martedì 19 novembre 2013

EMERGENZA MALTEMPO IN SARDEGNA:DICIOTTO MORTI ED UN DISPERSO LO STATO COLPEVOLMENTE IN RITARDO (18-19/11/2013)

Di Giampaolo Carboni.
18/11/2013

L'ondata di maltempo in arrivo sull'Italia ha iniziato a farsi sentire, e tanto, partendo dalla Sardegna. Un ciclone, accompagnato da ore e ore di abbondanti piogge hanno provocato esondazioni e allagamenti che hanno costretto l'Anas a chiudere tratti di alcune strade statali. Forti disagi anche sulla rete stradale e ferroviaria e nei collegamenti aerei e marittimi, mentre la furia delle acque fa crollare ponti, isola paesi e frazioni, fa chiudere le scuole. E uccide. E' strage a Monte Pino, in provincia di Olbia-Tempio. Nel crollo di un ponte sono rimaste coinvolte due automobili, una delle quali è stata risucchiata dalla voragine che si è formata. I vigili del fuoco hanno recuperato senza problemi tre poliziotti, mentre il corpo del quarto è stato ritrovato senza vita. Nello stesso incidente hanno perso la vita altre tre persone. Sono marito, moglie e suocera, trovati privi di vita all'interno di un furgone.
Sono almeno quattro i dispersi secondo i dati forniti dalla Protezione civile. C'è anche una intera famiglia brasiliana. Si tratta di una donna con due bambini di Arzachena. E' questo l'ultimo bilancio della Protezione Civile regionale. I soccorsi, secondo quanto si è appreso, proseguiranno ininterrottamente per tutta la notte.Ad Olbia, secondo la Protezione civile, almeno altre due donne risultano disperse. Voci, non ancora confermate, parlano anche di altre gravi situazioni per auto bloccate sulle strade dalla piena dei torrenti. Un bilancio che potrebbe ulteriormente aggravarsi, perché le ricerche proseguono in condizioni avverse, in zone difficilmente raggiungibili per il maltempo.
"Non posso confermare il numero dei morti, di sicuro ci sono vittime e diversi dispersi. Sulla città si è abbattuta una vera bomba d'acqua con una intensità spropositata". Così il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli in una intervista al Tg3 Linea Notte che ha dedicato un'edizione straordinaria al maltempo in Sardegna con un bilancio provvisorio di 9 morti e almeno 10 dispersi.La Sardegna si conferma,ancora una volta,terra dimenticata dallo stato e dai media che pure prendono il canone dai cittadini sardi esattamente come da quelli delle altre diciannove regioni d'Italia per avere una non-informazione (meglio Alfano e Vespa a Raiuno o l'imperdibile e non rinviabile concerto dei Modà su Raidue)
Il sindaco ha ad ogni modo spiegato che il nubifragio ha provocato l'esondazione di molti fiumi e corsi d'acqua sommergendo gran parte della città. Ampi tratti di strada sono sprofondati con smottamenti larghi anche 50 metri: è qui, ha confermato Giovannelli, che si è registrato il maggior numero di vittime tra gli automobilisti di passaggio. "Anche nella zona centrale della città si è avuta una vittima - ha proseguito il sindaco - l'acqua in alcuni punti ha raggiunto i 2 metri, allagando i primi piani delle case. Tutta la macchina dei soccorsi è stata attivata dalla Protezione Civile e 118, c'è una forte mobilitazione - ha spiegato Giovannelli - ma una situazione così drammatica non ce l'aspettavamo. Domani purtroppo comincerà la conta dei danni e soprattutto quella del numero esatto dei morti". Al momento dell'intervista il sindaco ha detto che il maltempo sta concedendo una tregua. Gli organismi interessati sono riuniti nella centrale operativa del comune da questo pomeriggio. Straordinario è stato definito dallo stesso primo cittadino il lavoro dei vigili del fuoco."Persino la Capitaneria di porto è intervenuta con i propri mezzi - ha poi proseguito Giovanelli - lungo le vie della città trasformate in grandi corsi d'acqua. Ribadisco - ha concluso il sindaco - che stiamo subendo gli effetti di un evento straordinario. Già stamattina avevo emesso un decreto per la dichiarazione dello stato di calamità naturale emettendo le opportune ordinanze".
"I morti sono nove e diversi i dispersi". Questo il bilancio confermato dal capo della Protezione Civile regionale Giorgio Cicalò del maltempo che ha sconvolto la Sardegna. "Il ciclone ha investito tutto l'est dell'isola - ha spiegato Cicalò in una intervista al Tg3-Linea Notte - in particolare il cono Olbia-Torpè dove gli interventi di messa in sicurezza delle persone stanno proseguendo anche ora". Il responsabile della Protezione Civile ha confermato l'avvio di tutti i piani di accoglienza per la popolazione sfollata con l'apertura di centri nelle zone più colpite e l'utilizzo di palestre o altri centri pubblici."Quanto alle vittime - ha precisato Cicalò - sono confermati i sei morti ad Olbia e quello a Uras. Da confermare ufficialmente un decesso a Oliena e uno a Torpè". "Il ciclone ha investito tutto l'est dell'isola - ha spiegato Cicalò - in particolare il cono Olbia-Torpè dove gli interventi di messa in sicurezza delle persone stanno proseguendo anche ora". Il responsabile della Protezione Civile ha confermato l'avvio di tutti i piani di accoglienza per la popolazione sfollata con l'apertura di centri nelle zone più colpite e l'utilizzo di palestre o altri centri pubblici. Il capo della Protezione Civile ha sottolineato che in queste ore gli sforzi si stanno concentrando su Torpè, colpita anche da un totale black-out elettrico e Olbia con buona parte della città completamente sommersa dall'acqua.
Il capo della Protezione Civile ha infine sottolineato che in queste ore gli sforzi si stanno concentrando su Torpè, colpita anche da un totale black-out elettrico (black-out che si verificano continuamente in diverse zone dell'isola) ed Olbia,la città maggiormente colpita anche nel tragico bilancio delle vittime,con buona parte della città completamente sommersa dall'acqua.
Una donna di 64 anni trovata morta nella sua casa allagata a Uras, in provincia di Oristano, uno dei centri più colpiti, dove in molti trascorreranno la notte in una palestra. Il marito della donna è ricoverato all'ospedale di Oristano in stato di ipotermia. Il corpo della donna è stato recuperato in un'abitazione allagata della via Sassari. La seconda vittima a Torpè, in provincia di Nuoro, dove hanno ceduto gli argini del rio Posada e l'ondata è arrivata nella parte bassa del paese: un'anziana di 90 anni è stata ritrovata morta nella sua abitazione invasa dall'acqua. Altre tre persone sono morte in Gallura, due a Olbia- mamma e figlia ritrovate dentro un'auto travolta dalla furia dell'acqua - e un uomo a Telti, in seguito anche in questo caso al crollo di un ponte.
Sempre ad Olbia ci sono case allagate in tutto il centro abitato e la situazione, a quanto pare, sta peggiorando. Vigili del fuoco, protezione civile e forze dell'ordine stanno fronteggiando l'emergenza. In alcune zone l'acqua ha superato i 3 metri d'altezza e per salvare i residenti, molti anziani, si è reso necessario l'intervento dei gommoni della capitaneria di porto di Olbia. Diverse persone, intrappolate nelle auto semisommerse dall'acqua, sono state tratte in salvo sulle direttrici per Tempio e Telti. Entrambe le strade non sono transitabili. Tutti i corsi d'acqua che attraversano la città sono esondati e seri disagi si registrano nelle campagne, anche per la difficoltà a raggiungere le abitazioni. Isolate le borgate di Raica e Putzolu. Problemi anche a San Giovanni e Pittulongu. Mentre nella scuola elementare di Maria Rocca, allagata, la Protezione civile è intervenuta nel primo pomeriggio per far uscire gli alunni da un ingresso secondario.Le scuole di tutto il territorio comunale, domani, resteranno chiuse su disposizione del sindaco di Olbia che sta predisponendo l'ordinanza. Sopralluoghi sono in corso negli asili comunali per verificare i danni. Un gruppo di bambini che lo scuolabus non è riuscito a riportare a casa trascorreranno la notte in alcuni alberghi della città. La centrale operativa comunale è riunita permanentemente da stamani. L'assessore alla Protezione civile, Ivana Russu, invita la cittadinanza a usare prudenza e, se possibile, non uscire di casa.L'amministrazione ha anche lanciato un appello ai cittadini a non intasare i centralini del pronto intervento con segnalazioni di allagamenti minori e invitato gli olbiesi a soggiornare nei piani alti, vista l'impossibilità di far fronte a tutte le richieste di soccorso. Al momento si segnalano interruzioni dell'energia elettrica e nelle linee telefoniche.Mentre la città si è mobilitata creando su Facebook un gruppo "Apriamo le nostre case ai nostri concittadini" dove si mettono a disposizione posti letto per le centinaia di sfollati.
La situazione è pesante anche nella provincia di Nuoro, dove tutte le strade hanno subito danni e soltanto domani, se il tempo darà una tregua, si potrà fare la conta di un disastro meteorologico annunciato.In nottata fortunatamente le piogge son cessate in molte zone e nelle rimanenti son diminuite di intensità.Sono stati tratti in salvo due allevatori, padre e figlio, travolti da un fiume in piena a Onanì e dati per dispersi. Sotto osservazione le dighe, quella di Preda e Ottoni in particolare, perché il Cedrino nei paesi della Baronia fa sempre paura. Domani a Nuoro gli studenti non entreranno in classe, dopo l'ordinanza del Sindaco, Sandro Bianchi, che comunque non chiude le scuole. In città il sindaco ha ordinato la chiusura di tutte le scuole per la giornata di domani dando incarico alla Protezione Civile di effettuare il censimento dei danni causati dal maltempo. Anche qui, il Comune invita i cittadini a non usare l'auto e a restare in casa.In provincia sono crollati alcuni ponti sulla Ss 129 e sulla provinciale 22 che hanno isolato il paese di Oliena nelle zone di Malasuddas, Morgheri, Sa trave, Locoe. Le strade sono presidiate dai carabinieri. L'acqua in alcuni punti sfiora il piano stradale. Allerta anche in Ogliastra dove da stamani è chiusa per un tratto nella zona di Pira-Onne la Statale 389 Nuoro-Lanusei.
Il crollo di un ponte ad Argo in Pietro al km 25,050 ha costretto l'Anas ha chiudere la statale 129 "Trasversale sarda", mentre sulla 387 "del Gerrei" è stato istituito il senso unico alternato al km 37,700 a causa di una frana. Problemi anche sulla Carlo Felice, chiusa al traffico nell'Oristanese, in entrambe le direzione, fra il km 108 e il km 109 per un allagamento. Il traffico è stato deviato su strade secondarie. Le abbondanti piogge hanno causato una situazione analoga sulla 131 Dcn Abbasanta-Olbia, chiusa in entrambi i sensi di marcia dal km 50 al km 70, nel Nuorese. Nel capoluogo barbaricino, intanto, il comune ha invitato i nuoresi a limitare il più possibile gli spostamenti in auto, mentre a Cagliari l'amministrazione ha chiuso la piscina comunale di Terramaini fino alle 12 di domani, anche per lasciare i parcheggi vicini liberi per i mezzi di soccorso della Protezione civile.Nel Medio Campidano, dove sono state evacuate per precauzione alcune case di campagna, è stata chiusa al traffico la strada statale 196 "di Villacidro", fra il km 9 e il km 20. Personale dell'Anas è al lavoro per ripristinare la circolazione interrotta anche sulla statale 198 "di Seui e Lanusei" al km 43,700, sulla 389 Nuoro-Lanusei, fra i km 65 e 75, e sulla statale 293 "di Giba" dal km 8,500 al km 40.
Situazioni critiche si segnalano nell'Oristanese a Solarussa,Terralba e San Nicolò D'Arcidano ed in pieno Campidano nei comuni di Ballao e Dolianova.Disagi si registrano anche sulle reti ferroviarie dell'isola. I treni si sono fermati per 50 minuti, dalle 11.40 alle 12.30 sulla tratta Decimomannu-Iglesias, tra le stazioni di Decimo e Siliqua, a causa dell'allagamento dei binari. E' ancora bloccata, invece, la circolazione ferroviaria fra le stazioni di San Gavino e Marrubiu, sulla linea Cagliari-Oristano.
Un treno regionale con a bordo 18 viaggiatori è invece fermo dalle 17.20 a 1 km dalla stazione di Enas, in provincia di Olbia, a causa dell'esondazione di un torrente che ha allagato i binari. Circolazione bloccata dalle 18.50 anche tra Paulilatino e Solarussa a causa di una frana. Sempre nell'Oristanese registrati problemi anche nei passaggi a livello e nei sistemi di segnalamento, a causa dell'intensa attività elettrica durante i temporali che si sono abbattuti nella provincia. Trenitalia ha messo a disposizione dei viaggiatori autobus sostitutivi.Dalle 14.10 i treni non viaggiano neanche sulla Chilivani-Porto Torres, nel Sassarese, dove il regionale 8947 (che viaggiava sulla linea Sassari-Olbia) è stato bloccato da un cavo del gestore della rete elettrica caduto sui binari, tra Sassari e la località Scala di Giocca. Le squadre di Rete ferroviaria italiana sono al lavoro per ripristinare la funzionalità delle linee.
Criticità anche sul fronte trasporto aereo. All'aeroporto di Cagliari-Elmas quattro voli non sono riusciti ad atterrare a causa della scarsa visibilità, per i fulmini e i campi magnetici a bassa quota, non sono riusciti ad atterrare all'aeroporto di Elmas. Sono rimasti in volo all'altezza di Capo Carbonara e poi sono tornati negli aeroporti di partenza. I passeggeri sono stati dirottati su altri voli diretti in Sardegna nelle ore successive. Problemi anche a Bologna per un volo diretto a Cagliari e poi dirottato sull'aeroporto di Olbia. Lo spostamento dei voli ha innescato molti ritardi, i passeggeri sono rimasti bloccati per ore nei vari aeroporti.
Problemi anche ai collegamenti marittimi. La nave Tirrenia che doveva partire da Civitavecchia per Cagliari stasera è rimasta in porto e partirà domani. I passeggeri rimarranno a bordo in attesa della partenza.L'ondata di maltempo sta creando numerosi problemi alle linee elettriche, con black-out in molte zone dell'isola. L'Enel ha messo in campo oltre 500 uomini fra tecnici, operai, incaricati del Centro Operativo, responsabili, operatori delle segnalazioni guasti e personale delle imprese esterne.Nella sola giornata di lunedì 18 ben 10000 fulmini son caduti nel territorio regionale con i tecnici che stanno svolgendo da ore e ore un lavoro intenso in avverse condizioni meteo. Persistono temporali diffusi, fulmini e forte vento che rendono impraticabili alcune zone dell'isola. L'intervento dei tecnici proseguirà senza sosta fino al rientro dell'emergenza meteo. L'Enel ricorda che è sempre attivo il numero verde di segnalazione guasti 803 500.
Diverse segnalazioni da parte degli allevatori sono state ricevute anche da Coldiretti. "Le situazioni più critiche - riferisce Aldo Manunta, direttore della Coldiretti Nuoro Ogliastra - le abbiamo nel Nuorese con particolari problemi a Oliena ed Orgosolo e nell'alta Ogliastra come a Villagrande Strisaili con allagamenti e strade rurali spazzate via dai torrenti in piena"."Non trovare le risposte dovute dagli organi competenti è disarmante. Domani qualcuno credo debba dare delle risposte...Siamo soli...Una vergogna", è invece il commento, affidato a Facebook, di Giovanni Santo Porcu, sindaco di Galtellì (Nu), dove sono state evacuate 80 famiglie per l'esondazione del fiume Cedrino. Sul posto i carabinieri della compagnia di Siniscola, protezione civile e vigili del fuoco.
Al telefono col capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, il presidente del Consiglio, Enrico Letta,arrivato sul pezzo quando la frittata era oramai fatta,è stato informato dell'evolversi della situazione e delle operazioni messe in campo dalla Protezione civile. Entrambi hanno concordato sul fatto che il governo si impegna a seguire l'emergenza in modo sistematico anche nelle prossime ore.Durante la notte il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci,troppo impegnato a promozione il nuovo Ppr regionale oggi a Cagliari piuttosto che verificare le puntuali allerte meteo arrivate dalla Protezione Civile nei giorni scorsi (lui come tutti gli altri sia ben chiaro),ha effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dalla perturbazione. Ancora non si conosce il percorso del governatore, che intende rendersi conto di persona dei danni e dell'area interessata.

