avvicina la prima scadenza giudiziaria per l’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi. La procura di Roma, nell’ambito delle presunte irregolarità attribuite alla Gea World, ha depositato la richiesta di processare lui ed altre sette persone. Il primo nome della lista è quello del figlio Alessandro, a suo tempo presidente della società che gestiva le procure di numerosi calciatori.
Gli altri sono Franco Zavaglia, ex ad della Gea, Riccardo Calleri, ex socio, Davide Lippi, procuratore sportivo, Luciano Gaucci, ex patron del Perugia, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, collaboratori dei Moggi. Pesanti le accuse formulate dai pm Maria Cristina Palaia e Luca Palamara: associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza mediante minacce o violenza per tutti ad eccezione di Gaucci per il quale è ipotizzata solo l’illecita concorrenza. A Zavaglia è contestata anche la violazione fiscale in relazione alla contraffazione di fatture emesse dalla società Eugenio Marinella per l’acquisto fittizio di migliaia di cravatte. Il tutto per evadere le imposte nel periodo 2002-2005 degli elementi passivi fittizi.
Escono di scena definitivamente, tramite richiesta di archiviazione, altri tre indagati: Chiara Geronzi, ex socia Gea, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini, questi ultimi ex dipendenti della società. Nei loro confronti non sono emersi fatti penalmente rilevanti relativamente alle modalità del passaggio di Alessandro Nesta alla Gea.
Dominio sul mercato dei calciatori e condizionamento delle scelte di alcuni club. Sono questi, in sostanza, i fatti che i sostituti procuratori romani addebitano agli imputati. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono passate le presunte pressioni esercitate su parecchi calciatori affinchè rinnegassero i loro procuratori per affidarsi alla Gea. Il tutto per ottenere maggiori tutele in sede di rinnovo contrattuale o di trasferimento a club blasonati. In un caso, quello del difensore della Juventus Giorgio Chiellini, sarebbe stata prospettata anche la convocazione in Nazionale grazie a Davide Lippi, figlio dell’ex ct campione del mondo. Tra le posizioni esaminate anche quelle di David Trezeguet, Nicola Amoruso, Davide Baiocco e Giovanni Tedesco. Per i pm romani Luciano e Alessandro Moggi, nonchè Zavaglia, sarebbero stati promotori del sistema di potere che avrebbe portato la Gea World ad esercitare una funzione dominante nel mondo del calcio. I tre - è detto nel capo di imputazione - avrebbero creato la Gea al fine di «acquisire il maggior numero di procure sportive e, tramite esse, ottenere un potere contrattuale in grado di incidere in maniera determinante sul mercato calcistico per condizionare la gestione dei calciatori e, di riflesso, quella di svariate squadre del campionato di calcio». Tra queste Siena, Reggina, Messina, Crotone e Avellino. Personaggio chiave - sempre secondo gli inquirenti - sarebbe stato Luciano Moggi il quale poteva sfruttare il «potere e la forza di intimidazione derivantegli dai metodi usati nella sua ultratrentennale esperienza nel mondo del calcio».
Accuse respinte dallo stesso Moggi il quale, attraverso uno dei suoi legali, Marcello Melandri, parla di «infondatezza» delle tesi dei pm. Non è escluso che l’ex patron del calcio mercato italiano possa chiedere di essere ammesso al giudizio abbreviato.
Nel frattempo proseguono, di pari passo con quelle dell’ ufficio indagini della Federcalcio, gli accertamenti su altri filoni riguardanti il mondo del calcio: da quelli sulla cosiddetta «combriccola di arbitri romani» guidata da Massimo De Santis denunciata da alcuni dirigenti, alle presunte omissioni da parte degli organi di controllo.

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