giovedì 18 ottobre 2012

CALCIO SERIE A:28°GIORNATA (12/04/1970)

Di Redazione.

BRESCIA-VICENZA 1-1

Brescia:Allenatore:Bimbi.

Vicenza:Allenatore:Puricelli.

Arbitro:Serafino di Roma.

Reti:5'Turchetto 58'Vitali.

CAGLIARI-BARI 2-0 (NELLA FOTO IN ALTO LUIGI RIVA OSANNATO DALLA CURVA EST PRIMA DELLA GARA CHE HA ASSEGNATO IL TRICOLORE AI ROSSOBLU')

Cagliari:Allenatore:Scopigno.

Bari:Spalazzi.Allenatore:Matteucci.

Arbitro:De Robbio di Torre Annunziata.

Reti:39'Riva 88'Gori.

Note:Domenghini ha colpito un palo sul punteggio di uno a zero.

Angelo Domenghini, che cosa si ricorda di quel 12 aprile 1970?

“Fu il giorno della felicità”.

Sua e di un popolo.

“Già. Il Cagliari campione d’Italia lo aveva creato soprattutto l’ambiente che c’era intorno, la gente sarda. Noi eravamo un grande gruppo, ma la partecipazione che c’era lì è stata unica nella storia del calcio”.

Quella domenica di quarant'anni fa il Cagliari batte il Bari due a zero, reti di Riva e Gori, e conquista lo scudetto con tre giornate di anticipo su Inter e Juve. Un flash di quel pomeriggio?

“Ricordo che nel primo tempo ci fu un grosso rigore non fischiato a favore del Bari. Pensai che fosse un segnale positivo: questo scudetto, mi sono detto, non lo perdiamo più”.

Diciamolo ai più giovani:non fu una vittoria casuale.

“Proprio no. Dalla promozione in serie A nel 1964 la società aveva lavorato benissimo. Nel 1969 il Cagliari era arrivato secondo dietro la Fiorentina e Riva era già un campione affermato. L’arrivo mio (in cambio di Boninsegna passato all’Inter, ndr), di Poli e Gori completò un mosaico perfetto”.

Come giocava quella squadra?

“Palla a terra, pochi lanci lunghi, un gran lavoro a centrocampo sfruttando i tagli di Riva: lui fintava di venire al centro e poi chiedeva palla in profondità per poter chiudere con il suo famoso diagonale. Gente come me, che feci 8 gol, Greatti, Brugnera, Nené sapeva benissimo come servirlo”. 

E poi c’era quella difesa eccezionale: appena undici gol subiti in trenta partite, solo otto su azione.

“Straordinaria. Martiradonna è stato uno dei più grandi marcatori che abbia mai visto. Lo chiamavo l’uomo della diagonale. ‘Come la faccio io non la fa nessuno’ diceva lui, e aveva ragione. Anche Scopigno stravedeva per lui e gli diceva sempre che era da nazionale”.

Pare che un giorno Sandro Mazzola, saputo che sarebbe stato marcato da Martiradonna, abbia sospirato: “Allora oggi non tocco palla…”.

“Ci credo, perché Mario è era eccezionale”.

Poi c’era Niccolai.

“Un grande stopper. Mi spiace che sia diventato famoso solo per qualche autogol. Fra l’altro, non è neanche quello che ne ha fatti di più in carriera…”.

Si dice che Cera libero, il primo libero “moderno” del calcio italiano, sia stata la mossa decisiva della stagione.

“Lui giocava a centrocampo, poi Tomasini si fece male e Scopigno lo arretrò in difesa. A centrocampo entrò Brugnera e diventammo ancora più forti in fase offensiva. Certe volte le cosiddette svolte epocali nascono dalla necessità e dal caso…”.

E poi c’era Riva… Gori diceva che lui era “il perno morale, fisico e calcistico. Con lui partivamo sempre dall’1-0”.

“E’ difficile spiegare a chi non l’ha visto che cos’era Gigi. Sicuramente lui era il giocatore decisivo. Quando gli davi palla sapevi che difficilmente avrebbe sbagliato”.

Era il leader?

“Sì, ma non il solo. In quel Cagliari eravamo molti leader: io, Albertosi, Cera, Greatti, Brugnera, Nené, Gori… Tutti di grande personalità, un gruppo fantastico”.

Davvero nessuna tensione? La storia dice che spesso, dietro le grandi squadre, si nascondono terribili antipatie che poi, per miracolo, svaniscono in campo.