OLBIA PIANGE 7 MORTI,ANNEGATE MADRE E FIGLIA (DA "LA NUOVA SARDEGNA")

La tempesta perfetta sarda, Cleopatra, era annunciata da tempo, ma le esondazioni della regina del Nilo hanno preteso un tragico tributo di morti e di danni. Dieci le persone decedute nell'isola, di cui sette in Gallura, numerosi – come ha confermato dopo mezzanotte la Protezione civile – i dispersi trascinati chissà dove dalle spaventose alluvioni che hanno devastato la fascia più colpita dal ciclone, quella orientale dell'isola, con crolli di ponti e sbancamenti di strade. L'elenco delle tragedie si apre con una madre e una bimba in tenera età, moglie e figlia di un agente di polizia, affogate dentro la loro Smart che, poco dopo le quattro del pomeriggio di ieri – ora in cui la tempesta si abbatteva su Olbia – transitava in via Cina. La violenza dell'acqua ha travolto l'utilitaria, il marito è riuscito a salvarsi mentre la donna e la bambina sono rimaste incastrate dentro l'abitacolo. La corsa di vigili del fuoco e polizia municipale per salvarle si è scontrata contro il muro d'acqua che ha bloccato prima l'auto del comandante dei vigili Gianni Serra in via Vittorio Veneto (la cui parte periferica, a tarda sera, è stata spazzata via dalla furia delle acque) e poi un fuoristrada dei vigili del fuoco, che hanno, inutilmente, cercato di individuare l'utilitaria in quel mare di fango e acqua. Altre tre persone sono morte (marito, moglie e suocera) sulla Olbia-Tempio, nella voragine venutasi a creare sulla strada di Monte Pinu, a Santa Lucia (vedi articolo nella pagina a destra). Una sesta vittima è stata trovata ieri sera dentro casa, in via Lazio. Si tratta di una anziana donna affogata mentre cercava di abbandonare il suo appartamentino al piano terra. A tarda sera si è scoperto un altro cadavere, un uomo travolto dal nubifragio nella frazione di Raica. Le scene da incubo, sino a notte fonda, sono state vissute a Olbia da migliaia di persone, in balia di un nubifragio che ha creato mille difficoltà ai soccorsi, a loro volta bloccati dai canali in piena, dai rigagnoli trasformati in torrenti e dalle strade sommerse da oltre due metri d'acqua. Allo stremato gruppo di volontari della Protezione civile, vigili del fuoco, vigili urbani, poliziotti, carabinieri e militari della guardia costiera si sono aggiunti, a notte fonda, i genieri e i soldati dalla Brigata Sassari, giunti con tende, l'ospedale da campo e i ponti mobili da Sassari e Macomer. Il comitato di crisi costituito in Comune dal sindaco Gianni Giovannelli, che ha convocato il vice prefetto, i responsabili di vigili del fuoco, carabinieri, polizia locale e di Stato, della direzione marittima e della protezione civile, ha coordinato le operazioni di soccorso che erano già state avviate sin dal primo mattino, quando la pioggia era intensa ma non torrenziale. Le storie di piccolo e grande eroismo si sono succedute con un ritmo incalzante, a mano a mano che l'acqua, sempre più alta, raggiungeva i primi piani delle zone centrali di Olbia. Una quarantina le persone ricoverate in ospedale per sintomi di asfissia e ipotermia, essendo rimaste per ore in balia dell'acqua gelida. Una impiegata della Asl deve la vita alla fortunata circostanza che ha portato la sua auto – una utilitaria travolta da un vero e proprio fiume d'acqua – a finire contro un albero. La donna è riuscita ad aggrapparsi ai rami ed è stata tratta in salvo da un gommone della guardia costiera. Una anziana pensionata di 89 anni è stata invece capace di alzarsi dal letto per salire sul tavolo della cucina, inondato dall'acqua. L'hanno trovata i volontari della Protezione civile a tarda sera, quando ormai le ultime forze stavano per abbandonarla. Altrettanta fortuna hanno avuto due fratellini di 5 e 6 anni che, in auto con il loro padre, sono stato travolti in via Vittorio Veneto dalla furia dell'acqua. Il torrente li ha sbalzati sulla chioma di un albero, dove i due ragazzini sono riusciti ad appigliarsi ai rami. Il padre, invece, è stato soccorso a centinaia di metri di distanza.

