Di Giampaolo Carboni.
Un nucleo armato della colonna napoletana delle Brigate Rosse uccise Pino Amato a Napoli in vicolo degli Alabardieri. L'attentato fu opera di quattro brigatisti, tre uomini e una donna: Bruno Seghetti, nome di battaglia "Claudio", membro del Comitato esecutivo sceso nella città partenopea da Roma per potenziare la colonna locale, Luca Nicolotti, "Valentino", originario di Torino e attivo in precedenza nelle colonne torinese e genovese delle Brigate Rosse, Salvatore Colonna e Maria Teresa Romeo, giovani non clandestini appartenenti alla colonna napoletana. L'auto dell'assessore Amato venne bloccata in vicolo Alabadieri: tre uomini e una donna sparano ed uccidono l'assessore. I terroristi fuggono subito dopo, ma l'autista e addetto di scorta reagisce a sua volta sparando e ferendo uno degli assalitori. Il commando terrorista viene arrestato dopo un inseguimento ed una sparatoria per le vie di Napoli. Il percorso politico di Bruno Seghetti potrebbe essere preso come “archetipo” per comprendere l’evoluzione politica compiuta da tanti giovani tra i due grandi movimenti di massa del 1968/1969 e del 1977 fino all’approdo alla lotta armata. Prima il Comitato Comunista di Centocelle (Co. Co. Co.), le lotte per la casa, le occupazioni, il flirt con Potere Operaio, gli scontri con i fascisti, fino alla grande delusione elettorale del 1976 (doppia delusione: per il fallimento della lista unitaria della sinistra extraparlamentare, e per i timori del pur vittorioso Pci, le titubanze che si trasformano in una accettazione passiva di un governo monocolore democristiano). Quella stessa delusione, mista a frustrazione, provata da tantissimi giovani che sarà tra le concause dello scoppio dell’ira sessantasettina. E dell’approdo di tanti al partito armato. Tra essi anche Bruno Seghetti, militante della colonna romana delle Brigate rosse con il nome di battaglia di ‘Claudio’ a partire dall’inverno del 1976.Assieme a lui i compagni del vecchio Lapp, Lotta armata per il potere proletario, vero e proprio precursore di quella che sarà tra le colonne più numerose e attive delle Br. Seghetti (NELLA FOTO) era nel gruppo di fuoco che il 16 marzo 1978 sequestra il Presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, così come partecipa attivamente a gran parte delle azioni della colonna romana delle Br fino al suo arresto oggi quando, passato tra le fila della colonna napoletana, ‘Claudio’ partecipa all’attentato che uccise l’assessore regionale democristiano Pino Amato. Il commando però viene intercettato durante la fuga e nel successivo scontro a fuoco Seghetti viene arrestato insieme al compagno Luca Nicolotti.
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