Di Maria Paola Masala.
C’era il mondo ieri nell’aula Thun dell’Ospedale Microcitemico, e chissà come lui, così schivo, l’avrebbe presa. Sarebbe stato felice, questo sì, di vedere i tanti ex bambini talassemici ai quali ha dato una speranza, i malati che ha seguito, i piccoli che ha salvato, i genitori che ha confortato. Antonio Cao, 83 anni di vita, sessanta dedicati allo studio e alla ricerca, è tornato nel suo ospedale per l’ultima volta.Accolto dai colleghi, dagli allievi, dall’intero Microcitemico che per lui ha allestito una camera ardente. Una grande sala, dono della contessa Thun, (resterà aperta anche stamane, poi le esequie in forma privatissima) dove non regnava l’ordine che ci si attende da una cerimonia degli addii, ma un disordine affettuoso e sincero. Persone che lo stimavano, e gli volevano bene. Spiccavano i camici, e i volti addolorati di chi con lui ha trascorso una vita: la moglie, la figlia, la sorella,le cognate,e i colleghi. Autorità accademiche,uomini politici,gente comune, universitari,ospedalieri:tutti con gli occhi rossi,a parlar sottovoce,a ricordare aneddoti,a dire di quell’uomo scorbutico e riservato, di quello studioso geniale che si aspettava tanto da se stesso e dagli altri,e aveva un’eleganza innata,nel vestito e nell’anima. Il primo a prendere la parola è stato il successore Renzo Galanello, direttore della seconda clinica pediatrica del Microcitemico. Che ha confessato di essere troppo emozionato per tener fede ai consigli del maestro: non leggere mai un intervento, imparalo a memoria. Galanello stavolta non ce l’ha fatta, ma ha chiesto con parole chiare e forti che il Microcitemico porti il suo nome. Dopo di lui hanno parlato il direttore sanitario Gabriella Nardi, e Giovanni Olla, suo predecessore. E medici, ginecologi, biologi, genetisti, che hanno sottolineato la grandezza, il rigore morale, il legame forte con la Sardegna e la visione non provinciale di questo scienziato apprezzato in tutto il mondo. Di lui hanno parlato con amore la figlia Barbara, le cognate. Ha taciuto la segretaria Rita Loi, da trent’anni al suo fianco. le sue infermiere hanno ricordato la sua gentilezza: le ringraziava sempre, il professor Cao, per la loro opera, rendendo più leggero il loro turno a Ferragosto o a Natale. Poi l’omaggio dei giovani, da lui così amati, quelli che hanno dato vita a Thalassa Azione. Il presidente Ivano Argiolas, 38 anni, in rappresentanza di circa 170 iscritti, ha ricordato il timore di tutti i ragazzi di fronte a quel medico importante che vedevano così oscuro in volto. «Pensavamo fosse arrabbiato, invece era solo preoccupato per noi».
(Da "L'Unione Sarda")

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