IL PONTE CEDE,AGENTE MUORE DENTRO L'AUTO (DA "LA NUOVA SARDEGNA")

Il ponte di Oloè si è spaccato all’improvviso. Una voragine profonda ha tagliato in due la strada che collega Oliena con Dorgali e si è inghiottita l’auto che stava percorrendo il ponte: un fuoristrada della Polizia con 4 agenti a bordo. Luca Tanzi, 40 anni, di Urzulei ma residente a Nuoro, assistente capo, è morto sul colpo. Incastrato tra le lamiere del fuoristrada precipitato nella voragine profonda una decina di metri. Il conducente del fuoristrada, Gavino Chighine, 30 anni, di Thiesi, è ricoverato all’ospedale civile di Nuoro per le gravi ferite alla testa riportate nel tremendo schianto contro il pilone del ponte. Feriti gravemente anche gli altri due agenti che si trovavano nei sedili posteriori: Gavino Virdis di Bono e Mirko Piccino, entrambi ricoverati al San Francesco. Il tragico incidente è accaduto intorno alle 20, quando sulla zona infuriava la tempesta che ha flagellato per tutta la giornata la Sardegna. I quattro agenti a bordo del fuoristrada erano impegnati sul fronte dei soccorsi e stavano rientrando a Nuoro per scortare un’ambulanza della Croce Verde di Dorgali che stava accompagnando due giovani rimasti feriti in un incidente a Irgoli. Un giro lungo e pericoloso, su una strada costellata di frane e detriti e trasformata in fiume. L’ambulanza si era appena infilata nel ponte di Oloè e il fuoristrada della polizia la seguiva a breve distanza quando la strada è crollata all’improvviso. Una voragine enorme che non ha dato alcuna possibilità di scampo all’auto della polizia, che ci è finita dentro. Luca Tanzi, il capopattuglia, era seduto accanto al conducente e nello schianto è morto sul colpo, feriti gli altri tre poliziotti incastrati nell’abitacolo del fuoristrada in bilico nel vuoto. L’allarme è stato immediato e sul posto sono arrivati vigili del fuoco, ambulanze e agenti. Le operazioni di soccorso sono state difficilissime per paura di altri crolli. I soccorritori si sono calati con le funi per raggiungere i quattro. Per Luca Tanzi non c’era più nulla da fare: troppo forte l’impatto contro il pilone di cemento. Feriti gravemente anche gli altri tre. Sul ponte di Oloè sono arrivati anche il vicequestore Pasquale Di Donato e altri funzionari della questura di Nuoro, grande la disperazione dei colleghi. Luca Tanzi era un agente cocosciuto e benvoluto. Originario di Urzulei, assistente capo della polizia, in servizio alla squadriglia della questura,spesso in servizio nelle campagne del Nuorese, a caccia di banditi e latitanti. Ex sindacalista provinciale del Silp-Cgil, generoso, amante dello sport, e del calcio. Luca Tanzi, in questura a Nuoro, lo ricordano tutti con affetto. Quarant’anni compiuti un mese fa, moglie e due figli, il tempo libero lo trascorreva sui campi di calcio, nel ruolo di portiere e di preparatore dei portieri. Aveva allenato anche i numeri uno della Nuorese, della Corrasi e di altre squadre. Ovunque ha sempre lasciato il ricordo di una persona grintosa e appassionata. «Era uno che non si faceva mettere i piedi in testa e che si spendeva tanto sul lavoro» dice chi l’ha conosciuto bene. La notizia della sua scomparsa ha colpito tutti e in pochi istanti ha fatto il giro di Nuoro e provincia. In pochi istanti, sulla sua pagina Facebook sono comparsi i saluti commossi dei suoi tantissimi amici. «Onore a te che, fino in fondo, hai svolto il tuo dovere. Riposa in pace, Luca» è uno dei tanti messaggi. Insieme a «Ciao, Luca, adesso la squadra di calcio seria la troverai di sicuro..... e giocherai su campi bellissimi».

SCOMPARE TRAVOLTO DA UN'ONDA (DA "LA NUOVA SARDEGNA")

Lo cercano ancora dal pomeriggio di ieri, da quando è stato travolto da un’onda d’acqua e fango che lo ha portato via. Un operaio e imbianchino di Bitti, Giovanni Farre, noto Jhon Ferry, di 62 anni, sposato e padre di due figli, voce del coro Polifonico Oches de s’Annossata del maestro Sebastiano Delai, con alle spalle una lunga esperienza canora anche con altri gruppi locali, in un attimo è sparito inghiottito dalla furia del torrente Rio Mannu che ha rotto gli argini. Giovanni Farre era in compagnia del figlio Marco, 30 anni, che è riuscito ad aggrapparsi al ramo di un albero, rimanendo appeso per diversi minuti, finchè le forze non hanno ceduto. Ha visto sparire il padre sotto i suoi occhi. Lui, Marco, è stato trovato circa un’ora dopo, a valle, dai soccorritori che li cercavano da ore. Il trentenne è stato trasportato in ambulanza all'ospedale San Francesco ancora in stato di choc, le ferite però non sono gravi. Sono invece proseguite fino a tarda notte le ricerche dell'operaio ma senza alcun esito. Tutto è successo a circa 4 chilometri dal paese, in località Sa Pischina de S’Eliche, dove Farre ha un podere, con un orto, un frutteto e diversi capi di bestiame. Come ogni giorno, anche ieri, l’imbianchino si è recato in campagna insieme al figlio, per sistemare la piccola azienda. Sono riusciti a raggiungere il podere con difficoltà perché già dalle prime ore del pomeriggio la situazione, soprattutto nelle campagne, era critica. Padre e figlio però hanno proseguito per mettere in sicurezza la loro campagna ma non avevano fatto i conti con il fiume che gonfio d'acqua li ha travolti. Marco con un colpo di reni è riuscito a raggiungere il ramo di un albero e a salvarsi, mentre il padre, si è fatto trasportare dalla corrente sparendo nel nulla. Non vedendoli tornare a casa la moglie di Giovanni Farre ha dato l'allarme. La notizia si è diffusa immediatamente e in paese c’è stata mobilitazione generale: amici, conoscenti, forze dell’ordine (carabinieri e vigili del fuoco) hanno battuto la zona, palmo a palmo, nonostante la forte difficoltà. Hanno trovato il giovane, stremato ma vivo. Del padre nessuna traccia.

