lunedì 29 ottobre 2012

BATTIQUORUM:LO SLOGAN PER BOCCIARE IL NUCLEARE E SALVARE L'ACQUA PUBBLICA (07/06/2011)

Di Redazione.


C’è chi pensa di avere già dato e dice che il referendum sul nucleare non riguarda i sardi, che sull’argomento si sono espressi in maniera chiara il 15-16 maggio. Non è così: la Sardegna il 12-13 giugno è chiamata a votare per la seconda volta al referendum nazionale abrogativo, l’unico che può affondare definitivamente i progetti sull’atomo. E, si augurano i sostenitori del Sì, anche l’odiata privatizzazione dell’acqua. Le idee, a cinque giorni appena dall’appuntamento, sono ancora un po’ confuse. La sentenza della Cassazione che ha dato il via libera al referendum sul nucleare - insieme ai 2 sull’acqua e al quesito sul legittimo impedimento - è arrivata solo all’inizio del mese e la campagna informativa da parte delle tv è poco incisiva, se non addirittura fuorviante: è il caso del Tg1 che sabato 4 ha comunicato date sbagliate per i referendum, provocando l’insurrezione del popolo del web e dei comitati che da mesi, nell’isola, si fanno in quattro per spiegare alla gente che il nucleare è una scelta scellerata. Sinora i loro appelli sono stati ascoltati: la Sardegna il 15-16 maggio ha votato compatta contro le centrali atomiche, la volontà dell’isola è inequivocabile. Ma si trattava di un referendum consultivo, che non basta per cantare vittoria. Al punto che ieri Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ha detto che se il referendum non passasse, una delle centrali verrebbe costruita a Oristano, sito arcinoto. Però Bonelli è fiducioso, dice che il nucleare sarà bocciato, e anche in maniera bulgara. Ottimisti sono pure i comitati sardi, nonostante l’asticella questa volta sia più alta rispetto al 15-16 maggio: perché il referendum sia valido, deve andare a votare il 50% più 1 degli aventi diritto. C’é chi suggerisce strategie: su Facebook si fa un appello perché tutti vadano a votare domenica 12 entro mezzogiorno, così da raggiungere subito percentuali molto elevate e fare capire ai ritardatari che il quorum può essere facilmente raggiunto con il loro contributo. Rosalba Meloni, componente del Comitato Si.Nonucle e del Social Forum Cagliari, è perplessa: «Non vorrei che questa strategia si rivelasse un boomerang, visto che percentuali alte già dalle prime ore potrebbero fare pensare a chi ancora non ha votato che il suo Sì non sia necessario». Molto meglio «spiegare alla gente perché è importante votare. Innanzitutto per non svilire uno strumento democratico fondamentale. E poi ovviamente per bocciare il nucleare e fare sì che l’acqua resti un bene comune, non una merce in mano a privati che ci lucrano, ma anche per difendere la giustizia uguale per tutti». Il Comitato Si.Nonucle sul legittimo impedimento ha assunto una posizione soft, per rispettare tutte le sue componenti ed evitare di politicizzare il quesito. Per questo ha elaborato una sintesi: tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge. Un concetto che per Rosalba Meloni, «e per moltissimi altri del comitato», si traduce nell’invito a barrare quattro volte la casella del Sì: «È questo che diciamo alla gente che incontriamo nelle piazze, nelle strade, nei mercatini, dove continueremo a girare sino all’ultimo minuto utile», cioè la mezzanotte del 12. Sul web, invece, la campagna andrà avanti anche a seggi aperti. Lo slogan? Ovvio, battiquorum.



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