“Non sono tanto d’accordo. Si diceva così anche della Grande Inter. Io, che ci sono stato, le dico che anche all’Inter il gruppo era fantastico e il problema, casomai, era Herrera, con la pressione che ci metteva addosso. Io sono stato cinque anni all’Inter e non sono mai stato sicuro del posto: questo, ovviamente, non aiuta… Oltre al fatto che San Siro ti chiedeva il massimo ogni domenica”.

Al Cagliari invece lei era un titolare fisso, là sulla fascia destra…

“Sì, ma a prescindere da questo la tranquillità la dava proprio l’ambiente e la vita che facevamo fuori dal campo. Capirà: la Sardegna è un posto fantastico, ha il mare più bello del mondo, è difficile stare male lì… ”.

Però lei non la pensava così quando seppe di essere stato venduto al Cagliari.

“Questo è vero. All’epoca erano le società che decidevano. Ricordo che quando un dirigente dell'Inter mi chiamò in estate e mi disse che mi avevano ceduto, io dissi chiaro e tondo: a Cagliari non vado. Figurarsi: lasciare l’Inter, la famiglia, gli amici...”.

E invece…

“Cambiai idea e già in ritiro capii che la squadra c’era e l’ambiente era perfetto. Pensai che in Sardegna avrei potuto prendermi una rivincita nei confronti dell’Inter. Andò bene. Vincemmo lo scudetto proprio davanti a loro (non rimase nessun rancore, Domenghini lavora come osservatore dell’Inter, ndr)”.

Parliamo di Manlio Scopigno, l’allenatore filosofo.

“Guardi, a me questa definizione non ha mai convinto molto. La filosofia nel calcio conta fino a un certo punto: lui era bravissimo a mettere la squadra in campo e a motivare i singoli. A responsabilizzarli. Aveva capito, per esempio, che i ritiri sono inutili e li aveva aboliti. Per noi sette scapoli che vivevamo tutti nella stessa villetta era perfetto… Ricordo le cene al ristorante Corallo… Insomma, era come stare in vacanza… Però la professionalità non è mai mancata”.

Lei ha conosciuto anche Herrera: è possibile un confronto fra i due?

“No. Scopigno era un tipo tranquillo, lui si metteva in panchina con la sigaretta in bocca e guardava la prtita. Era uno spettacolo”.

C’era anche lei in quella stanza piena di giocatori presi dal poker in una nuvola di fumo quando Scopigno entrò e, fra la sorpresa di tutti che temevano la sua ira, disse serafico: ‘Vi spiace se fumo?’ e si sedette al tavolo anche lui?

“Io non lo ricordo. Posso dire però che Scopigno era contro il fumo. Se vedeva un giovane fumare lo minacciava di non farlo giocare. Lui, magari, si faceva due pacchetti al giorno, però non voleva che il vizio prendesse anche gli altri”.

Chi era il più casinaro del gruppo?

“Sicuramente Nené, un grande”.

E il più bersagliato dagli scherzi?

“Non ce n’era uno in particolare. In questo senso eravamo tutti uguali. Posso dire che i più schivi erano Riva e Cera, un vero gentiluomo”.

Torniamo al campionato 69/70. Voi andaste in testa alla quinta giornata e non vi preserò più. Un cammino da grande squadra.

“Davvero. Fummo autoritari. Ma quella era una grande squadra. Anzi, sono convinto che avrebbe potuto vincere altri scudetti e la Coppa dei campioni”.

Vi fermò il grave infortunio di Riva durante la stagione successiva?

“Non solo. Pagammo pure il trasferimento dall’Amsicora al Sant’Elia. Nello stadio nuovo, con la pista e i tifosi lontani, perdemmo la carica e i punti di riferimento in campo. L’Amsicora era un po’ un bunker dove per gli altri era difficilissimo uscire indenni. Allora c’erano stadi così, anche ai limiti del regolamento… All’Amsicora potevamo giocare male ma alla fine un gol riuscivamo sempre  a farlo. Andandocene, perdemmo molto”.

La partita decisiva di quel campionato fu il 15 marzo 1970 a Torino: ventiquattresima giornata, Juve-Cagliari due a due, arbitro Lo Bello. Molti di voi, prima, temevano la forza “politica” della grande squadra.