BASSA BARONIA,IL CEDRINO FA PAURA (DA "LA NUOVA SARDEGNA")

Questa volta nei paesi della bassa Baronia la paura dell'alluvione è arrivata dai monti e dopo una mattina di grande apprensione per il livello dei fiumi che saliva preoccupantemente, in serata la situazione ha rischiato di degenerare. Il Cedrino e il Sologo sono straripati in diversi punti allagando una quarantina di case nel centro abitato di Galtelli. Per fortuna, i forti venti di mare che hanno soffiato per tutta la giornata, avevano tenuto comunque lontana dai cinque paesi della valle del Cedrino la bomba d'acqua che ha invece investito tutta la Barbagia e l'alta Baronia. Ma se il vento ha tenuto alte le nubi sulla costa ha invece provocato una fortissima mareggiata che ha ostacolato il deflusso del Cedrino verso il mare nonostante da ieri mattina il comune di Orosei avesse provveduto ad aprire un varco con gli escavatori nella spiaggia centrale della Marina. Così la contemporanea apertura dello scarico della diga di Preda 'e Othoni sul Cedrino (che alle 12 aveva già raggiunto la quota critica di 103 metri sul livello del mare e alle 20 era salita sino a 115) e la straripante piena del suo affluente Sologo (che ha esondato in diversi punti) hanno fatto scattare l'allarme rosso in tutti i paesi a valle dell'invaso. Per precauzione, sempre ieri, sono state sospese le lezioni nelle scuole di Orosei, Irgoli, Galtelli e Onifai mentre in ogni municipio era allestito un centro di coordinamento per essere pronti ad intervenire nei casi più a rischio. La situazione è andata peggiorando col passare delle ore, con il livello dei due fiumi e dei vari torrenti che vi confluiscono destinato a salire a vista d'occhio facendo temere il peggio. Verso le 17 dalla prefettura di Nuoro è arrivata ad Orosei l'ordinanza di evacuazione per le abitazioni nelle strade più basse dei paesi mentre il Cedrino esondava in alcuni tratti allagando case e negozi ad Onifai e appunto una quarantina di case a Galtelli. Sempre a Orosei il rischio maggiore è dovuto dalle precarie condizioni di staticità del tratto finale dell'argine destro del fiume Cedrino che potrebbe collassare da un momento all' altro.
DONNA ANNEGA PER AIUTARE IL MARITO (DA "LA NUOVA SARDEGNA")

Il corpo senza vita di Vannina Figus galleggiava nella cucina al piano terra. Poco distante, ad un passo dalla morte, il marito Piero Pia era immobile, ormai incosciente, quando i vigili del fuoco sono arrivati per salvarlo. L’inferno di Uras, ieri, non era fatto di fiamme. Era un mare d’acqua e di fango che ha distrutto mezzo paese, sradicato alberi, cancellato greggi, devastato aziende zootecniche, agricole e artigiane. Uras era l’inferno e via Sassari la sua faccia più crudele. È lì che Vannina Figus, 64 anni, e il marito Piero Pia stavano passando uno dei tanti pomeriggi assieme. La pioggia e le condizioni di salute non consigliavano certo una passeggiata, ma quella stessa pioggia avrebbe trasformato la casa in una trappola alla quale in paese nessuno sa comunque dare una spiegazione. Via Sassari è una stradina in discesa, lunga una trentina di metri. La casa dei due coniugi si trova proprio in un punto in cui il terreno spiana. Lì l’acqua ha iniziato ad accumularsi più che in altri punti. Eppure sarebbe bastato fare le scale e salire al primo piano per scampare al pericolo. No, Vannina Figus, nonostante fosse in buona salute al contrario del marito, non è riuscita a fare quei gradini per mettersi in salvo. Forse la potenza dell’acqua l’ha travolta, forse si è spaventata a tal punto da non riuscire a prendere una decisione, o forse è voluta rimanere accanto al marito perché quest’ultimo aveva bisogno di sostegno viste le sue non perfette condizioni di salute e l’incapacità di camminare in situazioni difficili. Ipotesi, perché cosa sia successo nel primo pomeriggio di ieri resta un mistero. Era troppo tardi quando finalmente, dopo inutili tentativi di chiamare la casa della mamma perché a Uras non c’era possibilità di collegamenti telefonici e tutto il paese era impegnato nel salvare il salvabile, il figlio è riuscito a dare l’allarme per quel silenzio che ormai suonava troppo sinistro. Verso le sei i vigili del fuoco sono entrati nella casa di via Sassari, ma hanno potuto salvare solamente Piero Pia che adesso è ricoverato a Cagliari in condizioni critiche. L’anziano ha rischiato di morire per ipotermia, dopo essere rimasto per ore immerso sino al busto nell’acqua gelida e marrone che gli impediva di compiere qualsiasi movimento. La salma di Vannina Figus è stata poi trasportata in municipio, dov’era stato allestito il quartier generale dell’intera macchina dei soccorsi, guidata dal sindaco Gerardo Casciu affiancato da tutte le forze dell’ordine – forestale, carabinieri, Esercito, Cacciatori di Sardegna – e dalla protezione civile. Verso le 20, il medico ha ispezionato il cadavere accertando che la morte è dovuta ad annegamento, fatto che comunque non esclude che alla base ci possa essere stato un malore o un incidente. Poi la salma è stata portata nella camera mortuaria del cimitero, dove i parenti e gli amici l’hanno vegliata per tutta la notte, in attesa di notizie confortanti sulle condizioni di Piero Pia. Intanto i vicini di casa hanno continuato ad interrogarsi su cosa potesse essere accaduto. «Il marito aveva grosse difficoltà a camminare – spiega il dirimpettaio Dino Scanu, che per uscire di casa deve saltare da una finestra sul muro di cinta – ma lei no. Bastava che salisse al primo piano e si sarebbe salvata. Chissà cos’è successo lì dentro». La risposta non arriverà, ma la cosa più tragica è che Uras non ha nemmeno il tempo per piangere Vannina Figus. La notte già arrivata non è diversa dal giorno. L’emergenza pioggia è cessata, il rio Tanis e il rio Cracheras non spaventano più, ma il disastro porta con sè anche una lunga serie di disagi. Una ventina di persone ha dormito nella palestra comunale, altre che avevano le case inagibili si sono arrangiate grazie alla solidarietà di amici e parenti. Mezzo paese è rimasto al buio, con l’illuminazione pubblica in tilt e tante case in cui le candele sono state l’unica fonte di luce. Il buio ha nascosto anche la devastazione nelle campagne, dove un gregge è stato spazzato via dalla furia dell’acqua. «È successo tutto in una decina di minuti – racconta l’allevatore Vincenzo Statzu –. Ho provato a mettere in salvo gli animali per un attimo, poi ho capito che non potevo stare lì. In pochissimo tempo l’acqua ha portato via tutto. Non è rimasto più nulla». L’oscurità ha solo spostato di qualche ora il momento in cui gli occhi avranno visto quello che, ieri, hanno solo intuito tra le ombre della sera e l’impossibilità di guardarsi attorno per mettere anche un solo oggetto in salvo.

