Di Giampaolo Carboni.
DA "LA STAMPA" DELL'11 SETTEMBRE 1975
A Milano come nel far-west con Tomas Milian nelle vesti di un estemporaneo cow-boy a cavallo di una rombante moto anziché di uno scalpitante puledro. Non si tratta di un’ardita trasposizione, ma soltanto dell’ennesimo poliziesco all’italiana forgiato sulla falsariga di un “western-spaghetti”. E difatti lo ha realizzato Umberto Lenzi divenuto ormai specialista in tutti e due i generi. Ricco di elementi spettacolari e, purtroppo, di violenza il film s’impernia sulle gesta di “Rambo”, una specie di vendicatore che agisce non per amore di giustizia (è troppo cinico e disincantato per credere in certi principi) ma per vendicare un amico investigatore privato, ucciso mentre indagava sul rapimento di un giovinetto. […] Non ci sarebbe altro da dire su questo film se non che contribuisce ad alimentare certe spinte qualunquistiche e a creare pericolose illusioni nei cittadini spaventati dalla criminalità. Al di fuori della finzione cinematografica questi “giustizieri privati” non esistono (ed è bene che sia così) o se esistono sono al servizio di ben qualificati gruppi eversivi. […]
Leo - Il Messaggero - 19/09/1975
Adesso non sono più i poliziotti a slegarsi le mani, o i padri a compiere vendette, o gli uomini della strada a fare giustizia. Arriva, chissà da dove, un certo Rambo (Tomas Milan) e per la mala è finita. Il consueto zibaldone sul tema rapimenti, rapine, omicidi si arricchisce di un personaggio estratto dal western. […] Tomas Milian, avvezzo a qualche western nostrano, non è sceso di cavallo. […] Umberto Lenzi, il regista, accumula a fasci il materiale drammatico. In bell’ordine, con montaggio preciso, immagini pulite. Ma quanto è diversa la realta!
C.R. - Il Giorno - 08/09/1975
SCHEDA DEL FILM
Il giustiziere sfida la città è un film diretto da Umberto Lenzi.Rambo (Tomas Milian), un ex delinquente forse ravveduto, fa ritorno in Milano, per andare a trovare il vecchio amico Pino Scalia (Mario Piave) e la sua famiglia. Pino ora lavora in un'agenzia di vigilanza privata ed egli, saputo che Rambo sembra avere definitivamente chiuso con il suo "passato", cerca di coinvolgerlo nella sua attività ma quest'ultimo, dopo avergli "dimostrato" di essere ancora in forma, non mostra interesse per questo tipo di vita. Nel suo girovagare tra le antiche amicizie Rambo ritrova anche Flora (Femi Benussi), una spogliarellista con la quale aveva avuto una relazione e che si dimostra ancora affezionata a lui.La vita del protagonista sembra prendere la via della "normalità" ma un evento, la morte di Pino che stava indagando sul sequestro di persona di Giampiero (Alessandro Cocco), il figlio del Dott. Marsili (Silvano Tranquilli), un importante e ricco personaggio disposto a pagare il riscatto ed a non avvertire la polizia per non mettere in pericolo la vita del bambino, lo porta a mettersi sulle tracce del suo assassino.Al fine di trovare un supporto, Rambo si reca dal suo vecchio "padrino" Paternò (Joseph Cotten) con il quale ha uno scambio di opinioni dal quale traspare un antico conto in sospeso ma, nonostante l'evidente ostilità del "figlioccio", il dialogo si chiude in modo tranquillo. Dopo inoltre avere scoperto ed ucciso l'omicida dell'amico,Philip Duval (Antonio Casale) si trova in mezzo ad una guerra tra la banda di Paternò e quella di Conti (Luciano Catenacci), l'autore del rapimento, ma le due organizzazioni si rendono presto conto del ruolo scomodo del "giustiziere" e decidono di stipulare una tregua per eliminarlo e durante la ricerca viene uccisa Flora che si rifiuta di riferire al gruppo di malviventi il suo nascondiglio.In fuga dai componenti delle due bande il giustiziere trova con uno stratagemma il sistema di mettere la polizia sulle tracce dei rapitori e, dopo un primo tentativo andato a vuoto, riesce a salvare il bambino ma il figlio di Paternò, Ciccio (Adolfo Lastretti) ,nonostante i consigli del padre, intende ancora uccidere Rambo trovando la morte in uno scontro a fuoco.L'anziano padrino ora è solo ma Rambo lo rispetta ancora e dopo avere avuto la conferma del sospetto nato dopo illoro primo incontro, ossia che Paternò ha perso la vista, gli offre la possibilità di riparare a Marsiglia presso un boss locale ma egli rifiuta preferendo il suicidio.Il giustiziere ha ora pareggiato i suoi conti e, dopo avere regalato una piccola motocicletta a Luigino Scalia (Duilio Cruciani), rimasto orfano del padre lascia, forse per sempre, la città.
Il nome del personaggio richiama quello di un film assai più noto: sei anni prima del Rambo interpretato da Sylvester Stallone, Milian lesse il libro First Blood, scritto da David Morrell dal quale poi venne tratto il film statunitense. Affascinato dalla narrativa di Morrell, Milian cercò invano di convincere i "cinematografari" del Bel Paese a produrre un film tratto dal libro con lui stesso come protagonista, ma le difficoltà apparentemente insormontabili nel ricreare una credibile cittadina nordamericana in Italia ed i costi proibitivi di girare in location fecero naufragare il progetto; come "contentino" venne promesso a Milian che il nome del suo prossimo personaggio sarebbe stato 'Rambo'. Il titolo di lavorazione originale del film era ancora più esplicito: Rambo sfida la città. In entrambi i film il personaggio di Rambo viene doppiato dall'attore Ferruccio Amendola.Il film ,secondo alcuni,è anche un omaggio a Sergio Leone ed al suo Per un pugno di dollari, del quale Il giustiziere sfida la città si può considerare una sorta di remake in chiave poliziesca.La scena della sparatoria in cui Rambo uccide Conti è girata nello stesso casolare di campagna dove è tenuta prigioniera la bambina sequestrata nel film "Il trucido e lo sbirro", film in cui troviamo di nuovo Tomas Milian per la prima volta nei panni di Er Monnezza sempre girato da Umberto Lenzi.
«Guarda Conti che la vita è un buco, si nasce da un buco, si mangia da un buco, si caca da un buco e si finisce in un buco. E da questo buco qua dipende se adesso finisci nell'ultimo buco».
(Rambo)
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