“E quando Lo Bello fischiò il rigore inesistente del 2-1 per una trattenuta di Martiradonna su Leonardi e poi lo fece ripetere dopo che Albertosi aveva parato quello di Haller, io mi dissi: ‘Ecco, ci siamo’. Anastasi segnò il 2-1 ma poi lo steso Lo Bello rimise le cose a posto fischiando un rigore per noi. Da come si era messa la partita, capii che avrebbe rimediato al suo errore. Così, quando ci fu il corner da cui nacque il rigore, capii che avrebbe fischiato già prima che la palla arrivasse in area. Così fu. 'Trattenuta su Martiradonna', sentenziò Lo Bello davanti ai difensori juventini infuriati. E Riva pareggiò”.

Si dice che il grande Gigi andò sul dischetto terrorizzato.

“No, dai, terrorizzato no, però certo era tesissimo. Era un rigore decisivo. Infatti lo ciabattò. Ma Anzolin non riuscì a parare”.

Tornando al 12 aprile: cosa ricorda del dopo partita?

“Un episodio incredibile: noi eravano nello spogliatoio e bussarono dei poliziotti con due latitanti in catene. Li avevano appena arrestati, perchè quelli non avevano avuto la forza di stare lontani dall’Amsicora: erano venuti in tribuna per vivere il giorno dello scudetto anche a costo di essere presi! Ma non solo: dopo essere stati arrestati, avevano chiesto almeno di poterci conoscere prima di essere portati in prigione. Noi eravamo allibiti”.

Quarant’anni dopo cosa resta di quell’avventura?

“Anzitutto che è passato troppo tempo! E poi un po’ di invidia per il calcio di oggi: allora non c’erano soldi, tv, sponsor. Con uno scudetto non diventavi certo ricco. Anche se poi i valori di cui parlavo prima oggi non ci sono più”.

Secondo lei potrà esserci un altro miracolo Cagliari

“Io lo spero. Ho fiducia. Bisogna trovare l’ambiente giusto e fare mosse di mercato intelligenti. In fondo, il potere economico delle grandi c’era anche allora. Io lavoro per l’Inter ma sogno che un giorno squadre come Cagliari, Palermo, Genoa, Samp possano farcela come ce l’abbiamo fatta noi”.

E' un’utopia, lo sa?

“Uno che ha vinto uno scudetto a Cagliari non si ferma di fronte a niente".

FIORENTINA-MILAN 4-2

Fiorentina:Allenatore:Pesaola.

Milan:Allenatore:Rocco.

Arbitro:Gonella di Torino.

Reti:5'Mariani 10'Rognoni 13'Prati 58'Chiarugi 68'[Autorete] Trapattoni 73'Chiarugi.

Espulso:Rognoni (41') per fallo di reazione su Longoni.

Note:Al 36'Superchi ha respinto un calcio di rigore tirato da Prati.

INTER-NAPOLI 1-0

Inter:Allenatore:Her.Herrera.

Napoli:Allenatore:Chiappella.

Arbitro:Lattanzi di Roma.

Rete:31'Jair.

LAZIO-JUVENTUS 2-0

Lazio:Allenatore:Lorenzo.

Juventus:Allenatore:Rabitti.

Arbitro:Picasso di Chiavari.

Reti:52'Ghio 74'Chinaglia [Rigore].

Espulso:Favalli (61') per un pugno rifilato a Massa.

PALERMO-ROMA 2-2

Palermo:Allenatore:Di Bella.

Roma:Allenatore:Hel.Herrera.

Arbitro:Giunti di Arezzo.

Reti:7'Landini 12'Causio 16'Franzot 35' Troja.

SAMPDORIA-VERONA 2-1

Sampdoria:Allenatore:Bernardini.

Verona:Allenatore:Lucchi.

Arbitro:Di Tonno di Lecce.

Reti:8'Clerici 44'Frustalupi 53'Benetti.

Espulso:Fotia (77') per fallo di reazione su Mascalaito.

TORINO-BOLOGNA 1-1

Torino:Allenatore:Cadè.

Bologna:Allenatore:Fabbri.

Arbitro:Possagno di Treviso.

Reti:12'[Autorete] Poletti 69'Carelli.

Espulso:Cereser (65') per gioco violento su Bulgarelli.

CLASSIFICA:Cagliari (CAMPIONE D'ITALIA) 42 Inter 37 Juventus 37 Fiorentina 35 Milan 33 Napoli 30 Torino 30 Vicenza 27 Roma 27 Lazio 26 Bologna 25 Verona 24 Sampdoria 23 Palermo 18 Bari 17 Brescia 17.

CLASSIFICA MARCATORI:

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