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19/11/2013
Sono sei, secondo i dati delle 20.40  della Protezione Civile, le vittime accertate dell'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Sardegna. "La situazione in tutta l'isola è caotica - ha detto il governatore Cappellacci - Si tratta come hanno spiegato gli esperti,di una piena millenaria che si verifica molto raramente. Le ultime quattro vittime sono tutte di una stessa famiglia di Arzachena". 
Tranquilli,è lo stesso Cappellacci che,appena tre mesi fa,con la sua giunta regionale ha deciso,in data 12 agosto 2013 (VEDI FOTO),la revoca dei finanziamenti per il riassetto idrogeologicomlo stesso Cappellacci che dallo scorso 21 settembre 2012 è pure Presidente della Commissione Enve (Commission for the Environment, Climate Change and Energy ovvero sia della Commissione per l'Ambiente, il Cambiamento Climatico e l'Energia).
Il ciclone Cleopatra da lunedì scorso sta portando forti temporali e piogge abbondantissime, causa di esondazioni e imponenti allagamenti, soprattutto in Gallura, nel Nuorese, nell'Oristanese e in Ogliastra. La zona più colpita e' quella attorno a Olbia, dove si contano 7 morti. Altre quattro persone hanno perso la vita nella vicina Arzachena, in Costa Smeralda. Nell'Oristanese un'anziana e' stata trovata morta nella sua casa allagata a Uras. A Torpe', nel Nuorese, oltre a una vittima si cerca un disperso, cosi' come uno a Olbia e un altro in provincia di Nuoro, a Onani'. Nella citta' gallurese e' arrivato dopo mezzanotte il presidente della Regione Ugo Cappellacci, che poi si spostera' in altre zone colpite dalle alluvioni. Una delle vittime del Nuorese e' un poliziotto della questura di Nuoro, morto in un incidente sulla strada provinciale per Dorgali, quando l'auto su cui viaggiava con tre colleghi, mentre la pattuglia scortava un'ambulanza, e' precipitata per alcune decine di metri da un ponte, per il cedimento di una delle campate. Il poliziotto, un assistente capo e capopattuglia, 40 anni, lascia la moglie e due figli. 
I tre colleghi sono ricoverati in ospedale. In Gallura, tre persone nel crollo di un ponte, sulla Strada Provinciale 38 Olbia-Tempio Pausania: sono una coppia e un'altra donna che viaggiavano a bordo di un furgone. Altre due persone sono morto nella loro auto, una Smart, travolta dall'onda di piena in via Cina, alle spalle dello stadio Comunale. Una donna e sua figlia sono state ritrovate morte. Il padre della piccola, un poliziotto, e' invece riuscito a mettersi in salvo. Un'anziana donna e' stata ritrovata priva di vita in via Lazio nella sua abitazione invasa dall'acqua. Il bilancio delle vittime e' ancora provvisorio.
La Cei ha intanto stanziato un milione di euro dai fondi derivati dall'otto per mille come prima risposta solidale alla tragedia che ha colpito nelle scorse ore il Nord-Est della Sardegna.

