Di Roberto Paracchini.
La morte di Antonio Cao lascia un vuoto. «Oggi ci lascia uno scienziato di fama mondiale, ma soprattutto un grande uomo che ha portato lontano l’eccellenza della sanità sarda», ha affermato l’assessore regionale della Sanità Simona De Francisci, parlando dello scienziato. «Antonio Cao - ha continuato - sarà ricordato non solo e non tanto dalla comunità medico-scientifica internazionale per le sue scoperte e innovazioni, ma soprattutto, e con immensa gratitudine, dalle persone e dai tanti bambini da lui accuditi con cure amorevoli nel corso della sua lunghissima e onorata carriera». Per Emanuele Sanna, pediatra, già assessore regionale alla Sanità, la morte di Cao è stata una perdita profonda: «Con Antonio se ne va uno dei più illustri rappresentanti della pediatria e della cultura medico-scientifica della Sardegna». In particolare la scienziato «è stato un pioniere e un impareggiabile innovatore nel campo della prevenzione e dell’organizzazione sanitaria per sconfiggere la piaga atavica dell’anemia mediterranea nella nostra isola. Un maestro che ha creato una scuola di assoluto valore internazionale per prevenire e curare in Sardegna e nel mondo tante patologie su base genetica considerate per troppo tempo e a torto incurabili». Con Cao la Sardegna perde uno scienziato che, tra le altre cose, non ha disdegnato di scendere nell’arena del potere pur di portare avanti le battaglie in cui credeva. Per pochi giorni è stato anche consigliere comunale, ma era troppo: non ha resistito e si è subito dimesso.
(Da "La Nuova Sardegna")
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