Di Giampaolo Carboni.
L'amore razionale non è amore. Sta scritto così sul sito di Zucchero che stasera ha iniziato dall'Arena di Verona (dove si esibirà anche il 1° ed il 2 maggio) il suo tour mondiale. Le parole che «Sugar» ha usato sono di José Martí, rivoluzionario ed eroe nazionale cubano, nonché autore di una raccolta di poesie, Versos sencillos, da cui sono stati tratti i versi della famosa Guantanamera. Introduzione perfetta per un triplo show partito in perfetto orario alle 21, biglietti ormai esauriti - che si basa sull'album La Sesión Cubana, l'album che ha visto Zucchero collaborare in studio a L'Havana con il produttore Don Was (già con i Rolling Stones) e una schiera di musicisti cubani (VEDI FOTO).Le tre date veronesi sono le prime del tour mondiale che avrà una lunga parte italiana che inizierà il 10 giugno da Genova e proseguirà con tappe a Bologna (11), Milano (24, Forum di Assago), Torino (25), Firenze (26), Padova (28, al PalaFabris), Rimini (29), Ancona (30) e Bolzano (2 luglio). Poi «Sugar» (anzi, «Azucar») toccherà una serie di città europee (tra le altre, Londra, Berlino, Bruxelles e Parigi), in un viaggio di una cinquantina di tappe che terminerà a fine luglio. Le prevendite sono aperte su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali (per informazioni: www.zucchero.it; www.fepgroup.it, tel. 02.4805731), ed è facile ipotizzare il tutto esaurito anche per le altre date italiane, in palasport e arene che si trasformeranno in music club dei Caraibi. LO SHOW. La scenografia è ancora top secret (nel precedente tour, Zucchero si è fatto costruire un'enorme valigia sul palco, dentro la quale suonavano tutti i musicisti) e anche le eventuali presenze sul palco (ci saranno le ballerine?). nella scaletta non mancheranno il nuovo singolo Nena (un brano latinoamericano del 1972) e la classica Guantanamera, ma anche versioni latine di brani come Un kilo, Bacco perbacco e L'urlo. I ritmi saranno quelli cubano-sudamericani: merengue, son, bolero, cha cha cha e mambo. Insomma, il riferimento non è più il soul-rhythm'n'blues anglo-americano ma il latin rock di Santana e la Cuba riletta da Ry Cooder. Nel programma delle tre serate ci sarà spazio anche per hit come Solo una sana e consapevole libidine, Con le mani e Per colpa di chi. Non potranno mancare Diamante, Così celeste e, ovviamente, Baila. Aspettiamoci sorprese, cioè reinterpretazioni di classici pop-rock, alla Zucchero ovviamente.
A Zucchero va dato il merito di aver cercato di trasporre in italiano una canzone come Guantanamera, di cui pochi conoscono la bellezza del testo. «Coltivo la rosa bianca/ In giugno come in gennaio, per l'amico sincero che mi dà la sua mano franca/ E per il crudele che mi strappa il cuore con cui vivo, non coltivo né cardi né ortiche: coltivo la rosa bianca/ Con i poveri della terra voglio dividere la mia sorte/ Il ruscello della montagna mi piace più del mare». «Quando ero piccolo non avrei mai creduto di cantare questa canzone», ha detto Zucchero alla prova zero del tour. «Al massimo la fischiettavo e canticchiandola, come forse molti di voi, dicevo "Guantanamela". Ma quando ho letto il testo, di un pensatore e filosofo cubano, mi sono innamorato: è una poesia bellissima che parla di ideali e di amicizia». E stasera,così come per i prossimi due giorni, in Arena Zucchero aspetta 12mila «amigos».
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