"La Sardegna, sommersa da bombe d'acqua, si sveglia con un drammatico bilancio di vittime che e' un bollettino di guerra: 17 vittime e molti dispersi. E' una guerra climatica che, anno dopo anno, si fa sempre piu' intensa anche in Italia con eventi atmosferici di tipo tropicale sempre più violenti". Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Ma di fronte ad eventi cosi' drammatici, che, ormai, si ripetono ogni anno come un copione gia' scritto con decine e decine di morti per alluvioni e frane come e' gia' accaduto in Sicilia, Campania, Liguria e Toscana, la risposta del governo e' sempre la stessa: cordoglio e dichiarazione dello stato di emergenza, per tornare, il giorno dopo, a non fare nulla o peggio tagliare, per ridurre il deficit, sulla difesa del suolo, sulle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici mentre le regioni approvano vergognosi piani casa che sono un inno al consumo del suolo e del cemento". "L'Italia e' sempre di più un paese con aree agricole cementificate, dei corsi d'acqua intubati, del 70% dei comuni a rischio idrogeologico, mentre il costo economico del disastro idrogeologico supera i 50 miliardi di euro - continua il leader ecologista -. Da anni chiediamo un piano straordinario per mettere in sicurezza il territorio italiano; da anni chiediamo - ovviamente inascoltati - che le risorse stanziate per la Tav in Val di Susa e l'acquisto dei caccia F-35 siano destinate a mettere in sicurezza l'Italia dal rischio idrogeologico l'Italia, a realizzare interventi di adattamento alle mutate condizioni climatiche". "In questi giorni in un silenzio assordante sia del governo italiano che dei mezzi di informazione si sta svolgendo a Varsavia la Conferenza dell’Onu per il contrasto ai cambiamenti climatici - conclude.
"L'Italia non e' piu' una nazione commerciale". Lo ha detto Flavio Briatore a margine dell'udienza preliminare del processo che lo vede imputato, a Genova, per mancato pagamento delle accise e dell'Iva dello yacht force blue. "Sono venuto qui - ha precisato - per rispetto alla Corte. Mi sembra normale". "Il processo non lo commento" ha aggiunto, sottolineando di avere messo "a disposizione di chi ha perso il tetto in Sardegna 14 case. Queste - ha aggiunto polemicamente - sono cose vere".
"L'Italia intera vive il dolore della Sardegna, i morti, i dispersi, i danni. Non e' il momento delle polemiche, ma della solidarietà'". Cosi' Matteo Renzi nella sua Enews settimanale. "E del resto e' difficile capire, in stragi come queste, quanto sia addebitabile alla forza della natura e quanto all'incuria dell'uomo. Certo e' che sarebbe bello se il Parlamento si facesse carico di uno sforzo in piu' sulla difesa del suolo". "Cito solo cifre, fredde come sanno essere i numeri - prosegue Renzi -: negli ultimi 50 anni le alluvioni hanno travolto circa 1.500 centri urbani provocando 4.200 morti e quasi mezzo milione di sfollati. Quante vittime dobbiamo ancora contare perché finalmente si consideri la difesa del suolo una grande emergenza nazionale? E' un tema che sento molto. Ne ho scritto in "Oltre la rottamazione", ne ho parlato in Consiglio Comunale lo scorso 4 novembre commemorando l'Alluvione di Firenze, ne ho sottolineato l'urgenza fin dalle scorse primarie proprio dal Vajont, dove simbolicamente iniziammo il tour". Intanto "un pensiero agli amici della Sardegna, piangendo insieme alle famiglie delle vittime e un grande abbraccio ai sindaci coinvolti in prima fila. Loro sono oggi le colonne della comunita': che sentano forte il sostengo dell'Italia e degli italiani, senza alcuna distinzione di colore politico. Ci sara' tempo per le polemiche, ora proviamo a dare una mano".
"In Italia sono 6.153.860 gli abitanti esposti alle alluvioni. Il probabile aumento delle temperature potrebbe portare in Europa a inondazioni piu' frequenti ed intense. Ma quello che sta accadendo non e' solo per colpa dei cambiamenti climatici . A fine agosto noi geologi avevamo già detto dei rischi e della fragilità del territorio ". Lo ha detto Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi a proposito della forte ondata di maltempo che ha colpito la Sardegna. "Qualora non fossero ancora chiari i termini del dissesto idrogeologico i geologi hanno il dovere morale di non abbassare la guardia, ricordando al Paese che la popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti, mentre quella esposta alle alluvioni raggiunge 6.153.860, come evidenzia ancora l'Annuario ISPRA". "Anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l'intensità delle inondazioni sono ancora incerte - ha aggiunto Graziano - l'Agenzia europea sostiene che sia probabile che l'aumento delle temperature in Europa porterà' ad inondazioni maggiormente frequenti e intense in molte regioni, a causa del previsto aumento dell'intensità e della frequenza di eventi meteorologici estremi". Per Graziano, la colpa "non e' solo colpa dei cambiamenti climatici, perché ad esempio, l'urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. I numeri recentemente pubblicati nell'Annuario dei Dati ambientali 2012 dell'Ispra parlano chiaro: se in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 mq al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo. Significa che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze. Per non parlare degli incendi , il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia". Da tempo i geologi chiedono "l'istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche cosi' come fece la Commissione De Marchi"."Abbiamo deciso lo stanziamento immediato di 20 milioni di euro per l'emergenza". Cosi' il premier Enrico Letta al termine della riunione del Consiglio dei ministri che ha deciso la dichiarazione di stato d'emergenza in Sardegna.
"Davanti alla triste contabilità dei morti dovremmo avere tutti piu' rispetto e fermarci a riflettere". Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, in collegamento con SkyTg24, risponde cosi' a chi gli chiede se la Sardegna era stata preventivamente allertata per la forte ondata di maltempo. "La macchina dei soccorsi - ha detto Gabrielli - si e' messa subito in moto rispetto alle previsioni che avevamo diramato. Purtroppo il nostro e' il Paese delle polemiche. In Sardegna - ha sottolineato il capo della Protezione Civile - si e' verificato un evento straordinario: in un solo giorno e' caduta una quantita' di acqua di sei mesi". Quanto al bilancio delle vittime, che al momento conta 16 morti ed un disperso, Gabrielli spiega che ancora "non e' definitivo. Nelle campagne ci sono diverse abitazioni sommerse dalle acque. Stiamo organizzando la macchina dei soccorsi e il nostro obiettivo e' raggiungere tutti gli abitanti per portare generi di conforto".
Il maltempo ha danneggiato la linea elettrica che alimenta il potabilizzatore di Simbirizzi. L'impianto serve i Comuni di Cagliari, Quartu, Selargius, Quartucciu, Maracalagonis, Settimo San Pietro, Villasimius e Burcei. In attesa che l'Enel riattivi l'alimentazione elettrica la produzione è sottodimensionata rispetto alle esigenze dei centri interessati. Per questo motivo, se i lavori di ripristino dovessero protrarsi, non si escludono disservizi nell'approvvigionamento dell'utenza all'esaurirsi delle scorte nei serbatoi.
Per chi invece avesse la necessità di muoversi fra Tempio e Olbia ci sono strade alternative: Tempio-Priatu, fino alla statale 127, da percorrere in direzione di Olbia fino al bivio della cantoniera Putzolu. Percorrere questa strada fino all'imbocco della SP38, che finisce in via Barcellona a Olbia. Alternativa a questa c'è Tempio-Calangianus-Telti, stazione di Monti, statale 199 (Sassari-Olbia) fino a Olbia. Ulteriore percorso, Tempio-Statale 127 Calanagianus-Telti, da qui fino al bivio della Cantoniera Putzolu, SP38, via Barcellona (sovrintendente Spanu, comandante del distaccamento polizia stradale di Tempio).La nazionale italiana Under 21 ha giocato oggi in Serbia con il lutto al braccio in memoria delle vittime dell'alluvione in Sardegna.
Dove saranno Mario Diana e Carlo Sanjust ora:perché non liberarli e rendersi finalmente utili,dato che per anni hanno fatto i parassiti statali alle spalle di tutti i miei corregionali,pagandosi matrimoni e cose più frivole con i soldi di tutti?
