Di Redazione.
Un evento sismico di forte intensità che colpì il Piemonte meridionale, in particolar modo le provincie di Asti e Alessandria. Due scosse nel giro di pochi istanti (4,6 e 4,8 Richter - VII Mercalli, ad un intervallo di una ventina di secondi circa l'una dall'altra, tra le 19:14 e le 19:15) seminarono il terrore tra la popolazione. L'epicentro si verificò nella zona tra Nizza Monferrato, Canelli e Acqui Terme, precisamente nei comuni di Bergamasco (Al), Cortiglione, Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo (At). Fu percepito chiaramente in tutto il Nord-Ovest, Lombardia e in parte anche fino all'Appennino Tosco-Emiliano; avvertito lievemente nella Francia sud-orientale. La scossa principale era stata preceduta da nove scosse per così dire "premonitrici", ma non superiori al terzo grado della scala Richter, ed è stata seguita da oltre cento scosse di assestamento o repliche fino al mese di ottobre, la più forte di magnitudo 3,7.
Migliaia furono le segnalazioni alla protezione civile di danni in abitazioni, edifici pubblici o chiese (alcune di queste rimaste inagibili per alcuni mesi) e diverse le evacuazioni, soprattutto nelle zone della provincia di Asti. Numerose abitazioni o edifici pubblici dichiarati parzialmente o totalmente inagibili. Diversi calcinacci e comignoli caduti per le strade (ad Asti fu travolta e distrutta una macchina da un grosso calcinaccio, fortunatamente vuota), e alcune persone ricoverate all'ospedale a causa di crisi di panico o malori dovuti allo spavento per la scossa. Il sisma fortunatamente non provocò crolli totali e non ci furono feriti gravi o vittime. I danni più rilevanti sono stati riportati ad una torre medioevale in Liguria, tra Andora e Borghetto Santo Spirito, e ad una casa rurale disabitata crollata parzialmente nell'Astigiano. E' crollato il tetto e parte della torre del Palazzo dei Marchesi Moscheni a Bergamasco e, nello stesso paese, si sono avuti gravi danni alla Parrocchia della Natività di Maria Vergine, dichiarata inagibile e riaperta dopo alcuni anni di lavoro. Centinaia di persone dormirono fuori dalle proprie abitazioni per le notti immediatamente successive alla scossa.
Il terremoto ha avuto come conseguenza immediata una congestione nel traffico telefonico, effetto di centomila chiamate in un quarto d'ora, che hanno di fatto isolato telefonicamente l'Astigiano.
In occasione del terremoto furono stanziati dal governo circa venti miliardi di lire, cioè circa 103291379,82 euro destinati ai privati per i danni causati dal sisma.
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