lunedì 25 novembre 2013

LA MORTE DI AMEDEO AMADEI (24/11/2013)

Di Giampaolo Carboni.
E morto all'età di novantadue anni Amedeo Amadei (NELLA FOTO), centravanti del primo scudetto della Roma e a lungo della nazionale italiana. Nato a Frascati il 26 luglio 1921, Amadei è ancora oggi il più giovane esordiente di sempre in serie A (giocò a 15 anni). Fu soprannominato il "fornaretto" e, per la sua enorme popolarità, "l"ottavo re di Roma". Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella hall of fame ufficiale della Roma. 
Diventò calciatore della Roma, dopo un provino ben riuscito all'insaputa dei genitori, che non avrebbero approvato il suo tentativo. Sin dall'inizio della sua carriera cominciò ad aiutare la famiglia, che avrebbe poi versato in gravi difficoltà economiche dopo che il forno di famiglia venne distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Debuttò nella stagione 1936-1937, il 2 maggio 1937 in Roma-Fiorentina (2-2). Sette giorni dopo, il 9 maggio 1937, segnò in Lucchese-Roma 5-1 il suo primo gol in Serie A divenendo, a poco più di quindici anni, anche il più giovane calciatore ad andare in gol nella massima divisione del campionato italiano, record che Amadei detiene al 2013. La Roma al termine del campionato si piazzò 10ª in Serie A e fu finalista in Coppa Italia. Nel periodo iniziale della carriera Amadei giocò come ala destra (verrà in seguito spostato al centro dall'allenatore Shaffer, per l'indisponibilità del compagno di squadra Providente).Amadei ha collezionato in totale con la Roma 386 presenze, segnando 101 reti, dopo aver esordito in serie A all'età di 15 anni, 9 mesi e 6 giorni ed ha vinto il primo scudetto della squadra capitolina nella stagione 1941-1942.
Fu suo malgrado coinvolto in una rissa durante una partita di Coppa Italia contro il Torino, quando fu squalificato a vita perché secondo l'accusa avrebbe dato un calcio al guardialinee; di seguito beneficiò dell’amnistia; secondo le dichiarazioni dello stesso Amadei, durante un pranzo in un ristorante di Pescara, alla presenza di Pizziolo, arbitro di quella gara, il vero colpevole confessò a tutti di essere stato responsabile del gesto.Dopo la pausa dei campionati dovuta alla seconda guerra mondiale, il giocatore fu venduto dalla Roma, che aveva grossi problemi economici, all'Inter che batté, secondo quanto dichiarato dallo stesso Amadei, le offerte del Torino (che proponeva uno scambio con Gabetto e Menti) e Juventus. Rimase tuttavia legato alla sua squadra, tanto da chiedere, se la Roma aveva problemi, di non essere schierato e, alla prima occasione con i lombardi, di giocare per sua stessa ammissione una partita anonima perché non se la sentiva. Si fece comunque valere anche nella squadra milanese, continuando a segnare come da sua abitudine, superando il traguardo delle 100 reti in Serie A; tra queste si ricordano i tre gol in un derby finito 6-5; in svantaggio per 4-1, fu spostato come centravanti realizzando così tre reti, in una partita che Massimo Moratti, durante i festeggiamenti per il centenario dell'Inter gli disse di ricordare sempre, benché all'epoca fosse giovanissimo.
Dopo due anni a Milano, passò al neopromosso Napoli, dove militò per sei stagioni con ottime prestazioni: segna già alla quarta giornata del suo primo campionato in Campania, nella sconfitta casalinga contro il Milan (che quell'anno avrebbe vinto lo scudetto con la difesa meno battuta) per 5-3 del primo ottobre 1950 per ripetersi nella gara di ritorno, giocata l'11 febbraio 1951 e terminata 2-1 per i lombardi; al termine della stagione le sue 11 reti, che lo resero capocannoniere della squadra, portarono i campani al sesto posto nella classifica finale, risultato che la società ripeté l'anno seguente, quando il giocatore si superò totalizzando 12 gol, entrando tra i migliori 20 cannonieri della stagione. La stagione 1952-1953 fu comunque la migliore di quelle in cui fu coinvolto: dopo quasi vent'anni i partenopei, che schierarono i nuovi acquisti Jeppson e Pesaola, arrivarono vicini al titolo, piazzandosi al 4º posto in Serie A a 6 punti dall'Inter campione d'Italia; si toglierà la soddisfazione di segnare il primo gol stagionale degli azzurri, il 14 settembre 1952, in Napoli-Atalanta 2-0, il quarto dei napoletani in Napoli-Milan 4-2 (i lombardi avevano nella rosa il trio Gre-No-Li) del 16 novembre 1952 e la rete della vittoria finale in Napoli-Juventus 3-2 del 18 gennaio 1953.
Finché militò nella Roma non ebbe grossi sbocchi in Nazionale, monopolizzata dai campioni del Grande Torino di allora. Dopo il grave incidente di Superga Amadei cominciò ad essere spesso convocato e a far parte degli azzurri. Debuttò il 27 marzo 1949, in Spagna-Italia 1-3, nella partita in cui segnò anche il suo primo gol in maglia azzurra, in una delle ultime partite giocate dalle vittime della Tragedia di Superga[4] e prese parte ai mondiali del 1950, dove giocò solo nella partita contro il Paraguay del 2 luglio 1950. Il gol realizzato contro la Nazionale inglese nell'amichevole di Firenze, disputata il 18 maggio 1952 e terminata 1-1, raccontata in radiocronaca da Nicolò Carosio, lo portò ad essere candidato dalla Democrazia Cristiana.La sua carriera di allenatore tra i professionisti fu legata solo al Napoli all'epoca di Achille Lauro, la cui presidenza gli causò alcuni problemi che lo spinsero ad allenare in seguito solo la nazionale femminile, a titolo gratuito; per il suo lavoro in Campania fu premiato con il Seminatore d'oro per la stagione 1957-1958.Ad Amedeo Amadei è stato intitolato il 5 novembre 2007 il campo già "Lucio Mamilio" di Frascati, il più antico impianto sportivo del tuscolano. Il 20 gennaio 2009 si è costituito il Roma Club Frascati intitolato al giocatore che ha accettato la carica di Presidente, il club è affiliato all'Unione Tifosi Romanisti.
I funerali si terranno martedì 26 novembre alle ore 15 nella cattedrale di San Pietro a Frascati.

LA CARRIERA DI AMEDEO AMADEI
PALMARES

1 Campionato Italiano (Roma 1941/1942)

1 Seminatore D'Oro (Napoli 1957/1958)

© Riproduzione riservata.

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