La Protezione Civile ha avvisato domenica scorsa,"della possibilità di forti precipitazioni in Sardegna.Indicava una criticità al massimo livello,con possi- bilità anche di perdite di vite umane". Lo dice il ministro dell'Ambiente, Orlando riferendo alla Camera. Le vittime sono,come già detto sedici,mentre sono circa 2.700 le persone sfollate che hanno trovato rifugio in strutture e da parenti, riferisce il ministro.Si segnala un disperso nel Nuorese, nel comune di Onani.Le province più colpite dell'isola sono quelle di Nuoro e Oristano.
"Profondamente commosso dall'immane tragedia che ha colpito la Sardegna, chiedo a tutti di pregare per le vittime, specialmente per i bambini". Lo scrive papa Francesco in un messaggio su Twitter.Posti letto, ristoranti, farmacie, o anche semplicemente un riparo e un posto caldo: la rete della solidarietà in Sardegna è già in movimento, ha preso il via ben prima di consigli di ministri, tavoli di emergenza e messaggi istituzionali in tv. Da ieri su twitter è comparso l’hashtag #allertameteoSAR per condividere informazioni in tempo reale, da poche ore anche su Facebook. Inizialmente utilizzata per notizie e segnalazioni, da stamattina la rete accoglie soprattutto messaggi di aiuto e solidarietà per chi ha perso tutto. Privati, ristoratori, strutture ricettive offrono alloggi gratis a Olbia, la città più colpita con morti, dispersi e centinaia di sfollati: ci sono gli alberghi Hilton, Jazz e President che offrono gratuitamente un alloggio a chi non ha dove ripararsi, oltre a tantissimi bed&breakfast con camere e appartamenti; il ristorante Picanha sta preparando pasti caldi per gli sfollati e invita gli altri ristoratori a fare lo stesso; si può avere un pasto anche nelle chiese della Sacra Famiglia e di Sant’Antonio e presso la ferramenta Addis in via Vittorio Veneto. E poi ci sono tanti, tantissimi cittadini ad accogliere gli sfollati a casa loro, i numeri di telefono si trovano sui social network insieme ai contatti di chi si rende disponibile per dare una mano, che si tratti di spalare fango o soccorrere persone e animali che hanno bisogno di aiuto. E a proposito di animali, la Lila che gestisce il canile “I fratelli minori” ha lavorato tutta la notte per mettere in salvo i cani ospiti, i volontari ora lanciano un appello per la struttura devastata dall’allagamento. Non mancano gli appelli per rendere accessibili le connessioni wi-fi, visto che nelle zone più colpite ci sono problemi alle linee telefoniche. C’è chi sta andando in giro per recuperare e distribuire vestiti e coperte, chi ha messo a disposizione gratuitamente il proprio carro-attrezzi come l’olbiese Marco Spano, chi sta realizzando mappe interattive e partecipative utili per i soccorsi come questa https://sardsos.crowdmap.com/ . La macchina della solidarietà viaggia a Olbia ma anche ad Arzachena, Baia Sardinia, Palau, Badesi, Sassari e Castelsardo e in tanti altri centri dove l’acqua e il fango hanno allagato case e strade. La Dinamo Banco di Sardegna sta organizzando una raccolta fondi in occasione degli incontri di basket di domani e domenica prossima, davanti al palazzetto di piazzale Segni a Sassari, mentre il comune di Terralba ha aperto un conto bancario per gestire le donazioni che serviranno per gli interventi (IT42B0836285620000010524000 Banca di Credito Cooperativo Livas Via Napoli N° 3). Aiuti all’isola anche dal continente: arrivano in continuazione messaggi di solidarietà che sui social network usano l’etichetta #forzasardegna, ma iniziano a concretizzarsi anche azioni di supporto: la società di e-commerce Lovli sta coinvolgendo alcuni designer sardi con l’obiettivo di raccogliere dei fondi per gli aiuti, l’iniziativa sarà on line nel fine settimana. 
Ecco alcuni numeri per alloggi a disposizione degli sfollati a Olbia: Marrante, 3403624311; Pina Murru, 3470830042; B&B, 331 2095889; B&B 3939800313; Sabrina Di Giusto 328.3323210; Massimo Dessena 3939051855; Fancello 3426904741; Monica Cretì, 3465075162; Renato Schirru, 349280052.
"Una strage e danni enormi: questo è l’effetto del ciclone che ha sconvolto la Sardegna. Servono soldi subito per ripagare i danni, bisogna ricostruire mettendo in sicurezza il territorio, con lo stop alla cementificazione e per il riassetto idrogeologico del territorio: per questo proponiamo che il governo faccia immediatamente una patrimoniale sulle grandi ricchezze":lo ha detto il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.
«È una vera e propria catastrofe che lascerà una ferita profonda nei nostri cuori». Così la presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Claudia Lombardo, esprime, a nome suo e dell’intera Assemblea regionale della Sardegna, «il cordoglio più sincero per le vittime del maltempo e la solidarietà agli sfollati costretti a lasciare la propria abitazione».C'è una nuova allerta meteo per il pos- sibile arrivo di una bomba d'acqua su Cagliari.Il premier Letta è volato a Olbia per una visita lampo, prima di tornare a Roma dove affronterà il caso Cancellieri alla riunione del gruppo Pd. "Lo Stato c'è - ha detto Letta a Olbia - e sta facendo il massimo. Sono arrivato qui anche per incoraggiare il lavoro delle forze dell'ordine e delle organizzazioni di soccorso. E' stato un evento straordinario, voglio esprimere alla comunità tutta la vicinanza dello Stato". Nel corso della riunione con i vertici della Protezione civile e con gli amministratori locali, Letta ha anche risposto alla richiesta dei sindaci delle zone colpite, che chiedevano l'esclusione dal Patto di stabilità per concentrare le risorse economiche nella ricostruzione: "Richiesta legittima. Sicuramente sarà così", la rassicurazione del premier.
Duri i commenti del Movimento 5 stelle contro il governo: Prima è toccato al deputato Alessandro Di Battista: "Stramaledetti ipocriti! Fanno discorsi sul consumo del suolo, sull'ambiente, si raccolgono in minuti di silenzio, ancora questi inutili minuti di silenzio e poi tutti assieme votano per il Tav, per gli inceneritori, presto voteranno per il Tap (Gasdotto Trans-Adriatico). Si lavano la coscienza battendosi il petto, pronunciando (chi crede) una preghiera e alzandosi in piedi ricordando le vittime dell'ennesima tragedia che si sta consumando in Sardegna. Si abbonano i miliardi evasi dalle concessioni delle slot-machine ma non si trovano i soldi per mettere in sicurezza il territorio italiano". Non si fa attendere la risposta di Ettore Rosato, segretario d'aula del gruppo Pd alla Camera, che definisce Di Battista "un provocatore, oltretutto privo di coscienza. Ha usato frasi violente contro la commozione e l'angoscia sincere espresse dall'aula della camera nei confronti delle vittime dell'alluvione che ha colpito la Sardegna". Critiche dai grillini all'atteggiamento del governo anche dal segretario di presidenza della Camera Riccardo Fraccaro: "Letta va a Olbia giusto il tempo di farsi scattare due foto, infatti alle 21 già torna per dire al Pd di salvare il Ministro Cancellieri. Non ho parole, tranne forza Sardegna".
"Anche se fisicamente sono lontano, con il pensiero sono vicino alla gente della mia terra". Salvatore Sirigu, portiere del Paris Saint Germain e della Nazionale italiana, nato a Nuoro e cresciuto a La Caletta, manda da Parigi il suo sostegno alla Sardegna: "Oltre a vedere le immagini della mia Sardegna devastata ho anche sentito al telefono i miei genitori che mi hanno raccontato le dimensioni reali della tragedia, la zona più colpita si trova a soli 4 km da casa mia". "Il mio pensiero - aggiunge Sirigu - va alle famiglie delle vittime e a tutti quelli che stanno soffrendo. Sarò disponibile ad aiutare in modo concreto la mia regione. Auspico inoltre che le autorità competenti possano rendersi conto del grave problema e aiutare le persone concretamente adesso e nel futuro per contribuire affinché non si ripetano più tragedie così".Banca di Credito Sardo (Gruppo Intesa Sanpaolo) ha stanziato un plafond di 30 milioni di euro per finanziamenti a medio lungo termine a condizioni di particolare favore per il ripristino delle strutture danneggiate (abitazioni, negozi, uffici, laboratori artigianali, immobili ad uso produttivo ed agricolo) nonchè dei beni materiali in essi contenuti. La banca garantisce un tempo di istruttoria contenuto, per rispondere il più rapidamente possibile alle richieste provenienti dalle diverse istanze locali. Viene inoltre messa a disposizione la possibilità di una moratoria di 12 mesi sulle rate sia alla clientela Imprese e Small Business, seguendo il consueto iter previsto dall’«Avviso Comune ABI», ove ne ricorrano le condizioni, che alla clientela dei Privati colpita, secondo le modalità considerate come «eccezioni al Piano Famiglie» e che pertanto seguono l’iter previsto per questa agevolazione.

