mercoledì 20 febbraio 2013

MONTI A CAGLIARI PROMETTE INTERVENTI SPECIFICI PER LA SARDEGNA (18/02/2013)

Di Giampaolo Carboni.

«Un tavolo per la Sardegna va bene, ma, indipendentemente dai tavoli, il problema delle zone che in Italia fanno ancora fatica a svilupparsi va affrontato sia a livello generale che a livello specifico». Così il presidente del Consiglio e candidato premier per Scelta Civica nelle oramai imminenti elezioni politiche Mario Monti,ha risposto ai giornalisti accorsi a Cagliari,nel commentare la promessa fatta giovedì scorso dal leader del Partito Democratico Pier Luigi Bersani di istituire un tavolo dedicato alla Sardegna nel caso diventi premier.«A livello generale», ha spiegato Monti, «occorre avere una forte politica per la coesione territoriale. Ha fatto di più il nostro governo con un ministro per la Coesione territoriale e senza avere, di proposito, un ministro per il Mezzogiorno che tanti governi hanno avuto ma che si sono dimostrati inefficaci. Poi – ha sottolineato il premier uscente - occorrono una serie di interventi specifici per la Sardegna che abbiamo già avuto occasione di indicare».C’è un’Italia «di diritti predicati e teorici», ma l’obiettivo di Scelta Civica è quello di arrivare a realizzare un Paese con «diritti praticati e che possano essere goduti da chi verrà dopo di noi», ha detto Mario Monti.
Sono riusciti ad entrare nella sala dei congressi della Fiera di Cagliari e a mostrare al premier Monti uno striscione con la scritta «Adotta anche tu il diritto allo studio». Una ventina di studenti dell’Udu, Unione degli universitari, per pochi minuti hanno interrotto l’intervento di Mario Monti davanti ad una platea di circa duemila persone. Prima che i ragazzi lasciassero la sala, Monti ha replicato dal palco: «Il diritto allo studio è uno di quelli che una politica, che ha cercato di compiacere gli elettori, non è stata capace di garantire». Presidio e striscione dei movimenti Anti Equitalia ed Artigiani e commercianti liberi fuori dalla Fiera di Cagliari in occasione dell’incontro elettorale. «Volevamo raccontargli - spiega Andrea Impera, uno dei leader - di molte persone che si sono messe la cravatta al contrario per colpa della crisi. Volevamo chiedergli di venire a lavorare per un mese a fare il muratore con i soldi che non sai mai se bastano per la spesa. Volevamo chiedergli se è questo quello che intende per miglioramento dell’Italia».Ma Monti è già partito.

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