Di Giampaolo Carboni.
Senza infamia e senza lode: si può sintetizzare così il 9° posto del quartetto azzurro nell’inseguimento a squadre che questa mattina a Minsk ha aperto i Mondiali su pista. Con un solo rammarico: la condizione non brillantissima del più esperto del gruppo, Marco Coledan, arrivato all'appuntamento dopo la partecipazione al Giro dell’Oman, senza lavori specifici nelle gambe. Ha dovuto così lasciare il lavoro sporco al debuttante Ignazio Moser, che ha mollato poco dopo il 3° km. E così ne ha risentito non solo il piazzamento finale, ma anche il risultato cronometrico: 4’07"793, a più di 3" dal crono fatto segnare nell’ultima prova di Coppa del Mondo (4’04"453) che, se ripetuto oggi (anche se le condizioni erano differenti), avrebbe lanciato i ragazzi di Villa nella finalina, a contendere addirittura la clamorosa medaglia di bronzo alla Danimarca.In prospettiva futura va però sottolineata la verdissima età del nostro "trenino", composto da tre atleti del ’92 (oltre a Moser, Michele Scartezzini e Liam Bertazzo) e, come età media, uno dei più giovani in assoluto. Insomma, il materiale su cui lavorare per crescere in prospettiva Rio e tutto fuorché modesto. Nell’inseguimento individuale femminile, invece, sui 3 km la 19enne Maria Giulia Confalonieri non è andata oltre il 15° e ultimo posto, in 3’49"217: ma era qui per fare esperienza e non ci si aspettava molto di più.
Dopo il nono posto del quartetto è arrivato anche il 9° di Francesco Ceci nel km da fermo, in linea con il livello attuale del marchigiano, unico uomo veloce presente ai Mondiali su pista. Questo il bilancio azzurro della prima giornata della rassegna iridata, che sui legni della Minsk Arena propone un interessante cambio generazionale, come spesso succede nell’anno postolimpico. La tradizionale sfida tra Gran Bretagna e Australia, assai rinnovate ma capaci di gettare in pista talenti a getto continuo, per ora vede in vantaggio gli "aussie", che nella finale dell’inseguimento hanno proposto un quartetto giovanissimo (81 anni in quattro), stampando comunque un significativo 3’56"751, su una pista performante ma non velocissima come quella olimpica di Londra. Per il resto, quinto titolo nell’inseguimento per la statunitense Sarah Hammer e nella velocità a squadre, conferma delle campionesse olimpiche, le tedesche Vogel e Welte, mentre nel km il francese François Pervis è riuscito finalmente a centrare l’oro dopo un argento e quattro bronzi.
RISULTATI
Uomini. Inseguimento a squadre: 1. Australia (O’Shea, Edmonson, Hepburn, Morgan) 3’56"751; 2. Gran Bretagna (Burke, Clancy, Harrison, Tennant) 4’00"967 (batt. 3’59"784); 3. Danimarca (Hansen, Folsach, Moller, Quaade) 3’59"821; 9. Italia (Coledan, Moser, Bertazzo, Scartezzini) 4’07"793.
Km: 1. François Pervis (Fra) 1’00"221; 2. Van Velthooven (Ola) 1’00"869; 3. Eilers (Ger) 1’01"450; 9. F. Ceci 1’02"703.
Donne. Inseguimento: 1. Sarah Hammer (Usa) 3’32"050 (batt. 3’30"206); 2. Cure (Aut) 3’40"685 (3’33"366); 3. Edmondson (Aus) 3’36"830 (3’34"273).
Velocità olimpica: 1. Germania (Vogel, Welte) 33"053; 2. Cina (Gong Jinjie, Guo Shuang) 33"083; 3. Gran Bretagna (James, Williamson) 33"893 (batt. 33"762).
© Riproduzione riservata.
Questo blog è a pagamento per leggere il post di vostro interesse versare almeno due euro per ogni post sul link Paypal che vi si aprirà indicando nome esatto del post ed un vostro indirizzo mail a cui spedirvi lo stesso PER CONTATTI ED INFORMAZIONI redazionesqv@tim.it
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato
Any anonymous or linked comments will NOT be published