L'ELENCO DELLE VITTIME

Sebastiana Brundu,61 anni,originaria di Ozieri,precipitata da un ponte a bordo di un fuoristrada. 

Patrizia Corona, 42 anni,di Olbia,morta nell'auto in via Cina con la figlia Morgana Giagoni.

Vannina Figus,64 anni,morta annegata nella sua abitazione ad Uras. 

Bruno Fiore,68 anni,originario di Buddusò,precipitato da un ponte a bordo di un fuoristrada.

Giuseppina Franco,87 anni, morta di infarto a Torpé.

Morgana Giagoni,2 anni,di Olbia,morta nell'auto in via Cina con la madre Patrizia Corona.

Maria Loriga,54 anni,originaria di Luras,precipitata da un ponte a bordo di un fuoristrada. 

Maria Massa,88 anni,morta ad Olbia in via Romania.

Enrico Mazzoccu,3 anni,di Olbia,in campagna con il padre Francesco.

Francesco Mazzoccu, 37 anni, di Olbia, in campagna con il figlio Enrico. 

Isael Passoni,42 anni,morta ad Arzachena.

Laine Kellen Passoni,16 anni,morta ad Arzachena.

Weriston Passoni,20 anni,morto ad Arzachena.

Anna Ragnedda,83 anni,originaria di Arzachena deceduta ad Olbia in Via Lazio.

Cleide Mara Rodriguez,42 anni,morta ad Arzachena. 

Luca Tanzi,40 anni, di Urzulei ma residente a Nuoro, agente di polizia,precipitato da un ponte a causa del cedimento dello stesso. 

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