Da "La nuova Sardegna".
Numerosi parlamentari sardi hanno seguito gli incontri al ministero dello Sviluppo economico. Mauro Pili (Pdl) ha affermato che «delle quattro aziende interessate all’acquisto di Alcoa, tre sono inesistenti sul piano finanziario». Parlando di situazione molto critica, Pili ha spiegato che «va risolto il nodo energia». Il deputato del Pd Paolo Fadda (che oggi in commissione Industria illustrerà al governo la propria risoluzione) ha detto che «la situazione è molto difficile» e che «ora spetta al governo proporre la soluzione del problema, sapendo che l’unica cosa certa è che la fabbrica non deve chiudere». La situazione è molto tesa e, ha riferito Fadda, «anche i sindacati sono molto preoccupati». In ogni caso «bisogna dare atto che il governo si sta impegnando». Per il Pd anche la deputata Amalia Schirru e l’ex ministro Cesare Damiano hanno precisato che «la soluzione va trovata assicurando la continuità produttiva dello stabilimento di Portovesme». Per l’Idv duro il commento di Antonio Di Pietro e del deputato sardo Federico Palomba: «Il caso dell’Alcoa sta assumendo un enorme significato nazionale perché denuncia l’insipienza e la grave responsabilità del governo Berlusconi nell’aver lasciato marcire la situazione». Ora «questo governo deve evitare un danno incalcolabile per la Sardegna». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista: «È inaccettabile che il governo tratti i conflitti sociali come un problema di ordine pubblico, l’Italia ha bisogno di posti di lavoro e non di manganelli».
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